LA CAMPAGNA ELETTORALE INFIAMMA IL VATICANO: GRAN DUELLO RUINI-BERTONE
A RITESSERE LA TELA LOGORATA DEL CENTRO CATTOLICO C'È PELLEGRINO CAPALDO
CASINI (SENZA CUFFARO), TABACCI (SENZA PREGIUDIZI) E MASTELLA (SENZA PARTITO)
A RITESSERE LA TELA LOGORATA DEL CENTRO CATTOLICO C'È PELLEGRINO CAPALDO
CASINI (SENZA CUFFARO), TABACCI (SENZA PREGIUDIZI) E MASTELLA (SENZA PARTITO)
La campagna elettorale è entrata a piedi giunti in Vaticano dove si guarda con grande preoccupazione alla diaspora del Centro cattolico.
A nulla sono servite le pressioni dell'invadente Camillo Ruini che ha telefonato di persona a Pierfurby Casini per farlo rientrare sotto l'ala del "mercante di Arcore". Il cardinale guida l'ala oltranzista dei vescovi italiani che hanno nel quotidiano "Avvenire" la cassa di risonanza dei "falchi" e sono disposti a benedire con indulgenza la battaglia di un uomo assolutamente laico come Giuliano Ferrara.
Molto più distaccata è la posizione di Tarcisio Bertone, il 74enne salesiano piemontese che occupa la carica di Segretario di Stato. Non è un mistero che il porporato vuole mantenere una linea neutrale tra gli schieramenti e favorire un processo di aggregazione tra le tante e piccole democrazie cristiane che convergono verso il Centro. Alla guida dell'"Osservatore Romano" non c'è più Mario Agnes, il fratello di Biagione, ex-direttore generale della Rai, che appiattiva l'organo ufficiale del Vaticano sulle posizioni di Ruini. Non solo: il Segretario di Stato sa di poter contare su Angelo Bagnasco, il bresciano capo dei vescovi italiani che negli ultimi tempi ha rivelato una buona dose di prudenza.
A ritessere la tela logorata del Centro cattolico c'è però un laico che gode da tempo della fiducia d'Oltretevere. È Pellegrino Capaldo, l'ex-banchiere di Avellino che è l'ambasciatore occulto di queste ore. Capaldo è un uomo di fine intelligenza e appartiene a quel gruppo di cervelli dell'Irpinia che con De Mita e Agnes si beccarono da Gianni Agnelli l'appellativo di "intellettuali della Magna Grecia". Nel 1987 è stato chiamato al vertice della Cassa di Risparmio di Roma, poi nel dicembre del '95 ha lasciato la Banca di Roma di cui era diventato presidente dopo un braccio di ferro con Cesarone Geronzi dal quale uscì sconfitto.
Quest'uomo 69enne è considerato di assoluta probità e nemmeno la condanna a quattro anni per la bancarotta di Federconsorzi (poi caduta con l'assoluzione) ha intaccato il suo profilo morale e professionale. Capaldo ha contribuito in modo determinante a costruire la Rosa Bianca di Savino Pezzotta e adesso in Vaticano si aspettano che riesca a portare a termine l'operazione Grande Centro nella quale dovrebbero ritrovarsi Pierfurby Casini (senza Cuffaro), Bruno Tabacci (senza pregiudizi) e Clemente Mastella (senza partito). È un'operazione difficile che domani avrà una prima verifica a Palazzo Borromeo, sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, dove si terrà la solenne celebrazione dei Patti Lateranensi.
Dagospia 18 Febbraio 2008
A nulla sono servite le pressioni dell'invadente Camillo Ruini che ha telefonato di persona a Pierfurby Casini per farlo rientrare sotto l'ala del "mercante di Arcore". Il cardinale guida l'ala oltranzista dei vescovi italiani che hanno nel quotidiano "Avvenire" la cassa di risonanza dei "falchi" e sono disposti a benedire con indulgenza la battaglia di un uomo assolutamente laico come Giuliano Ferrara.
Molto più distaccata è la posizione di Tarcisio Bertone, il 74enne salesiano piemontese che occupa la carica di Segretario di Stato. Non è un mistero che il porporato vuole mantenere una linea neutrale tra gli schieramenti e favorire un processo di aggregazione tra le tante e piccole democrazie cristiane che convergono verso il Centro. Alla guida dell'"Osservatore Romano" non c'è più Mario Agnes, il fratello di Biagione, ex-direttore generale della Rai, che appiattiva l'organo ufficiale del Vaticano sulle posizioni di Ruini. Non solo: il Segretario di Stato sa di poter contare su Angelo Bagnasco, il bresciano capo dei vescovi italiani che negli ultimi tempi ha rivelato una buona dose di prudenza.
A ritessere la tela logorata del Centro cattolico c'è però un laico che gode da tempo della fiducia d'Oltretevere. È Pellegrino Capaldo, l'ex-banchiere di Avellino che è l'ambasciatore occulto di queste ore. Capaldo è un uomo di fine intelligenza e appartiene a quel gruppo di cervelli dell'Irpinia che con De Mita e Agnes si beccarono da Gianni Agnelli l'appellativo di "intellettuali della Magna Grecia". Nel 1987 è stato chiamato al vertice della Cassa di Risparmio di Roma, poi nel dicembre del '95 ha lasciato la Banca di Roma di cui era diventato presidente dopo un braccio di ferro con Cesarone Geronzi dal quale uscì sconfitto.
Quest'uomo 69enne è considerato di assoluta probità e nemmeno la condanna a quattro anni per la bancarotta di Federconsorzi (poi caduta con l'assoluzione) ha intaccato il suo profilo morale e professionale. Capaldo ha contribuito in modo determinante a costruire la Rosa Bianca di Savino Pezzotta e adesso in Vaticano si aspettano che riesca a portare a termine l'operazione Grande Centro nella quale dovrebbero ritrovarsi Pierfurby Casini (senza Cuffaro), Bruno Tabacci (senza pregiudizi) e Clemente Mastella (senza partito). È un'operazione difficile che domani avrà una prima verifica a Palazzo Borromeo, sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, dove si terrà la solenne celebrazione dei Patti Lateranensi.
Dagospia 18 Febbraio 2008