UNA SERATINA AL BILLIONAIRE - CHE HO FATTO IO PER MERITARMI TUTTO QUESTO?

Riceviamo e pubblichiamo:


Caro Dago,
vedo con piacere che Flavio Briatore e' uno dei tuoi bersagli preferiti. Volevo gettare ulteriore benzina sul fuoco proponendoti il resoconto di una serata al Billionaire: lo scopo e' fare luce su questi fenomeni della societa' contemporanea, con la speranza che la stigmatizzazione di certi loro "eccessi" levi di testa ai comuni mortali l'idea di emularli.

Venerdi' 16 agosto vengo invitato da alcuni cari amici a cena presso il Billionaire, localita' Alto Pevero, Arzachena. L'appuntamento e' per le 10,30 al bivio di Cala di Volpe, per poi proseguire verso il ristorante/discoteca. Briatore ha senz'altro scelto bene la base, dato che e' poche centinaia di metri dopo il duo Sottovento / Sopravento, zona ad altissima densita' di polli e pollastrelle. Veniamo immediatamente accolti dal personale, che ostenta una sicumera degna di maitre d'alto bordo. Ahime', verificheremo che non e' tutt'oro quel che luccica.

Dopo esserci accomodati in un bel tavolo laterale, vicino alle finestre, e dopo aver notato che l'architettura del locale ricalca lo stile fintosardo/mediterraneo tipico di buona parte della Costa Smeralda (in Sardegna quello stile non e' storicamente mai esistito ma e' frutto dell'ingegno di alcuni architetti del Karim), mi accorgo che non c'e' aria condizionata.
Ok, quest'estate non c'era affatto caldo, pero'....

Arriva il Bartender, che si rivolge a me in inglese. Non ho grossi problemi, dato che in 5 anni a Londra qualche parola l'ho imparata, ma mi rendo conto che e' piu' italiano di Toto Cutugno. Sembra uno del mestiere, quindi ordino come aperitivo un White Lady.

Il White Lady e' un cocktail molto comune, Gin, Cointreau e succo di limone, ed e' soprattutto uno dei cocktail I.B.A., quelli che ogni barman dovrebbe conoscere. Se fossi al bar La Licata di via dei Serpenti non mi stresserei certamente, ma ho deciso che al Billionaire non gliene faccio passare una liscia, visto anche come se la tirano. Dopo avergli spiegato la composizione, mi arriva un beverone informe, che ovviamente lascio li' a evaporare.

Al momento delle ordinazioni, arriva un cameriere molto assertivo e fantasioso: peccato che la descrizione degli antipasti sia infarcita di aggettivi e pochi siano i contenuti. Lo scopo e', chiaramente, quello di lasciargli mano libera. E' un genio, ci porta "un misto". Noto con orrore che i ricarichi sui vini, che mediamente non superano il 200%, qui raggiungono il 700/800%. Il vino scelto e' un discreto vermentino locale, il Canayli, che al negozio sotto casa costa 7 euro.
Briatore te lo vende a 45, col sorriso sulle labbra pero', e ci mancherebbe...

Inizia a suonare un complessino. Partono bene, con pezzi "lounge", di sottofondo. Passano successivamente con agilita' a un vecchio successo di Grace Jones, e noto che piu' che suonare fanno finta. Sembra che abbiano delle basi, e che neppure Marcel Marceau avrebbe mimato cosi' bene l'atto del suonatore. Dopo 10 minuti si stancano della lounge e partono con il meglio del loro repertorio canta Napule: sembra di essere all'Anema e Core di Capri, non a Porto Cervo. Vabbe', ho visto Maradona, innamorato son.

La cena prosegue, tra un sushi (mediocre, ma sembra che oggi un ristorante "trendy" non ne possa fare a meno..) e un fritto misto (avevo chiesto solo di gamberi e calamaretti, ma e' arrivata tutta la paranza).
L'impressione e' maledettamente negativa: caricano prezzi per sceicchi da interdire, ma sia la qualita' del cibo che il servizio sono veramente scadenti. I camerieri, in particolare, mostrano in ogni sfumatura la loro provenienza stagionale: sani ragazzotti di Olbia o di Arzachena con l'accento impostato su note dolci ma che, in realta', questo mestiere lo fanno due mesi all'anno. Professionalita', zero. Ripeto, mi trovassi dallo Scopettaro non obietterei, ma questo e' il locale di Briatore...

Celebrita'? Nel ristorante, zero. Facce sane, di gente che nella vita ha ben poco patito, ma nessun viso da copertina, e neppure da trafiletto.
Ma come? Il Billionaire non era un vippaio?
Debbo ancora ringraziare Raffaele per essersi occupato del conto al ristorante. Se l'avessi visto probabilmente avrei avuto da ridire con qualcuno... ma tant'e', non si sputa nel piatto in cui si e' appena mangiato, soprattutto se te l'hanno offerto.

I miei amici si premurano di verificare la disponibilita' del tavolo in discoteca, ovviamente nel privee'. Assicurazioni del personale, per poi trovarci, una volta scese le scale che portano al dancing, in un comodino con 4 sedioline. Nel comodino, una bottiglia di vodka Absolut e un mare di Schweppes. Tutto bello, peccato che siamo in 12.



Alle rimostranze, una cameriera che la sa lunga ci dice "se consumate molto, vi diamo un tavolo piu' grande". Cosa intendono loro per molto?
Non sicuramente 2 bottiglie di vodka e 2 di Veuve Clicquot. Totale, 1.600 euro.
Per "molto" loro intendono champagne Roederer Cristal, 1.800 euro a bottiglia. Piu' bottiglie, naturalmente. Oppure, come ha fatto quel pirla della motonautica, il Cristal Mathusalem, 5 litri di champagne millesimato a 16.000 euro.

Sedicimila. Due Fiat Panda, o una Golf. Se non possiamo permetterci una Golf millessei da bere in una sera, come pensiamo di pretendere un tavolo da 12 nel privee' del
Billionaire? Ci sara' un motivo, cazzo, se si chiama Billionaire e non Millionaire o Centomilalaire. Decidiamo di consumare "poco" e di arrangiarci in quel piccolo pertugio gentilmente offertoci dalla ditta Briatore, Santanchè & co. Lo spazio e' talmente limitato che basta muoversi e cascano i comodini. Si', volano bicchieri, si spaccano le bottigliette, e i camerieri arrivano a lucidare il pavimento dopo mezz'ora.

Butto lo sguardo attorno: attorno a me tante belle figliole. Le guardo bene, e noto che la percentuale di "professioniste" e' altissima.
Chi sono le "professioniste"? Sono belle figliole, magari un po' avanti con gli anni ma ancora piacenti, che se non hai la barca da venti metri, "il" Porsche o "il" Ferrarino, un fodero gonfio di American Express platinum e una generosita' sterminata non ti filano. Vip? Neanche l'ombra. Poi guardo a alzo zero, e noto che c'e' un nano con una corte dei miracoli attorno. E' Joaquin Cortes, reduce dal successone di Alghero (abbandono del palco con ignominia perche' il pubblico non approvava la qualita' dello spettacolo). Tutto il resto e' noia, direbbe il Califfo, uno che questi posti se li metterebbe nel taschino e li tirerebbe fuori solo per soffiarsi il naso.

Noto anche che ai bagni c'e' una fila lunghissima per entrare nel gabinetto, quello con la chiave, ma nessuno sta agli orinatoi. Sara' perche' si vergognano di fare la pipi' in pubblico? O perché tutti debbono fare la popo'? Oppure perche' hanno un "gran fiuto" per l'altro sesso, e non solo per quello?

Il DeeJay sembra uno sveglio, mi dicono che si chiama Agnelli (un segno del destino? Perche' non un Deejay con un bel nome proletario?) e sicuramente e' la cosa meno disgustosa del Billionaire, ma... e' destino che non ne vada una giusta qui. A un certo punto, nel bel mezzo delle danze, rispolvera O'sole mio. Ho rivisto Maradona, innamorato son.

Sono le 4, e devo tornare a casa. Decidiamo di andare via, ma i nostri vicini di comodino (inglesi) si lamentano perche' gli "avremmo" rubato una bottiglia di vodka. Stupefacente. Sia la situazione che, probabilmente, la sostanza di cui avevano fatto ampio uso fino a quel momento. Fortunatamente arriva un cameriere e "garantisce" per noi.
Benedetto cameriere, se mai un giorno diventero' presidente del consiglio ti faro' presidente della commissione Giustizia alla Camera.
Promesso.

Sono fuori, finalmente. Allungo 10 euro al parcheggiatore del Billionaire (di meno no, altrimenti mi riga la macchina con un piccone) e, sfinito, mi metto alla guida. Anzi, metto alla guida la mia ragazza, che per tutta la sera ha bevuto solo acqua, quella santa donna! Dopo due curve, c'e' un blocco della stradale. Fermateli tutti, penso, e buttate la chiave.

Un caro saluto
GM

Dagospia.com 4 Settembre 2002