ARRIVA L’ORA DELLA VERITA’ PER UNIPOL – LA COMPAGNIA DEVE SUPERARE LO SCOGLIO FINALE DELL'ANTITRUST E VENDERE 1,7 MILIARDI DI PREMI ASSICURATIVI – CE LA FARA’ O SARA’ SANZIONATA? ARRIVA BUFFETT?

Laura Galvagni per il "Sole 24 Ore"

Il giorno chiave per stabilire il destino del portafoglio premi UnipolSai da 1,7 miliardi che l'Antitrust ha chiesto alla compagnia di mettere in vendita è arrivato. Oggi il gruppo di Bologna dovrà rispondere ad Ageas e chiarire se intende accettare o meno l'offerta presentata dalla società belga.

Stando a quanto si apprende, la proposta non sarebbe congrua e quindi, salvo modifiche rilevanti dell'ultima ora, dovrebbe essere rispedita al mittente. Con quale esito? Risulta che negli ultimi giorni si sia lavorato intensamente per provare a definire i contorni di una nuova offerta che sarebbe arrivata sul tavolo della società assicurativa.

Al momento, tuttavia, non è dato sapere quanto concreto sia il profilo assunto da questa ipotesi alternativa ne i contenuti specifici. Allo stato è quindi difficile sapere se questi recenti nuovi contatti possano consentire a Unipol di presentarsi all'Autorità di controllo dei mercati con una richiesta di proroga funzionale ad approfondire la nuova pista.

Se il fermento delle ultime ore non dovesse aver dato i risultati sperati a quel punto la palla passerà direttamente nella mani dell'Antitrust alla quale spetterà decidere il da farsi. In quest'ottica è prevista una riunione dei vertici per definire quale risposta dare alle comunicazioni che verranno effettuate oggi da Unipol. Di fronte a un nulla di fatto, è assai plausibile che l'Autorità apra quella che viene definita procedura di inottemperanza.

Una procedura che serve sostanzialmente per comprendere le ragioni che hanno impedito il rispetto dei paletti fissati dall'Authority e per definire un nuovo percorso di valorizzazione degli asset. Il meccanismo non prevede una tempistica prestabilita ma è stato pensato per offrire alle parti l'opportunità di rendere il confronto il più approfondito possibile. In quella sede una delle idee che potrebbero finire sul tavolo per un'analisi approfondita sarebbe quella di societarizzare gli asset attualmente in vendita.

Ossia di dare un'identità al portafoglio premi messo sul mercato. Questo, secondo alcuni consulenti, potrebbe favorire la procedura di vendita. Tuttavia, potrebbe avere dei limiti. Il primo è legato alla gestione. Stabilire un meccanismo di governance della società, che fino alla cessione resterebbe controllata al 100% da Unipol, totalmente indipendente potrebbe rilevarsi complicato.

Certo si potrebbe ricorrere a un trustee, strumento di per sé controverso. Tuttavia se questo ostacolo venisse comunque superato l'Antitrust potrebbe opporre il fatto che fin quando l'asset non viene venduto non si realizza quella redistribuzione delle quote di mercato nel settore danni auspicata nel provvedimento che diede il via libera alla creazione di UnipolSai. Soprattutto considerato che i tempi di realizzazione potrebbero essere abbastanza lunghi. Insomma, la dialettica tra le parti, nel caso in cui venisse aperta la procedura di inottemperanza, potrebbe rivelarsi assai accesa.

Va detto in ogni caso che in sede di confronto dovrà essere anche probabilmente riconsiderato il perimetro. Innanzitutto perché il portafoglio premi da 1,7 miliardi di euro in quest'ultimo anno ha subito un forte ridimensionamento del proprio valore, ora il perimetro selezionato a suo tempo dovrebbe gestire un giro d'affari vicino agli 1,5 miliardi.

Questo per effetto della riduzione complessiva del business danni registrata da UnipolSai: nei nove mesi il calo del portafoglio era vicino complessivamente all'8% contro la discesa del 3,6% registrata dal mercato. La sola Milano Assicurazioni, componente chiave del perimetro selezionato, ha visto scendere i premi danni di 240 milioni nei nove mesi. Insomma, in vista anche della prossima pubblicazione dei nuovi dati Ivass sul mercato è possibile che la procedura di inottemperanza venga utilizzata anche per ridefinire valori e termini della cessione.

 

 

CARLO CIMBRI jpegCARLO CIMBRI unipolMilano Assicurazioni

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO