ITALIA ALLA POMPA - CERTO, CI STIAMO GIOCANDO SAIPEM (-50% DI VALORE IN TRE MESI), MA IL CROLLO DEL GREGGIO VARRÀ MEZZO PUNTO DI PIL IN PIÙ - SOLO NEL 2014 PAGHIAMO 11 MILIARDI IN MENO PER L’ENERGIA

1. BORSA: SAIPEM PERDE IL 2,2%, UBS TAGLIA RATING E VENTILA AUMENTO DI CAPITALE

PETROLIOPETROLIO

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Saipem paga dazio a Piazza Affari e cede il 2,2% a 8,4 euro dopo un report di Ubs che porta il giudizio a sell con target price da 12 a 7,5 euro. La banca svizzera sottolinea che la storia di recupero della societa' si e' interrotta a seguito del crollo del greggio e della cancellazione del progetto South Stream ed evoca addirittura l'ipotesi di una ricapitalizzazione per diminuire la leva.

 

Non e' un caso che il titolo scambia sotto i minimi toccati nel 2008 e che negli ultimi tre mesi ha dimezzato il proprio valore. L'aumento di capitale, secondo Ubs, e' tra i fattori che potrebbero deprimere il titolo oltre a possibili svalutazioni e in particolare agli impairment legati al deterioramento dello scenario energetico. In ogni caso, secondo Ubs, una ricapitalizzazione da 1,4 miliardi porterebbe a una diluizione dell'utile per azione 2015-2017 del 19%.

 

 

2. UNIONE PETROLIFERA VEDE AUMENTO 0,5% PIL CON CALO STABILE GREGGIO

 (Reuters) - Un calo stabile del prezzo del greggio di 20 dollari al barile si tradurrebbe per l'Italia in un incremento del Pil di mezzo punto percentuale. E' la stima del presidente dell'Unione Petrolifera Alessandro Gilotti che ha presentato il preconsuntivo del settore per il 2014.

 

SAIPEM ESPLORAZIONE SAIPEM ESPLORAZIONE

"Una riduzione stabile, per almeno un anno, di 20 dollari al barile equivarrebbe per l'Italia a un incremento di mezzo punto percentuale di Pil", ha detto Gilotti. Nel 2014 il Brent in media annua è sceso sotto 100 dollari/barile per la prima volta dal 2010 a 99,1 dollari e da giugno a oggi le quotazioni sono scese di 55 dollari con una flessione di oltre il 40% nell'ultimo quadrimestre.

 

Lo scenario internazionale è caratterizzato nel 2014 dai paesi non-Ocse che hanno superato il 50% dei consumi petroliferi mondiali e dal fatto che gli Stati Uniti, con quasi 12 milioni di barili al giorno sono diventati il primo produttore mondiale. Il recente forte calo del prezzo del petrolio è stato accentuato dalla decisione dell'Opec di non toccare la produzione.

SAIPEM SAIPEM

 

Up stima che con un prezzo del greggio intorno a 60 dollari/barile sono messe fuori gioco, in quanto non economiche rispetto ai costi di estrazione, produzioni pari al 12% del totale mondiale, equivalenti a 11 milioni di barili/giorno. "Sicuramente ci sarà un rimbalzo dei prezzi ma non lo prevediamo prima della fine del 2015, inizio 2016", ha detto Gilotti.

 

FATTURA ENERGETICA 2014 IN CALO 11 MLD

L'Italia spenderà quest'anno 11 miliardi in meno per pagare la fattura energetica, che l'Unione petrolifera ha stimato pari a 45 miliardi di euro. La fattura petrolifera è stata di 25 miliardi, in calo di 5,4 miliardi sul 2013, per il calo del costo del greggio importato e per il calo dei consumi.

 

putin e il gasdotto south streamputin e il gasdotto south stream

Nel 2015, con una ipotesi di quotazione a 75 dollari/barile, la fattura energetica italiana scenderebbe nelle stime UP di altri 6 miliardi a 39 miliardi di euro, con una fattura petrolifera tra 17,1 e 24,2 miliardi secondo una forchetta del prezzo del greggio di 65-85 dollari/barile.

 

La domanda di energia nel 2014 è calata del 5,1% tornando su valori di fine anni '80 con il petrolio che, pur con una domanda calata del 4,5%, resta la principale fonte di energia e con il gas "che è il grande perdente del 2014", dicono da UP, mostrando un calo dell'11% sia per la riduzione della domanda di elettricità sia per la concorrenza delle fonti rinnovabili, cresciute del 3,9% in un anno dalle temperature particolarmente miti.

 

descalzidescalzi

La raffinazione dei prodotti petroliferi in Italia presenta ancora "tassi di utilizzo molto bassi, intorno al 73%" e nonostante la capacità disponibile sia stata ridotta di 15,3 milioni di tonnellate, "la raffinazione italiana è ancora in overcapacity, stimata in non meno di 20 milioni di tonnellate", dice il rapporto UP. Negli ultimi cinque anni in Europa è stata chiusa capacità per 1,7 milioni di barili/giorno, di cui 300.000 in Italia.

 

Secondo UP, "l'Italia continua a essere il paese più esposto alla concorrenza internazionale in una posizione di crescente svantaggio competitivo". Per la raffinazione in Italia pesano non solo lo scontato calo dei consumi interni, ma anche, rileva UP, "un peggioramento delle esportazioni, diminuite nel 2014 del 18,3%, tornando su quantità inferiori a quelle medie di metà anni 90".

 

BENZINAIBENZINAI

L'import di greggio nei primi nove mesi 2014 è anche calato dell'8,8% e mostra "importanti variazioni nelle provenienze" per i cambiamenti geopolitici.Il contributo prevalente resta quello dell'area ex sovietica con l'Azerbaijan che contende alla Russia il ruolo di primo fornitore, mentre continua a calare l'apporto del Medio Oriente che nel 2014 ha coperto solo il 22% del fabbisogno nazionale.

 

Up stima infine che "il gettito fiscale derivante dagli oli minerali nel 2014 è stimato in crescita di circa 200 milioni di euro (+0,5% sul 2013 di cui 150 milioni dalle accise e 50 dall'Iva). Up calcola che se gli aumenti delle accise già programmati fino al 2021 divenissero strutturali, "solo per la benzina ci sarebbe un incremento di gettito di oltre 2 miliardi di euro".

(Stefano Bernabei)

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