CONSOB COME (LAS) VEGAS - IN CONSOB IL PRESIDENTE VEGAS RESTA SOLO AL COMANDO, VISTO CHE CONTINUA A MANCARE UNO DEI TRE COMMISSARI. E VOLANO GLI STRACCI SUL TRASFERIMENTO DI UN GIOVANE FUNZIONARIO…

Stefano Vergine per "l'Espresso"

Ha partecipato a un bando di selezione, ha presentato il suo curriculum ed è stato scelto. Un bel colpo per Luca Giordano, giovane funzionario della Consob chiamato come senior economist a lavorare per due anni alla Iosco, l'Organizzazione Internazionale delle Autorità dei mercati finanziari, una specie di super-sceriffo che detta le linee guida dei controlli sulle Borse mondiali. Questa almeno è la versione fornita a "l'Espresso" dalla Commissione presieduta da Giuseppe Vegas. L'interpretazione della nomina che arriva dalla Iosco è però diversa. «Giordano è stato segnalato per questa posizione dalla Consob», dicono dalla sede centrale di Madrid .

Chi ha scelto il giovane economista per il suo incarico internazionale? E perché le due ricostruzioni non collimano? In una situazione normale, forse, le discrepanze sarebbero trascurabili. Nella Consob di Giuseppe Vegas, tuttavia, sono ormai anni che sulle carriere e sulle procedure per accedere alle posizioni che contano volano gli stracci. Il presidente arrivato dalla politica nel 2011 - era vice-ministro all'Economia ai tempi di Giulio Tremonti - è stato infatti più volte oggetto di ricorsi alle autorità giudiziarie per i metodi con cui ha gestito e organizzato quella che per statuto è un'autorità pubblica, indipendente dai partiti e soggetta a precise procedure interne per l'identificazione dei dirigenti e dei funzionari chiamati a svolgere compiti specifici.

E così, anche il modo in cui è stato gestito il trasferimento di Luca Giordano ha suscitato qualche discussione. Perché l'economista è in teoria in aspettativa. Una condizione che, stando al regolamento del personale Consob, non dà diritto ad alcuna retribuzione a carico dell'Autorità. Che, però, in questo caso continuerà a farsi carico dello stipendio: 82 mila euro all'anno. «La retribuzione viene pagata nominalmente dalla Iosco, ma noi rimborsiamo tutto», spiega la Consob, «d'altronde questa è la prassi per programmi del genere».

L'argomento nomine è una spina nel fianco per Vegas, fin dal momento in cui ha traslocato i suoi uffici dal Tesoro alla Commissione. Da quando l'ex politico è arrivato al comando dell'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari «si è venuta a creare una situazione di diffusa illegalità e opacità, che a noi sembra più dettata da logiche personalistiche e di mantenimento di posizioni di potere che frutto di un'adeguata valutazione degli scopi dell'ente», ha scritto la Federconsumatori in una denuncia recapitata alla Procura di Roma.

Come se non bastasse, da metà dicembre, cioè dalla scadenza del mandato di Michele Pezzinga, la Consob è rimasta con due soli commissari su tre, Vegas e Paolo Troiano. Una situazione che, in attesa di una nomina governativa dai tempi lunghissimi, ha visto aumentare ulteriormente il potere del presidente.

Di certo l'ex spalla di Tremonti ha rivoluzionato le gerarchie, mettendo nel congelatore alcuni storici dirigenti per far spazio a uomini assunti su chiamata diretta, cioè senza selezione pubblica. Una pratica concessa dal regolamento interno solo per casi eccezionali. Eccezioni alle quali il 62enne giurista nato a Milano ha fatto spesso ricorso. Su chiamata diretta è stato infatti assunto Gaetano Caputi, arrivato prima come segretario generale e diventato poi direttore generale. Per prendere lui, già collaboratore di Vegas ai tempi dei governi Berlusconi, la Consob ha modificato un regolamento interno.

«Circa un mese prima dell'assunzione di Caputi», recita un altro esposto, presentato dalla Cgil alla Corte dei Conti, è stata infatti inserita una norma che «prevede espressamente che il segretario generale possa essere assunto con contratto a tempo determinato tra persone esterne alla Consob». Tutto legale, per carità. Colpisce però il numero di assunzioni senza selezione pubblica in un'istituzione che di politico dovrebbe avere solo la nomina dei commissari.

C'è quella di Gabriele Aulicino, anche lui collaboratore di Vegas al ministero dell'Economia dopo una lunga carriera nella Capitaneria di Porto, nominato al vertice dell'Ufficio Rapporti parlamentari e di governo. Come responsabile dell'Ufficio di presidenza è stata assunta Francesca Amaturo, anche lei al fianco del presidente al ministero di via XX Settembre. Chiamati da Vegas anche Guido Stazi, attuale segretario generale, e Luca Cecchini, messo al fianco di Francesca Amaturo nell'Ufficio di Presidenza.

Alle accuse di aver abusato dei contratti a chiamata si aggiungono quelle per non aver rispettato una legge interna della Consob: il divieto per i dipendenti di avere altri incarichi. Una situazione in cui, secondo l'esposto firmato Cgil, al momento dell'assunzione in Consob si ritrovavano molti dei nuovi dirigenti.

Nel documento inviato alla Procura di Roma si cita il caso di Caputi, che poteva vantare un lungo elenco di incarichi: membro della Autorità di garanzia sugli scioperi; azionista di alcune società di consulenza; consigliere della Difesa Servizi, azienda pubblica che bandisce gare a cui partecipano, tra le altre, imprese quotate su cui la Consob è tenuta a vigilare. Nella lista compilata dal sindacato compare anche Amaturo, assunta mentre era impiegata al Ministero dell'Economia, e Stazi, dirigente Antitrust al momento della chiamata di Vegas.

Che le regole siano state forzate o meno, è fuor di dubbio che Vegas abbia voluto imporre un vero e proprio "spoils system", come lo ha chiamato Maurizio Viscione, segretario nazionale dei bancari della Cgil, riferendosi al sistema con cui, quando cambia un governo, il nuovo premier scompagina l'amministrazione pubblica piazzando nei posti chiave uomini di sua fiducia. Il problema è che la Consob si presenta come «un'autorità amministrativa indipendente», che dallo spoils system dovrebbe essere esente proprio in nome dell'imparzialità.

A sostenere di essere stati vittime di irregolarità sono stati, negli anni del suo mandato, anche alcuni dirigenti. Con esiti alterni quando le loro vertenze sono arrivate sul tavolo della giustizia amministrativa. Un caso è quello di Mauro Lorenzoni, dirigente a capo della divisione Tutela del Consumatore.

Poco dopo l'arrivo del nuovo presidente, Lorenzoni è stato esautorato dalle sue funzioni, e le deleghe sono state affidate a Caputi, l'uomo chiamato da Vegas. Lorenzoni ha fatto ricorso al Tar del Lazio. Che gli ha dato ragione, imponendone il reintegro. Cambiano i dettagli ma la sostanza è la stessa per Luciano Lucchesi, responsabile della Divisione Mercati, mentre ad Adriana Rossetti, capo dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico, pochi giorni fa il Tar ha dato invece torto.

C'è anche un paradosso economico in questo scontro. Perché pur essendo stati retrocessi nella gerarchia della Consob per parecchi mesi, i dirigenti a cui i giudici hanno dato ragione hanno naturalmente continuato a percepire lo stesso stipendio. Al cui costo, però, si sono aggiunte le retribuzioni dei fedelissimi voluti da Vegas. Calcola la Cgil che la commissione avrebbe così subito un danno erariale che, a fine agosto dell'anno scorso, ammontava già a 3 milioni di euro.

Nella cifra era compreso anche lo stipendio di Aulicino, l'ufficiale di marina chiamato a gestire i rapporti con il governo. Nel frattempo, però, la sua assunzione è stata definita regolare dal Consiglio di Stato. Il 20 febbraio scorso, infatti, i giudici amministrativi hanno ribaltato la sentenza del Tar che, in primo grado, aveva bocciato l'assunzione. In suo soccorso si era spinto persino Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds ora parlamentare del Pd, che aveva provato a rendere vana la prima sentenza proponendo un emendamento al decreto sulla stabilizzazione dei precari.

Contenuto? Una sola giornata retribuita basta per essere regolarizzati. Che quella fosse una legge ad personam lo ha ammesso lo stesso Sposetti, il cui emendamento era stato intanto respinto grazie all'opposizione del Movimento 5 Stelle. Alla fine Aulicino non ne ha avuto bisogno, vista la riabilitazione arrivata dal Consiglio di Stato. Con le congratulazioni di Vegas, l'ex politico sempre più solo al comando della Consob.

 

 

giuseppe vegas giuseppe vegas GIUSEPPE VEGASCONSOB TREMONTI SI ACCOMODA TREMONTI BOSSI E CALDEROLI TREMONTI E BERLUSCONI AL G VENTI BERLUSCONI-TREMONTI

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