COSSIGA PARLA, IL LETTO RACCONTA: DAL "GAY" RUMOR ALLO SCIUPAFEMMINE CRAXI
DA NOI, L'ALCOVA NON HA PROVOCATO SCANDALI CAPACI DI FAR CADERE CAPI DI STATO
GATTOSARDO-SCOOP: "WILMA MONTESI ERA ANCORA VERGINE QUANDO FU TROVATA"
DA NOI, L'ALCOVA NON HA PROVOCATO SCANDALI CAPACI DI FAR CADERE CAPI DI STATO
GATTOSARDO-SCOOP: "WILMA MONTESI ERA ANCORA VERGINE QUANDO FU TROVATA"
Renato Farina per Libero
La storia d'Italia è fatta di uomini potenti che sbagliavano letto o ne indovinavano troppi. Molta mitologia, ma anche molta verità. Dice Francesco Cossiga: «Il letto conta molto nella vita dei politici, come in quello di ogni italiano che si rispetti. Anzi di ogni uomo. Ma in politica, soprattutto da noi, l'alcova non ha mai pesato gran che. Ha provocato tragedie personali, più spesso commedie. Ma non ha modificato gli assetti del governo, non ha determinato scandali capaci di far cadere capi di Stato. L'amorazzo in Italia è una pratica così corrente che non può avere influenza sulla politica, noi siamo libertini, non come la Francia, dove per questo motivo le donne contano di più, vedi la moglie di Sarkozy, ma vedi anche Madame Pompadour: da noi sarebbe impensabile».
Lo sarà sempre stato, però negli ultimi tempi di più. È una deriva dell'arco costituzionale ma anche oltre. Le chiacchiere colpiscono - più o meno fondate e spiritose - se non tutti, tanti. C'è stato un titolo di Libero che ha dipinto un mondo. Camere di tolleranza? Il presidente emerito coglie la palla al balzo. «I poveri deputati sono costretti a star lontano dalla famiglia per parecchi giorni della settimana. Le sedute snervanti impongono poi della sdraiate rilassanti. L'idea del segretario dell'Udc Lorenzo Cesa di fornire denaro agli eletti del popolo onde condurre a Roma la moglie per evitare tentazioni, è bene intenzionata ma offensiva per le signore: vengono ridotte a materiale da scopata. Poi è molto costoso per lo Stato. Io propongo che la tessera da parlamentare funga anche da lasciapassare per case di appuntamento statali». Una boutade salace.
Il Picconatore la raddoppia: «Non si capisce perché i deputati e i senatori debbano avere accesso gratuito agli stadi che sono luoghi di violenza, e pure in tribuna d'onore, e non abbiano accesso almeno a letti con il baldacchino».
Del resto, Cossiga è il massimo esperto in materia di letti e potere. Nel senso buono del termine. Come osservatore, insomma. Anche qui in senso buono. Conosce i palazzi da sempre: e con prudenza assolve. Assolve soprattutto il povero Cosimo Mele. «I politici si mettono nei pasticci per stupidaggini. Io non lo conosco, ma questo pover'uomo è un piccolo borghese della periferia, uno sbandato che crede di elevarsi in questo modo.
Legge sulle riviste, orecchia in Transatlantico che gli altri, quelli che contano, lo fanno, e allora si procura le signorine nella suite con i camerieri che portano champagne e ci si impasticca come nei film di Boldi. Ha combinato un pasticcio su cui trovo schifoso, questo sì, montare un linciaggio.
È molto più offensivo - se i carabinieri hanno visto bene - praticare sesso orale contronatura all'aperto e dinanzi al Colosseo, luogo simbolico della cultura romana e del martirio cristiano, che espletare bisogni urgenti in camera, deputati o no che si sia. Il fatto è che la morale viene stabilita da chi conta di più. E oggi i deputati contano molto meno dei moralisti liberal e degli stimabilissimi gay. Non sopporto questo linciaggio di Mele. Mi fa pena la beffa contro di lui perché proclama i valori della famiglia e poi casca in un letto d'hotel. E allora?
Tutti bravi a battere il pugno sul petto degli altri. Che ci vogliono far sopra? La campagna elettorale? Usare questi argomenti in politica è sempre infimo, degno di politici e uomini infimi. Per questo averlo cacciato dal partito, inducendolo alle dimissioni, non lo capisco. Chi lo manda via, l'amico Casini? Se non dovessero più votare Udc quelli che hanno mancato di coerenza morale sul sesto comandamento (non commettere atti impuri, ndr) e sul nono (non desiderare la donna d'altri) mi perderei i bellissimi discorsi di Luca Volontè. Caro Luca, per fortuna ti votano anche i peccatori».
Si va ai precedenti illustri. Regno Unito.
«David Lloyd Georg, nella puritana Londra, e pure in tempo di guerra, da premier di sinistra si faceva andare a prendere in auto da due segretarie. E prima di arrivare a Downing Street se le faceva tutt'e due. La sera idem. Ma non le stesse: altre due».
Risorgimento. «Camillo Benso conte di Cavour. È stato teorico, pratico e propagandista della tesi del tre. A letto almeno tre». Tre donne? «Non faccia l'ingenuo. Tre. Le donne capiscono».
Però si dice che, almeno in America, il sesso pesi moltissimo nel distruggere carriere politiche. Cossiga nega: «Anche lì. Pesa solo in campagna elettorale. Per il resto.. John Fitzgerald Kennedy arrivò alla Casa Bianca e poi nel mito nonostante le sue imprese erotiche senza freni, e pure a Bob è stato perdonato tutto. Ted Kennedy ha lasciato morire la sua segretaria nel fiume, e lui sta ancora lì, in Senato. Quanto a Clinton, non solo Monica Lewinsky gli ha fatto il solletico, ma anche l'indagine sulle sue attività. Al punto che sta spedendo la moglie Hillary a rivedere la famosa stanza ovale».
In Italia però qualche grande storia d'amore capace di far scandalo c'è stata. «Il caso di Togliatti e Nilde Jotti non c'entra nulla. Fu il caso di una convivenza senza matrimonio. È stata una normale e decorosa storia d'amore borghese. Non un fatto di lenzuola sciupate. Il partito si scandalizzò perché la moglie era una compagna. Per il resto la regola che i politici piccoli o grandi hanno rispettato e devono rispettare è di non avere l'amante di lunga durata, parallela alla moglie. C'è stato un caso solo che non rispettò questa norma, non la rivelo per rispetto. Invece gran parte hanno avuto e hanno l'amante, ma dura qualche tempo e poi si cambia».
Non si scandalizza? «La morale borghese che ancora è vissuta in Italia, e che è distinta da quella cattolica e cristiana, consente questi strappi. Il cristianesimo poi conosce la natura dell'uomo. Il mio arcivescovo diceva che i comandamenti sono stati dettati a Mosè in ordine discendente. Il sesso è solo al sesto posto per importanza. la donna d'altri poi è nona.». Be' anche il furto è al settimo posto, ma questo è un altro discorso.
Però - gli dico - un grande scandalo c'è stato: quello Montesi (vedi scheda). «Certo. Fu il primo grande caso di un'esplosione dell'antipolitica. L'antipolitica cerca sempre di usare il sesso. La verità sul caso Montesi è che la Montesi era vergine».
Un capo di Stato donnaiolo? «Gronchi. Ma lo era nell'ambito della normalità italiana».
Racconto a Cossiga un dossier che uno storico presentò come perito alla procura di Palermo che stava indagando su Andreotti per mafia. La tesi - che persino Caselli & C. trovarono inverosimile - è che l'origine dei mali d'Italia fu quando il divo Giulio subì un ricatto per una storia di bordelli di lusso dal periodico Lo Specchio. Intervenne Carlo Alberto dalla Chiesa che da allora lo avrebbe ricattato, con tutti i guai del caso Moro eccetera. Mai sentito dire? Almeno ci provarono? «Guardi, anche se l'avessi visto, mi sarei recato subito dall'oculista e dallo psichiatra. Se non avesse quattro figli direi che Andreotti è vergine. Di certo casto. Non solo non ha baciato Riina, ma neanche sua mamma».
Si diceva Mariano Rumor fosse gay. «Assolutamente no. Era innamoratissimo di una attrice, figlia di un ufficiale di Vicenza. Gli impedirono di sposarla per quella morale da 1600 per cui un'attrice non si può. Restò celibe»
Continua: «Tutti gli uomini sono uguali. Non c'è differenza di partito o religione. Qualcuno è più fedele degli altri. Pensa alla rigidità morale di mio cugino Enrico Berlinguer. Non accettava neanche barzellette sul tema. Bettino Craxi? Ne hanno scritto tutti sulle sue storie. Però amava profondamente la moglie Anna!».
Tra i primi tempi della Prima Repubblica e gli ultimi della seconda c'è una differenza: «Non nella pratica, ma nel chiacchiericcio. Non ho mai sentito De Gasperi, Fanfani, Togliatti, Lazzati, Segni parlare di questi argomenti. Oggi è tutto un vantarsi, un ridacchiare. Nella Dc allora era considerata una maleducazione e cosa di cattivo gusto».
C'è stato qualcuno in fama di sciupafemmine? «Soprattutto democristiani: Vincenzo Scotti, Virginio Rognoni, Mino Martinazzoli, Giovanni Goria. Mitico era il repubblicano Pacciardi. Guido Gonella era ancor più inarrestabile, un carro armato». Ma no. Quello che scriveva sull'Osservatore romano e poi ministro. «Ma sì. Il mondo è sempre uguale. Il peccato originale esiste».
E oggi? Quali deputati e senatori fanno colpo? «Sgarbi? Bollicine. Diliberto? Charmant. I meridionali colpiscono più dei settentrionali. I leghisti non hanno portato nulla di nuovo salvo espressioni colorite, le loro prestazioni dicono essere modeste. Come quelle dei sardi, tranne Luigi Manconi che però viene dall'Azione cattolica e da Lotta continua, buone scuole».
Berlusconi? «Sa conquistare non perché abbia potere (il potere conta più dei soldi) ma perché è un uomo autenticamente gentile. La cortesia, unita a una certa dose di violenza, conquista le donne. In questo letto e potere si incontrano». La morale? «Guai a fare le guerre politiche in nome delle virtù. La calunnia è elevata a testimonianza della verità e la persecuzione ascende a giustizia. E la libertà.». La libertà. «.si smoscia».
CASO MONTESI
«Wilma Montesi era ancora vergine quando fu trovata». Cossiga lo dice come inciso dell'intrigo di sesso e politica che sta riempiendo le pagine dei giornali in questi giorni. Ma la notizia ha il sapore della rivelazione. Ancora di più dopo quest'ultima storia di squillo e droga. Perché il caso Montesi fece scalpore proprio perché sembrò svelare un oscuro mondo di festini, sesso e droga nell'Italia conservatrice e democristiana degli anni Cinquanta.
Tutto era iniziato sabato 11 aprile, vigilia di Pasqua del 1953. Il cadavere di Wilma Montesi, una bella ragazza romana, viene trovato sulla spiaggia di Torvajanica, nei pressi di Roma. Il corpo non presenta segni di violenza ed è completamente vestito, a parte la mancanza di un reggicalze, delle calze e delle scarpe. Le cause della morte non sono chiare: l'autopsia parla di sincope dovuta a un pediluvio. Il ritrovamento sembra destinato ad una rapida archiviazione anche se restano molti interrogativi senza risposta: malore? Incidente? Suicidio?
Passano diversi mesi e la vicenda sembra dimenticata quando, in ottobre, un piccolo settimanale risolleva il caso sostenendo una serie di voci che da tempo circolavano attorno al mistero di Torvajanica: Wilma Montesi sarebbe morta, forse per overdose, forse per un malore, durante un'orgia, in una villa del marchese Ugo Montagna, alla quale avrebbe preso parte il musicista Piero Piccioni, figlio di un importante notabile Dc, il già ministro degli Esteri Attilio Piccioni, destinato ad ereditare da Alcide De Gasperi la leadership della Democrazia Cristiana.
Lo scandalo è enorme e scatena una battaglia mediatica intorno al governo e alla Dc. Spuntano ex amanti, dame nere e la vicenda si trascina per quattro anni tra rivelazioni e presunti scoop giornalistici finché, il 27 maggio 1957, il Tribunale di Venezia manda assolti con formula piena Piccioni, Montagna e altri dieci imputati rinviati a giudizio nel 1955. Ancora oggi l'omicidio Montesi è irrisolto. Con un mistero in più: se, come rivela Cossiga, la ragazza era vergine, che razza di festini a base di sesso erano quelli degli anni Cinquanta?
Dagospia 01 Agosto 2007
La storia d'Italia è fatta di uomini potenti che sbagliavano letto o ne indovinavano troppi. Molta mitologia, ma anche molta verità. Dice Francesco Cossiga: «Il letto conta molto nella vita dei politici, come in quello di ogni italiano che si rispetti. Anzi di ogni uomo. Ma in politica, soprattutto da noi, l'alcova non ha mai pesato gran che. Ha provocato tragedie personali, più spesso commedie. Ma non ha modificato gli assetti del governo, non ha determinato scandali capaci di far cadere capi di Stato. L'amorazzo in Italia è una pratica così corrente che non può avere influenza sulla politica, noi siamo libertini, non come la Francia, dove per questo motivo le donne contano di più, vedi la moglie di Sarkozy, ma vedi anche Madame Pompadour: da noi sarebbe impensabile».
Lo sarà sempre stato, però negli ultimi tempi di più. È una deriva dell'arco costituzionale ma anche oltre. Le chiacchiere colpiscono - più o meno fondate e spiritose - se non tutti, tanti. C'è stato un titolo di Libero che ha dipinto un mondo. Camere di tolleranza? Il presidente emerito coglie la palla al balzo. «I poveri deputati sono costretti a star lontano dalla famiglia per parecchi giorni della settimana. Le sedute snervanti impongono poi della sdraiate rilassanti. L'idea del segretario dell'Udc Lorenzo Cesa di fornire denaro agli eletti del popolo onde condurre a Roma la moglie per evitare tentazioni, è bene intenzionata ma offensiva per le signore: vengono ridotte a materiale da scopata. Poi è molto costoso per lo Stato. Io propongo che la tessera da parlamentare funga anche da lasciapassare per case di appuntamento statali». Una boutade salace.
Il Picconatore la raddoppia: «Non si capisce perché i deputati e i senatori debbano avere accesso gratuito agli stadi che sono luoghi di violenza, e pure in tribuna d'onore, e non abbiano accesso almeno a letti con il baldacchino».
Del resto, Cossiga è il massimo esperto in materia di letti e potere. Nel senso buono del termine. Come osservatore, insomma. Anche qui in senso buono. Conosce i palazzi da sempre: e con prudenza assolve. Assolve soprattutto il povero Cosimo Mele. «I politici si mettono nei pasticci per stupidaggini. Io non lo conosco, ma questo pover'uomo è un piccolo borghese della periferia, uno sbandato che crede di elevarsi in questo modo.
Legge sulle riviste, orecchia in Transatlantico che gli altri, quelli che contano, lo fanno, e allora si procura le signorine nella suite con i camerieri che portano champagne e ci si impasticca come nei film di Boldi. Ha combinato un pasticcio su cui trovo schifoso, questo sì, montare un linciaggio.
È molto più offensivo - se i carabinieri hanno visto bene - praticare sesso orale contronatura all'aperto e dinanzi al Colosseo, luogo simbolico della cultura romana e del martirio cristiano, che espletare bisogni urgenti in camera, deputati o no che si sia. Il fatto è che la morale viene stabilita da chi conta di più. E oggi i deputati contano molto meno dei moralisti liberal e degli stimabilissimi gay. Non sopporto questo linciaggio di Mele. Mi fa pena la beffa contro di lui perché proclama i valori della famiglia e poi casca in un letto d'hotel. E allora?
Tutti bravi a battere il pugno sul petto degli altri. Che ci vogliono far sopra? La campagna elettorale? Usare questi argomenti in politica è sempre infimo, degno di politici e uomini infimi. Per questo averlo cacciato dal partito, inducendolo alle dimissioni, non lo capisco. Chi lo manda via, l'amico Casini? Se non dovessero più votare Udc quelli che hanno mancato di coerenza morale sul sesto comandamento (non commettere atti impuri, ndr) e sul nono (non desiderare la donna d'altri) mi perderei i bellissimi discorsi di Luca Volontè. Caro Luca, per fortuna ti votano anche i peccatori».
Si va ai precedenti illustri. Regno Unito.
«David Lloyd Georg, nella puritana Londra, e pure in tempo di guerra, da premier di sinistra si faceva andare a prendere in auto da due segretarie. E prima di arrivare a Downing Street se le faceva tutt'e due. La sera idem. Ma non le stesse: altre due».
Risorgimento. «Camillo Benso conte di Cavour. È stato teorico, pratico e propagandista della tesi del tre. A letto almeno tre». Tre donne? «Non faccia l'ingenuo. Tre. Le donne capiscono».
Però si dice che, almeno in America, il sesso pesi moltissimo nel distruggere carriere politiche. Cossiga nega: «Anche lì. Pesa solo in campagna elettorale. Per il resto.. John Fitzgerald Kennedy arrivò alla Casa Bianca e poi nel mito nonostante le sue imprese erotiche senza freni, e pure a Bob è stato perdonato tutto. Ted Kennedy ha lasciato morire la sua segretaria nel fiume, e lui sta ancora lì, in Senato. Quanto a Clinton, non solo Monica Lewinsky gli ha fatto il solletico, ma anche l'indagine sulle sue attività. Al punto che sta spedendo la moglie Hillary a rivedere la famosa stanza ovale».
In Italia però qualche grande storia d'amore capace di far scandalo c'è stata. «Il caso di Togliatti e Nilde Jotti non c'entra nulla. Fu il caso di una convivenza senza matrimonio. È stata una normale e decorosa storia d'amore borghese. Non un fatto di lenzuola sciupate. Il partito si scandalizzò perché la moglie era una compagna. Per il resto la regola che i politici piccoli o grandi hanno rispettato e devono rispettare è di non avere l'amante di lunga durata, parallela alla moglie. C'è stato un caso solo che non rispettò questa norma, non la rivelo per rispetto. Invece gran parte hanno avuto e hanno l'amante, ma dura qualche tempo e poi si cambia».
Non si scandalizza? «La morale borghese che ancora è vissuta in Italia, e che è distinta da quella cattolica e cristiana, consente questi strappi. Il cristianesimo poi conosce la natura dell'uomo. Il mio arcivescovo diceva che i comandamenti sono stati dettati a Mosè in ordine discendente. Il sesso è solo al sesto posto per importanza. la donna d'altri poi è nona.». Be' anche il furto è al settimo posto, ma questo è un altro discorso.
Però - gli dico - un grande scandalo c'è stato: quello Montesi (vedi scheda). «Certo. Fu il primo grande caso di un'esplosione dell'antipolitica. L'antipolitica cerca sempre di usare il sesso. La verità sul caso Montesi è che la Montesi era vergine».
Un capo di Stato donnaiolo? «Gronchi. Ma lo era nell'ambito della normalità italiana».
Racconto a Cossiga un dossier che uno storico presentò come perito alla procura di Palermo che stava indagando su Andreotti per mafia. La tesi - che persino Caselli & C. trovarono inverosimile - è che l'origine dei mali d'Italia fu quando il divo Giulio subì un ricatto per una storia di bordelli di lusso dal periodico Lo Specchio. Intervenne Carlo Alberto dalla Chiesa che da allora lo avrebbe ricattato, con tutti i guai del caso Moro eccetera. Mai sentito dire? Almeno ci provarono? «Guardi, anche se l'avessi visto, mi sarei recato subito dall'oculista e dallo psichiatra. Se non avesse quattro figli direi che Andreotti è vergine. Di certo casto. Non solo non ha baciato Riina, ma neanche sua mamma».
Si diceva Mariano Rumor fosse gay. «Assolutamente no. Era innamoratissimo di una attrice, figlia di un ufficiale di Vicenza. Gli impedirono di sposarla per quella morale da 1600 per cui un'attrice non si può. Restò celibe»
Continua: «Tutti gli uomini sono uguali. Non c'è differenza di partito o religione. Qualcuno è più fedele degli altri. Pensa alla rigidità morale di mio cugino Enrico Berlinguer. Non accettava neanche barzellette sul tema. Bettino Craxi? Ne hanno scritto tutti sulle sue storie. Però amava profondamente la moglie Anna!».
Tra i primi tempi della Prima Repubblica e gli ultimi della seconda c'è una differenza: «Non nella pratica, ma nel chiacchiericcio. Non ho mai sentito De Gasperi, Fanfani, Togliatti, Lazzati, Segni parlare di questi argomenti. Oggi è tutto un vantarsi, un ridacchiare. Nella Dc allora era considerata una maleducazione e cosa di cattivo gusto».
C'è stato qualcuno in fama di sciupafemmine? «Soprattutto democristiani: Vincenzo Scotti, Virginio Rognoni, Mino Martinazzoli, Giovanni Goria. Mitico era il repubblicano Pacciardi. Guido Gonella era ancor più inarrestabile, un carro armato». Ma no. Quello che scriveva sull'Osservatore romano e poi ministro. «Ma sì. Il mondo è sempre uguale. Il peccato originale esiste».
E oggi? Quali deputati e senatori fanno colpo? «Sgarbi? Bollicine. Diliberto? Charmant. I meridionali colpiscono più dei settentrionali. I leghisti non hanno portato nulla di nuovo salvo espressioni colorite, le loro prestazioni dicono essere modeste. Come quelle dei sardi, tranne Luigi Manconi che però viene dall'Azione cattolica e da Lotta continua, buone scuole».
Berlusconi? «Sa conquistare non perché abbia potere (il potere conta più dei soldi) ma perché è un uomo autenticamente gentile. La cortesia, unita a una certa dose di violenza, conquista le donne. In questo letto e potere si incontrano». La morale? «Guai a fare le guerre politiche in nome delle virtù. La calunnia è elevata a testimonianza della verità e la persecuzione ascende a giustizia. E la libertà.». La libertà. «.si smoscia».
CASO MONTESI
«Wilma Montesi era ancora vergine quando fu trovata». Cossiga lo dice come inciso dell'intrigo di sesso e politica che sta riempiendo le pagine dei giornali in questi giorni. Ma la notizia ha il sapore della rivelazione. Ancora di più dopo quest'ultima storia di squillo e droga. Perché il caso Montesi fece scalpore proprio perché sembrò svelare un oscuro mondo di festini, sesso e droga nell'Italia conservatrice e democristiana degli anni Cinquanta.
Tutto era iniziato sabato 11 aprile, vigilia di Pasqua del 1953. Il cadavere di Wilma Montesi, una bella ragazza romana, viene trovato sulla spiaggia di Torvajanica, nei pressi di Roma. Il corpo non presenta segni di violenza ed è completamente vestito, a parte la mancanza di un reggicalze, delle calze e delle scarpe. Le cause della morte non sono chiare: l'autopsia parla di sincope dovuta a un pediluvio. Il ritrovamento sembra destinato ad una rapida archiviazione anche se restano molti interrogativi senza risposta: malore? Incidente? Suicidio?
Passano diversi mesi e la vicenda sembra dimenticata quando, in ottobre, un piccolo settimanale risolleva il caso sostenendo una serie di voci che da tempo circolavano attorno al mistero di Torvajanica: Wilma Montesi sarebbe morta, forse per overdose, forse per un malore, durante un'orgia, in una villa del marchese Ugo Montagna, alla quale avrebbe preso parte il musicista Piero Piccioni, figlio di un importante notabile Dc, il già ministro degli Esteri Attilio Piccioni, destinato ad ereditare da Alcide De Gasperi la leadership della Democrazia Cristiana.
Lo scandalo è enorme e scatena una battaglia mediatica intorno al governo e alla Dc. Spuntano ex amanti, dame nere e la vicenda si trascina per quattro anni tra rivelazioni e presunti scoop giornalistici finché, il 27 maggio 1957, il Tribunale di Venezia manda assolti con formula piena Piccioni, Montagna e altri dieci imputati rinviati a giudizio nel 1955. Ancora oggi l'omicidio Montesi è irrisolto. Con un mistero in più: se, come rivela Cossiga, la ragazza era vergine, che razza di festini a base di sesso erano quelli degli anni Cinquanta?
Dagospia 01 Agosto 2007