I FURBETTI PAGANO - SCALATA ANTONVENETA, I PROTAGONISTI CHIUDONO LA PARTITA: DA CONSORTE 12 MLN, RICUCCI 29, GNUTTI 30 E COPPOLA TRATTA - LA PROCURA INCASSA 300 MILIONI (MA QUANTI SOLDI HANNO IMBOSCATO?).

Paolo Colonnello per "La Stampa"


La battuta circola in Procura da un po': potesse, il trio di magistrati che si è occupato dell'inchiesta sulla scalata occulta di Antonveneta potrebbe direttamente quotarsi in Borsa come ricca società d'intermediazione finanziaria. Nel giro di nemmeno un anno infatti i pm Eugenio Fusco, Giulia Perrotti e Francesco Greco, hanno recuperato attraverso le richieste di patteggiamento dei «furbetti del quartierino» qualcosa come oltre 300 milioni di euro.

Una cifra destinata a lievitare visto che dei 68 imputati per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, solo poco più della metà, ovvero circa 35 persone, ha chiesto finora di poter accedere al rito abbreviato. E non passa udienza che qualche imputato eccellente metta sull'oneroso piatto della bilancia della giustizia, il suo obolo salvifico. È il «pragmatismo giudiziario» fortissimamente voluto dal procuratore aggiunto Francesco Greco, il coordinatore del pool sui reati finanziari, che preferisce di solito colpire i portafogli anziché le persone.

Come dargli torto? Nonostante il clamore di certi scandali finanziari e i danni alla trasparenza del mercato, il risultato sul piano penale è di solito risibile: il massimo della pena raggiunto con i patteggiamenti per reati che vanno dall'aggiotaggio all'associazione per delinquere, si attesta infatti sui tre anni (vedi l'ex direttore generale Bpi Gianfranco Boni).



Meglio dunque andare al sodo, contribuendo al bilancio dell'erario e del Ministero del Tesoro, ultimo destinatario dei soldi sequestrati attraverso le attività giudiziarie. L'ultimo a fare una sostanziosa offerta, pur di chiudere in fretta i suoi conti con la giustizia, è stato ieri proprio l'impagabile autore delle migliori battute dell'inchiesta, l'immobiliarista Stefano Ricucci che all'udienza preliminare, in cambio di un anno di reclusione, si è presentato con 29 milioni di euro pronta cassa da versare sui conti della Procura, aperti presso la filiale Bnl di Palazzo di Giustizia.

Ecco dunque la classifica dei versamenti: 95 milioni di euro, finora gli unici effettivamente incamerati, sono stati pagati dalla Bpi; 150 milioni di euro sono stati versati dai «bresciani», ovvero dai 18 clienti privilegiati della ex Popolare di Lodi gravitanti nell'orbita di Emilio Gnutti, tre fratelli Lonati compresi, che ebbero laute plusvalenze del munifico Giampiero Fiorani per aver semplicemente messo a disposizione i conti su cui far transitare gli acquisti truffaldini delle azioni Antonveneta; 12 milioni di euro sono stati messi a disposizione dall'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte; 30 milioni di euro arrivano invece da società legate a Emilio Gnutti, la Gp Finanziaria e la Fingruppo; tra i 6 e gli 8 milioni di euro ammonta l'offerta dell'ex braccio destro di Fiorani, Gianfranco Boni.

Secondo indiscrezioni il prossimo a chiedere il patteggiamento dovrebbe essere l'immobiliarista Danilo Coppola che avrebbe dato mandato di vendita della sua quota nella finanziaria Ipi per realizzare il contante che gli servirà per far fronte al Fisco (60 milioni) e alla procura milanese.

Rimane sospesa la posizione del principale imputato, Fiorani, che però avrà tempo fino ad aprile per decidere. Il gip Luigi Varanelli infatti si è riservato quella data per decidere sulle varie richieste di riti alternativi. I soldi offerti, tranne i 95 milioni di Bpi, pur in contanti e già versati rimangono per ora dunque soltanto virtuali. Appena però il giudice scioglierà le sue riserve, verranno incamerati. E il bilancio dello Stato potrà leggermente migliorare.


Dagospia 27 Febbraio 2008