SPLENDORI E MISERIE DELLO STAR SYSTEM
SVELATE DAL PRODUTTORE RODY MIRRI
( I° PARTE )
SVELATE DAL PRODUTTORE RODY MIRRI
( I° PARTE )
Nel suo ultimo film, "C'era un cinese in coma", Carlo Verdone svela il misero sottobosco del mondo dello spettacolo, fatto di agenti senza scrupoli (come il personaggio da lui interpretato), produttori avidi e showgirl disposte a sfondare il materasso pur di "sfondare".
Lo stesso tema è stato affrontato da Luca Barbareschi nel suo spettacolo teatrale più recente, "La grande truffa". Ma com'è realmente il "dietro le quinte" di televisione, cinema e musica, quel magico mondo di paillettes e lustrini, applausi e miliardi che dà tanto a chi agguanta il successo, ma poco a chi rimane comparsa per tutta la vita?
( Vittoria Belvedere )
Lo abbiamo chiesto a Rodolfo (Rody) Mirri, 48 anni, agente e produttore televisivo che due anni fa si è innamorato di una bella modella spagnola, ha mollato tutto, si è trasferito a Madrid e adesso fa avanti e indietro con le Canarie, dove a Fuerteventura gestisce un agriturismo di lusso.
È una delle pochissime persone, forse l'unico oggi in Italia, che può permettersi di dire pubblicamente la verità su questo mondo, perché lo ha conosciuto a fondo per un quarto di secolo, ma non deve più sottostare ai ricatti e alle omertà di chi, bene o male, deve ancora viverci (e lavorarci) dentro. Domenica scorsa e' uscito un articolo su di lui sul principale quotidiano popolare svizzero (Sonntags Blick), intitolato "Hatte Michelle einen Eros-Plan?", con foto sue assieme a Michelle Hunziker quando stavano assieme. E' in trattativa con Kaos per pubblicare il libro.
( L'articolo su "Sonntags Blick" )
Mirri è insomma un prepensionato volontario, che ha accettato di farci da cicerone in questo ambiente, allo stesso tempo
splendido e squallido.
"Quando in Spagna ho letto di rimbalzo sui giornali italiani che la Bbc aveva creato uno scandalo nel mondo della moda a Milano, svelando i ricatti a base di droga e di sesso cui sono sottoposte le modelle, mi è venuto da sorridere.
Tutti infatti nell'ambiente sanno che non c'è nulla di strano in questo, e che anche nell'ambito dello spettacolo centinaia di belle ragazze si presentano ai "casting", cioè alle selezioni, con le cosiddette "mutandine in mano", come si dice con una battutaccia. Che però non è tanto lontana dal vero, perché la maggior parte di queste giovani sono in realtà determinatissime, e disposte a qualunque compromesso pur di farsi notare. I loro genitori, poi, sono ancora peggio: nei concorsi di bellezza le mamme arrivavano a crearti degli imbarazzi...".
Mirri, lei stesso negli ultimi 15 anni è finito non poche volte sulla stampa scandalistica, sempre fotografato accanto a bellissime donne: Veronica Castro, Katharina Miroslawa, la "Valentina" Demetra Hampton, l'ex fidanzata di Jovanotti Carla Liotto, la futura moglie di Eros Ramazzotti Michelle Hunziker...
( Michelle Hunziker )
"Sì, e questo mi creò la fama di seduttore. Quando facevo il produttore TV per programmi che andavano in onda su Mediaset, Rai o Telemontecarlo, alla sera con la scusa di parlarmi di lavoro tutti mi invitavano, sapendo che attorno a me c'erano sempre belle donne. E io non avevo difficoltà a trovarle, perché nei camerini e nei corridoi degli studi televisivi c'è sempre una marea di ragazze carine e... disposte a essere disponibili, tanto per capirci.
Niente affatto sprovvedute, però: perché al posto del cuore hanno una calcolatrice. Altro che vittime, quindi. Ma guai a chi lo racconta fuori, guai a chi sgarra: se muovi un dito, tutti ti scacciano e ti schiacciano".
Mamma mia, lei ci offre un quadro che potrebbe essere un misto fra Sodoma e Gomorra e il regno delle vendette mafiose.
"Beh, senza scomodare la mafia, i ricatti piccoli e grandi sono un po' gli stessi. Vi racconto solo uno dei tanti episodi che racconterò in un libro di prossima uscita. Un importante capostruttura di una televisione adocchia una ragazza, e ci sussurra la frase tipica: "Ho un programma in ballo, quella voglio vederla da solo, così la conosco meglio".
( Demetra Hampton )
Lo riferiamo a lei. La ragazza, imperturbabile, sta al gioco, fa finta di niente, gli telefona e si autoinvita a cena casa del tipo.
Era un personaggio vecchio, brutto, ma importante. Si fa trovare in vestaglia, le parla un po', poi si sdraia sul letto. Sotto era nudo. A questo punto la ragazza ha un soprassalto di dignità, si alza, si allontana e gli urla: "Ma tu hai moglie, due figli, non ti fai schifo?"
E quello gli risponde tranquillo: "Se non vuoi, prendi il taxi e vai".
Ovviamente il giorno dopo la ragazza perse le chances per essere candidata a quel posto. Ma siccome non era Santa Maria Goretti, quindici giorni dopo si pentì. Andò a trovare il tizio, e quello le dice: "Ma guarda che combinazione, sto proprio partendo per Montecarlo! Vuoi accompagnarmi?" Sono stati assieme una settimana. Poi, ognuno per la sua strada. Quella ragazza oggi è una quotata showgirl e presentatrice televisiva, sia per Rai che per Mediaset".
( Vittoria Belvedere )
Beh, è da un secolo che a Hollywood si raccontano episodi su certi leggendari divani dei produttori...
"Sì, ma la cosa più impressionante è l'"effetto Ava".
" Prego?"
"Ava come lava", lo slogan di quella pubblicità del detersivo. È incredibile come nessuno osi più parlare degli inizi di certe cosiddette "donne di spettacolo" dopo che sono sbocciate e hanno fatto un minimo di carriera. Allora diventano improvvisamente tutte buone, tutte sante, tutte vergini, tutte rispettabili. Eppure tutti noi nell'ambiente ci ricordiamo perfettamente quello che hanno dovuto e voluto fare per arrivare dove sono arrivate.
( Alessia Marcuzzi )
Ma lo sa che noi agenti, quando prendiamo una ragazza a contratto, le organizziamo tutto, scientificamente? Dobbiamo occuparci
anche di prepararle gli scoop, farla "fidanzare" con il personaggio giusto, farla fotografare in certi locali..."
Fuori i nomi, Mirri.
"Figurarsi, così poi mi querelano. Posso dire i peccati ma non i peccatori, e le peccatrici. Anche perché ho lavorato pure con dei veri professionisti che sono al di sopra di ogni sospetto".
( Alessia Marcuzzi )
Per esempio?
"Beh, Alessia Marcuzzi, una ragazza seria come poche. Era già abbastanza famosa perché aveva fatto il "Gioco dell'Oca" con Gigi Sabani. Dovevamo girare il numero zero di una nuova trasmissione, "Night Fever", un viaggio fra i mestieri della notte. Rimase al freddo all'aperto a Como fino alle sei del mattino, senza lamentarsi.
Un altro eccellente personaggio che ricordo con grande ammirazione e rispetto è Lorella Cuccarini. Era il 1991, e stavamo preparando "Bellezze sulla Neve" a Madonna di Campiglio. Dopo avere provato fino a mezzanotte i balletti, si alzava alle sei e mezzo del mattino perché alle otto voleva andare a lezione di pattinaggio, per perfezionarsi: una serietà eccezionale.
( Alessia Marcuzzi )
Confesso che le feci anche un po' la corte, siamo stati per tre mesi nello stesso albergo e due o tre volte le mandai un mazzo di fiori in camera. Lei con molta classe e nonchalance mi ringraziò per i fiori, ma non mi concesse mai un sorriso in più del dovuto.
Poi capii che era già impegnata con il suo attuale marito, ma allora nessuno sapeva ancora nulla.
Di quel periodo ho anche un altro ricordo, pittoresco: a mezzanotte andavo a mangiare con Marco Columbro, ma siccome lui è vegetariano mi toccavano solo le verdure... Insomma, poi mi toccava raggiungere gli altri e lì potevo abbuffarmi. Anche Columbro è una persona seria, che non dà spazio a confidenze".
( Lorella Cuccarini - foto Armando Cattarinich )
Lei divenne famoso nella prima metà degli anni Ottanta come manager della regina delle telenovelas Veronica Castro.
"Sì, fu un periodo incredibile. Ma anche di recente, quando Veronica è tornata in Italia per partecipare alla trasmissione di Paolo Limiti, mi hanno detto che l'Auditel ha registrato un picco di audience.
Allora venne in Italia per registrare la prima telenovela europea, "Felicità dove sei", che però andò malissimo: il produttore Peruzzo ci rimise un paio di miliardi. Invece "Anche i ricchi piangono" fu un successone: quando andò in onda la puntata finale le strade al Sud erano deserte, perché le prime telenovele erano un fatto sociale.
( Veronica Castro )
Veronica era famosa in tutto il mondo, non solo in Spagna e America Latina: anche in Russia era una star.
Una volta andammo insieme ad Acerra per ritirare un premio, e all'aeroporto di Napoli c'erano cinquemila persone ad aspettarci. Ricordo che scappammo in ambulanza dal retro. Lei visse tre anni gloriosi qui in Italia, prima di tornare nel suo Messico: partecipò a un'edizione di "Premiatissima" con Nino Manfredi e Johnny Dorelli. Con me era gelosa, possessiva e diffidente".
Poi, nel 1986, lei fece notizia perché diventò il manager di Katharina Miroslawa, la ballerina polacca che è stata riacciuffata un mese fa a Vienna dall'Interpol.
Allora era stata appena accusata di aver ucciso il suo amante, il ricco industrialotto emiliano Mazza. Come riuscì a trasformare un'imputata di omicidio in un pruriginoso successo commerciale?
"Ricordo perfettamente che un giorno mi trovavo negli studi tv di Cologno Monzese, e mi telefonò un amico fotografo dell'agenzia Olympia. "Corri qui a Parma", mi disse, avvertendomi che nell'appartamento dove la Miroslawa era stata confinata agli arresti domiciliari erano già arrivati due o tre manager che volevano accaparrarsela.
Io mi precipitai, parlai con
l'avvocato Ugolini che la difendeva, mi presentai, le parlai e fu lei a scegliermi. Non perché fossi il più bravo: simpatia, fortuna, chissà. Cominciarono così otto mesi indimenticabili. Per prima cosa dovetti andare in procura, al palazzo di Giustizia, per farle avere il permesso di lavorare. Poteva lasciare l'appartamento di Parma soltanto per andare nei locali di tutta l'Italia settentrionale dove si esibiva, e nelle tv dove la intervistavano..."
( Katharina Miroslawa )
Secondo lei, la Miroslawa è colpevole o innocente?
"Innocente, assolutamente. D'altra parte l'unico possibile movente erano i soldi dell'assicurazione, ma quel miliardo in questi 14 anni lei non lo ha mai incassato. Però era molto scaltra. Ed era anche bellissima, sensuale, faceva impazzire tutti.
Ma amava anche divertirsi. Confesso di avere avuto una relazione con lei. Dopo che avevamo fatto l'amore la prima volta le chiesi, un po' stupito: "Ma come riesci a farlo, lui è stato assassinato soltanto pochi giorni fa e tu dici che lo amavi.
Non sei imbarazzata?"
Lei mi rispose, gelida: "Voi italiani siete tutti uguali, il lutto io lo porto dentro di me. Nessuno può sapere cosa c'è dentro la mia testa". Il momento più drammatico fu l'incontro col suo marito polacco.
( Katharina Miroslawa )
Era sospettato anche lui per il delitto, dicevano che l'aveva aiutata a uccidere Mazza. Dopo due mesi di galera lo rilasciarono, e io avevo un po' paura perché ormai era noto che fra me e Kataharina non c'erano soltanto rapporti di lavoro.
E infatti la mattina dopo la segretaria mi telefona: "Guardi che è passato il marito che la cercava".
Io mi guardo bene dall'andare in corso Buenos Aires a Milano, dove avevo il mio ufficio, e quello torna a cercarmi per ben tre volte in un'ora. Io dovevo andare lì, non sapevo che fare. "Cazzarola, adesso chiamo la polizia per farmi proteggere", pensavo. Alla fine, mentre cammino sul marciapiede del corso, una mano mi afferra sulla spalla. Mi viene un brivido, mi volto, e me lo trovo di fronte. Aveva un grosso cappello.
Mi guarda con quei suoi occhietti freddi da polacco e mormora: "Non ho un soldo in tasca..." Aveva solo bisogno di lavorare, poverino. Katharina intanto aveva un successo enorme, c'era il tutto esaurito in ogni locale dove si esibiva. Ma dopo qualche mese se ne andò, e non l'ho più rivista né sentita".
( Vittoria Belvedere )
.......... CONTINUA
(Copyright Dagospia.com 30-09-2000)
Lo stesso tema è stato affrontato da Luca Barbareschi nel suo spettacolo teatrale più recente, "La grande truffa". Ma com'è realmente il "dietro le quinte" di televisione, cinema e musica, quel magico mondo di paillettes e lustrini, applausi e miliardi che dà tanto a chi agguanta il successo, ma poco a chi rimane comparsa per tutta la vita?
( Vittoria Belvedere )
Lo abbiamo chiesto a Rodolfo (Rody) Mirri, 48 anni, agente e produttore televisivo che due anni fa si è innamorato di una bella modella spagnola, ha mollato tutto, si è trasferito a Madrid e adesso fa avanti e indietro con le Canarie, dove a Fuerteventura gestisce un agriturismo di lusso.
È una delle pochissime persone, forse l'unico oggi in Italia, che può permettersi di dire pubblicamente la verità su questo mondo, perché lo ha conosciuto a fondo per un quarto di secolo, ma non deve più sottostare ai ricatti e alle omertà di chi, bene o male, deve ancora viverci (e lavorarci) dentro. Domenica scorsa e' uscito un articolo su di lui sul principale quotidiano popolare svizzero (Sonntags Blick), intitolato "Hatte Michelle einen Eros-Plan?", con foto sue assieme a Michelle Hunziker quando stavano assieme. E' in trattativa con Kaos per pubblicare il libro.
( L'articolo su "Sonntags Blick" )
Mirri è insomma un prepensionato volontario, che ha accettato di farci da cicerone in questo ambiente, allo stesso tempo
splendido e squallido.
"Quando in Spagna ho letto di rimbalzo sui giornali italiani che la Bbc aveva creato uno scandalo nel mondo della moda a Milano, svelando i ricatti a base di droga e di sesso cui sono sottoposte le modelle, mi è venuto da sorridere.
Tutti infatti nell'ambiente sanno che non c'è nulla di strano in questo, e che anche nell'ambito dello spettacolo centinaia di belle ragazze si presentano ai "casting", cioè alle selezioni, con le cosiddette "mutandine in mano", come si dice con una battutaccia. Che però non è tanto lontana dal vero, perché la maggior parte di queste giovani sono in realtà determinatissime, e disposte a qualunque compromesso pur di farsi notare. I loro genitori, poi, sono ancora peggio: nei concorsi di bellezza le mamme arrivavano a crearti degli imbarazzi...".
Mirri, lei stesso negli ultimi 15 anni è finito non poche volte sulla stampa scandalistica, sempre fotografato accanto a bellissime donne: Veronica Castro, Katharina Miroslawa, la "Valentina" Demetra Hampton, l'ex fidanzata di Jovanotti Carla Liotto, la futura moglie di Eros Ramazzotti Michelle Hunziker...
( Michelle Hunziker )
"Sì, e questo mi creò la fama di seduttore. Quando facevo il produttore TV per programmi che andavano in onda su Mediaset, Rai o Telemontecarlo, alla sera con la scusa di parlarmi di lavoro tutti mi invitavano, sapendo che attorno a me c'erano sempre belle donne. E io non avevo difficoltà a trovarle, perché nei camerini e nei corridoi degli studi televisivi c'è sempre una marea di ragazze carine e... disposte a essere disponibili, tanto per capirci.
Niente affatto sprovvedute, però: perché al posto del cuore hanno una calcolatrice. Altro che vittime, quindi. Ma guai a chi lo racconta fuori, guai a chi sgarra: se muovi un dito, tutti ti scacciano e ti schiacciano".
Mamma mia, lei ci offre un quadro che potrebbe essere un misto fra Sodoma e Gomorra e il regno delle vendette mafiose.
"Beh, senza scomodare la mafia, i ricatti piccoli e grandi sono un po' gli stessi. Vi racconto solo uno dei tanti episodi che racconterò in un libro di prossima uscita. Un importante capostruttura di una televisione adocchia una ragazza, e ci sussurra la frase tipica: "Ho un programma in ballo, quella voglio vederla da solo, così la conosco meglio".
( Demetra Hampton )
Lo riferiamo a lei. La ragazza, imperturbabile, sta al gioco, fa finta di niente, gli telefona e si autoinvita a cena casa del tipo.
Era un personaggio vecchio, brutto, ma importante. Si fa trovare in vestaglia, le parla un po', poi si sdraia sul letto. Sotto era nudo. A questo punto la ragazza ha un soprassalto di dignità, si alza, si allontana e gli urla: "Ma tu hai moglie, due figli, non ti fai schifo?"
E quello gli risponde tranquillo: "Se non vuoi, prendi il taxi e vai".
Ovviamente il giorno dopo la ragazza perse le chances per essere candidata a quel posto. Ma siccome non era Santa Maria Goretti, quindici giorni dopo si pentì. Andò a trovare il tizio, e quello le dice: "Ma guarda che combinazione, sto proprio partendo per Montecarlo! Vuoi accompagnarmi?" Sono stati assieme una settimana. Poi, ognuno per la sua strada. Quella ragazza oggi è una quotata showgirl e presentatrice televisiva, sia per Rai che per Mediaset".
( Vittoria Belvedere )
Beh, è da un secolo che a Hollywood si raccontano episodi su certi leggendari divani dei produttori...
"Sì, ma la cosa più impressionante è l'"effetto Ava".
" Prego?"
"Ava come lava", lo slogan di quella pubblicità del detersivo. È incredibile come nessuno osi più parlare degli inizi di certe cosiddette "donne di spettacolo" dopo che sono sbocciate e hanno fatto un minimo di carriera. Allora diventano improvvisamente tutte buone, tutte sante, tutte vergini, tutte rispettabili. Eppure tutti noi nell'ambiente ci ricordiamo perfettamente quello che hanno dovuto e voluto fare per arrivare dove sono arrivate.
( Alessia Marcuzzi )
Ma lo sa che noi agenti, quando prendiamo una ragazza a contratto, le organizziamo tutto, scientificamente? Dobbiamo occuparci
anche di prepararle gli scoop, farla "fidanzare" con il personaggio giusto, farla fotografare in certi locali..."
Fuori i nomi, Mirri.
"Figurarsi, così poi mi querelano. Posso dire i peccati ma non i peccatori, e le peccatrici. Anche perché ho lavorato pure con dei veri professionisti che sono al di sopra di ogni sospetto".
( Alessia Marcuzzi )
Per esempio?
"Beh, Alessia Marcuzzi, una ragazza seria come poche. Era già abbastanza famosa perché aveva fatto il "Gioco dell'Oca" con Gigi Sabani. Dovevamo girare il numero zero di una nuova trasmissione, "Night Fever", un viaggio fra i mestieri della notte. Rimase al freddo all'aperto a Como fino alle sei del mattino, senza lamentarsi.
Un altro eccellente personaggio che ricordo con grande ammirazione e rispetto è Lorella Cuccarini. Era il 1991, e stavamo preparando "Bellezze sulla Neve" a Madonna di Campiglio. Dopo avere provato fino a mezzanotte i balletti, si alzava alle sei e mezzo del mattino perché alle otto voleva andare a lezione di pattinaggio, per perfezionarsi: una serietà eccezionale.
( Alessia Marcuzzi )
Confesso che le feci anche un po' la corte, siamo stati per tre mesi nello stesso albergo e due o tre volte le mandai un mazzo di fiori in camera. Lei con molta classe e nonchalance mi ringraziò per i fiori, ma non mi concesse mai un sorriso in più del dovuto.
Poi capii che era già impegnata con il suo attuale marito, ma allora nessuno sapeva ancora nulla.
Di quel periodo ho anche un altro ricordo, pittoresco: a mezzanotte andavo a mangiare con Marco Columbro, ma siccome lui è vegetariano mi toccavano solo le verdure... Insomma, poi mi toccava raggiungere gli altri e lì potevo abbuffarmi. Anche Columbro è una persona seria, che non dà spazio a confidenze".
( Lorella Cuccarini - foto Armando Cattarinich )
Lei divenne famoso nella prima metà degli anni Ottanta come manager della regina delle telenovelas Veronica Castro.
"Sì, fu un periodo incredibile. Ma anche di recente, quando Veronica è tornata in Italia per partecipare alla trasmissione di Paolo Limiti, mi hanno detto che l'Auditel ha registrato un picco di audience.
Allora venne in Italia per registrare la prima telenovela europea, "Felicità dove sei", che però andò malissimo: il produttore Peruzzo ci rimise un paio di miliardi. Invece "Anche i ricchi piangono" fu un successone: quando andò in onda la puntata finale le strade al Sud erano deserte, perché le prime telenovele erano un fatto sociale.
( Veronica Castro )
Veronica era famosa in tutto il mondo, non solo in Spagna e America Latina: anche in Russia era una star.
Una volta andammo insieme ad Acerra per ritirare un premio, e all'aeroporto di Napoli c'erano cinquemila persone ad aspettarci. Ricordo che scappammo in ambulanza dal retro. Lei visse tre anni gloriosi qui in Italia, prima di tornare nel suo Messico: partecipò a un'edizione di "Premiatissima" con Nino Manfredi e Johnny Dorelli. Con me era gelosa, possessiva e diffidente".
Poi, nel 1986, lei fece notizia perché diventò il manager di Katharina Miroslawa, la ballerina polacca che è stata riacciuffata un mese fa a Vienna dall'Interpol.
Allora era stata appena accusata di aver ucciso il suo amante, il ricco industrialotto emiliano Mazza. Come riuscì a trasformare un'imputata di omicidio in un pruriginoso successo commerciale?
"Ricordo perfettamente che un giorno mi trovavo negli studi tv di Cologno Monzese, e mi telefonò un amico fotografo dell'agenzia Olympia. "Corri qui a Parma", mi disse, avvertendomi che nell'appartamento dove la Miroslawa era stata confinata agli arresti domiciliari erano già arrivati due o tre manager che volevano accaparrarsela.
Io mi precipitai, parlai con
l'avvocato Ugolini che la difendeva, mi presentai, le parlai e fu lei a scegliermi. Non perché fossi il più bravo: simpatia, fortuna, chissà. Cominciarono così otto mesi indimenticabili. Per prima cosa dovetti andare in procura, al palazzo di Giustizia, per farle avere il permesso di lavorare. Poteva lasciare l'appartamento di Parma soltanto per andare nei locali di tutta l'Italia settentrionale dove si esibiva, e nelle tv dove la intervistavano..."
( Katharina Miroslawa )
Secondo lei, la Miroslawa è colpevole o innocente?
"Innocente, assolutamente. D'altra parte l'unico possibile movente erano i soldi dell'assicurazione, ma quel miliardo in questi 14 anni lei non lo ha mai incassato. Però era molto scaltra. Ed era anche bellissima, sensuale, faceva impazzire tutti.
Ma amava anche divertirsi. Confesso di avere avuto una relazione con lei. Dopo che avevamo fatto l'amore la prima volta le chiesi, un po' stupito: "Ma come riesci a farlo, lui è stato assassinato soltanto pochi giorni fa e tu dici che lo amavi.
Non sei imbarazzata?"
Lei mi rispose, gelida: "Voi italiani siete tutti uguali, il lutto io lo porto dentro di me. Nessuno può sapere cosa c'è dentro la mia testa". Il momento più drammatico fu l'incontro col suo marito polacco.
( Katharina Miroslawa )
Era sospettato anche lui per il delitto, dicevano che l'aveva aiutata a uccidere Mazza. Dopo due mesi di galera lo rilasciarono, e io avevo un po' paura perché ormai era noto che fra me e Kataharina non c'erano soltanto rapporti di lavoro.
E infatti la mattina dopo la segretaria mi telefona: "Guardi che è passato il marito che la cercava".
Io mi guardo bene dall'andare in corso Buenos Aires a Milano, dove avevo il mio ufficio, e quello torna a cercarmi per ben tre volte in un'ora. Io dovevo andare lì, non sapevo che fare. "Cazzarola, adesso chiamo la polizia per farmi proteggere", pensavo. Alla fine, mentre cammino sul marciapiede del corso, una mano mi afferra sulla spalla. Mi viene un brivido, mi volto, e me lo trovo di fronte. Aveva un grosso cappello.
Mi guarda con quei suoi occhietti freddi da polacco e mormora: "Non ho un soldo in tasca..." Aveva solo bisogno di lavorare, poverino. Katharina intanto aveva un successo enorme, c'era il tutto esaurito in ogni locale dove si esibiva. Ma dopo qualche mese se ne andò, e non l'ho più rivista né sentita".
( Vittoria Belvedere )
.......... CONTINUA
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