PIRELLI RE SI È SGONFIATA - IL BUSINESS DEL MATTONE È IN CRISI, IL GRUPPO DI TRONCHETTI E PURI NEGRI SOFFRE: IN CORSO UN "RIBALTONE" DIRIGENZIALE - PIANO INDUSTRIALE RINVIATO, AZIONISTI DELUSI.

Vittorio Malagutti per "L'espresso"


Oltre all'ottimo cibo e alle belle donne, l'Italia vanta un mercato immobiliare molto interessante... Sono le ultime parole famose di Moti Barziley, top manager del gruppo israeliano Alony Hetz. Nel settembre 2007 la società di Barziley ha investito oltre 60 milioni di euro per comprare il 3,6 per cento di Pirelli Real Estate. Adesso, a quasi un anno di distanza da quell'incauta dichiarazione pubblica, cibo e belle donne resistono (almeno come luogo comune), ma il business del mattone è in crisi profonda.

E la scelta degli investitori israeliani di puntare sul più noto e blasonato marchio italiano del settore rischia di trasformarsi in un boomerang micidiale. Nel giro di 11 mesi Alony Hetz, una holding con attività miliardarie sparse tra Europa e Stati Uniti, ha visto andare in fumo quasi due terzi del proprio investimento italiano per effetto del crollo borsistico di Pirelli Re.

Non sarà facile recuperare il terreno perduto. Anche per questo motivo, forse, in Borsa si è sparsa la voce che il gruppo di Tel Aviv stia cercando di limitare i danni rastrellando azioni dell'azienda italiana ormai a prezzi di saldo: 14 euro contro i 38 di un anno fa. Difficile trovare conferme ufficiali a queste indiscrezioni. Certo è che nei prossimi mesi Carlo Puri Negri, amministratore delegato e grande azionista del gruppo immobiliare (insieme a Marco Tronchetti Provera) dovrà fare di tutto per riconquistare la fiducia degli investitori, a cominciare dai suoi freschi alleati israeliani.

Intanto, la rimonta è cominciata con un rinvio. "Il piano industriale? Se ne parla in autunno", hanno annunciato nell'aprile scorso i vertici di Pirelli Re provocando un certo sconcerto, e una nuova ondata di vendite in Borsa. In realtà, i segnali di una svolta, di un cambio di rotta rispetto alle strategie del passato recente, sembrano già evidenti. "Più sviluppo, meno trading", ripetono come un mantra i dirigenti. Mica facile. Se non altro perché negli anni del boom il gruppo ha allenato e allevato un esercito di venditori che dovrà essere ridimensionato con inevitabili tagli di personale.

D'altronde non c'è scelta. Se il mercato immobiliare è quasi fermo, non è più possibile cavalcare l'onda delle compravendite di palazzi e terreni a prezzi sempre crescenti. Dunque bisogna per forza di cose concentrarsi su progetti di più ampio respiro, come la gestione di grandi aree, magari nei paesi dell'Est europeo come la Polonia dove Puri Negri si muove con l'appoggio finanziario dell'Unicredit di Alessandro Profumo. Oppure in Germania, dove di recente insieme a un consorzio di investitori ha comprato il 49 per cento della società di gestione degli immobili che ospitano i grandi magazzini Karstadt. È questa, in sintesi, la scommessa per il futuro, ma nel frattempo bisogna fare i conti con la crisi.



Qualche numero dà un'idea della situazione. Nel primo semestre 2008 le vendite di palazzi Pirelli Re sono crollate a 527 milioni di euro contro i 1.116 dei primi sei mesi dell'anno scorso. I profitti calano di conseguenza: da 80 milioni della semestrale 2007 ai 9 milioni di quella appena approvata. Poteva andare peggio. Per restare a galla i vertici del gruppo si sono aggrappati ai proventi straordinari. Non è una novità. Nel 2007 metà degli utili semestrali erano il frutto della cessione di una partecipazione. Quest'anno 17 milioni sono arrivati dalla vendita della società di gestione del Fondo Berenice.

Queste manovre contabili non bastano a convincere il mercato. Ha invece fatto scalpore tra gli addetti ai lavori il ribaltone manageriale delle settimane scorse. La prima linea dei dirigenti è stata rinnovata, con l'uscita di alcuni nomi eccellenti. Uno su tutti: il vicepresidente Carlo Bianco, per anni considerato il motore manageriale del gruppo, l'uomo forte capace di dettare scelte e strategie.

Bianco, napoletano, 66 anni, ha giocato un ruolo chiave per almeno due decenni, sin da quando la Pirelli ha mosso i primi passi in campo immobiliare. Dipendeva da lui il business dell'edilizia residenziale. Questo settore, forse il più colpito dalla crisi, è stato affidato a Paolo Bottelli, con i gradi di direttore generale. L'amministratore delegato Olivier De Poulpiquet si occuperà invece delle attività di investimento.

Ora che ha abbandonato tutti gli incarichi aziendali, il veterano Bianco potrà forse consolarsi con gli affari di famiglia. Negli ultimi anni, infatti, moglie e figli dell'ex manager di fiducia di Puri Negri si erano trovati a controllare una holding del mattone con proprietà milionarie in zone di pregio a Milano e Roma. Questa attività non aveva mancato di suscitare qualche imbarazzo all'interno della stessa Pirelli Re.

L'uscita di Bianco, seguito dal suo braccio destro Enrico Signori, segna una rottura netta con il passato. Almeno questo è il messaggio accreditato dall'azienda. Certo è che la strada per tornare ai fasti di un tempo sembra ancora lunga. La conferma arriva dalla Borsa dove il titolo stenta a riprendere quota. Puri Negri, però, sembra fiducioso. Nel bilancio 2007 della sua società personale le azioni Pirelli Re sono valutate 45,5 euro ciascuna, cioè più del triplo rispetto alla quotazione attuale. Perché, si legge nella relazione, i ribassi borsistici "non sono ritenuti durevoli". L'importante è crederci.


Dagospia 25 Agosto 2008