ESPRESSO RISERVATO - CASE DELLA LIBERTA': SCAJOLA TROVA UN TETTO; GASPARRI FA WEB A SUON DI FOTO; RAUTI DI MARMO A PREDAPPIO.

Dal "Riservato" de "L'espresso" n. 52, a cura di Paolo Forcellini


1 - Scajola trova un tetto
A luglio , quando il Dipartimento di Pubblica sicurezza lo aveva sloggiato dal magnifico attico di 400 metri quadrati che occupava in piazza del Collegio romano, Claudio Scajola c'era rimasto male. «E quanta fretta!», s'era lamentato con i suoi collaboratori, pochi giorni dopo le dimissioni da ministro dell'Interno per aver dato del «rompicoglioni» al defunto Marco Biagi. Il politico ligure l'aveva presa come la prima scortesia del suo successore Beppe Pisanu, con il quale non corre buon sangue. E mentre il Viminale provvedeva a ristruttutare il mega-attico, ricavandone quattro appartamenti di servizio, dello Scajola romano s'erano perse le tracce. Fin quando, il mese scorso, Silvio Berlusconi lo ha nominato coordinatore di Forza Italia per le campagne elettorali. E dove va ad abitare il redivivo Scajola? Ai Parioli, in un appartamento di 330 metri quadrati di una palazzina della lussuosa via Bruxelles. L'immobile non è né di Forza Italia né della Fininvest, ma dell'imprenditore napoletano Francesco Rea. Il quale però non ne ha la disponibilità. Perché a Rea, sospettato di essere legato alla camorra, lo Stato ha sequestrato la bellezza di 194 appartamenti. La nuova residenza romana di Scajola, dotata di garage, nella primavera del 2000 è stata prudentemente valutata dal Demanio 1.083.000 euro. Nel decreto di assegnazione al Dipartimento di Ps (agosto 2001) era scritto: «Utilizzo, in modo rigorosamente transitorio, a favore di personalità istituzionali in relazione all'incarico rivestito». In Forza Italia?



2 - Gasparri marcia sul web
Maurizio Gasparri ha messo a punto il sito del suo Ministero: www.comunicazioni.it, comprendente una galleria fotografica. Sono solo otto foto, ma significative. Prima viene l'immagine di «Gasparri in una giornata di lavoro»: al telefono, sorridente. Poi c'è «Gasparri incontra il Santo Padre»: con Wojtyla, in atteggiamento deferente-ma-non-troppo. Segue «il ministro Gasparri saluta il presidente della Repubblica», per dare un tocco istituzionale. Quindi «Il ministro e il capo del governo, Berlusconi». Non manca il tentativo di darsi una levatura internazionale: «Il ministro durante la conferenza bilaterale Italia-Cina». In un'altra foto compare con il suo compagno di corrente in An, Ignazio La Russa. Ma pur disponendo di altri due spazi, nella pagina web non c'è traccia di Gianfranco Fini. Ci sono invece altre due foto di Gasparri in solitudine: «Durante uno dei tanti convegni in cui è intervenuto».

3 - Marmo camerata
Sulla casa natale di Mussolini, a Predappio, adibita dal Comune a museo sul suo "illustre" figlio, non c'è una targa che ricordi il duce. Un gruppo di nostalgici, per porre rimedio, ha contattato Pino Rauti, politico refrattario alla svolta di Fiuggi. Il segretario della Fiamma tricolore ha accolto la proposta con entusiasmo imbarazzato: come riassumere nell'angusto spazio marmoreo la vicenda dell'"uomo della Provvidenza"? La frase coniata da Rauti è sintetica: «Bonificò le paludi in Italia, popolò il deserto in Libia». Cosa ne penserà il colonnello Gheddafi, con cui Silvio Berlusconi ha riaperto i rapporti diplomatici incrinati per decenni proprio dal retaggio dell'occupazione coloniale italiana? Si sa però cosa ne pensa il sindaco (di sinistra) di Predappio, Ivo Marcelli, che in passato ha già fatto rimuovere targhe di questo tenore: «Per me Mussolini non è stato un grande statista, ma un grande dittatore».


Dagospia.com 19 Dicembre 2002