BANCHE ITALIANE, L’UE PRESENTA IL CONTO - CON LA SVALUTAZIONE DEI TITOLI ITALIANI CHE APPESANTISCONO I LORO STOMACI, UNICREDIT DOVRÀ SCUCIRE 7,3 MLD €, MPS (3 MLD), UBI (1,4 MLD) E BANCO POPOLARE (2,8 MLD) - INTESA AVEVA GIÀ FATTO IL SUO AUMENTO E RIENTRA NEI PARAMETRI - POTERI FORTI IN MARCIA. “ECONOMIST” ALLISCIA DRAGHI E INFIERISCE SUL PATONZA: “UNO PUÒ SALVARE L’EURO, L’ALTRO PUÒ CONDANNARLO A MORTE”…

1 - L'UE PRESENTA IL CONTO ALLE BANCHE ITALIANE ISTITUTI ALL'ATTACCO: COSÌ A RISCHIO LA RIPRESA

Stefania Tamburello per il "Corriere della Sera"

I dati «sono preliminari e indicativi». La Banca d'Italia mette le mani avanti sulle cifre diffuse dall'Eba, l'autorità di vigilanza europea, sul fabbisogno aggiuntivo di capitale delle banche del continente e di quelle italiane in particolare, richiesto dall'Europa per far fronte all'aumento del rischio dei titoli del debito sovrano in portafoglio. Complessivamente, per le 70 banche prese in considerazione, la necessità di nuovi interventi ammonterebbe a 106,4 miliardi di euro, per le cinque italiane - Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi Banca e Banco Popolare - in particolare sarebbe di 14 miliardi e 771 milioni. Fatti i conti, solo la prima, Intesa Sanpaolo, farebbe percorso netto, non dovrebbe cioè fare aumenti.

L'esercizio dell'Eba, spiegano da Via Nazionale, è stato condotto sulla base dei dati contabili riferiti a giugno 2011, ma tenendo conto anche delle variazioni di valore delle esposizioni verso gli Stati registrate fino a settembre per raggiungere un Core Tier 1, cioè il capitale di migliore qualità, del 9%.

E tra i titoli a rischio vi sono quelli di Grecia, di Portogallo e Irlanda, ma anche di Spagna e di Italia che sono stati contabilizzati al valore di mercato. Già anche i Bot e Cct nel portafoglio delle banche italiane, che sono tantissimi, sono stati «pesati» in base alle oscillazioni di mercato e quindi, visto come sono andate le cose ultimamente, svalutati. Il risultato è che si è abbassato per tutti i primi cinque gruppi italiani il livello del capitale di riferimento, il Core Tier 1.

Per Unicredit il buffer, cuscinetto aggiuntivo che sarebbe pari a 7,3 miliardi di euro, la cifra più alta fra le italiane, che però se si tengono conto dei cashes, cioè degli strumenti convertibili in azioni ordinarie, scenderebbe a 4,3 miliardi. «La cifra non ci sorprende ed è gestibile», ha commentato l'amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni secondo il quale il piano industriale del gruppo non cambierà.

Significativa anche la cifra dell'aumento di capitale che potrebbe essere chiesta a Mps, 3 miliardi di euro, che anche qui si potrebbe azzerare considerando altri strumenti (Cd Fresh 2003) convertibili in azioni. «Decisioni di questo genere mettono a rischio la ripresa economica e la tenuta sociale dell'Europa e penalizzano le banche che hanno in questi tempi difficili continuato a fare credito a famiglie, imprese e pubblica amministrazione» protesta però l'azionista forte della banca senese la Fondazione Montepaschi.

Il Banco Popolare secondo l'Eba avrebbe bisogno di 2,8 miliardi di capitale in più che, fa sapere la banca, potrebbe essere reperito con l'anticipo della conversione di prestiti obbligazionari. Per Ubi Banca infine il fabbisogno aggiuntivo sarebbe pari a 1,48 miliardi che potrebbe essere raggiunto «senza ricorrere al mercato».

Intesa Sanpaolo non avrebbe bisogno di nulla perché anche dopo la sforbiciata sui titoli di Stato, il Core Tier 1 che attualmente viaggia sul 10,2% si attesterebbe al 9,2%, e quindi al di sopra dell'asticella del 9% fissata a Bruxelles. Il fabbisogno effettivo di capitale per coprire il buffer sarà comunicato dall'Eba in novembre, ricorda ancora la Banca d'Italia, che come aveva rilevato mercoledì alla giornata del Risparmio Mario Draghi, Governatore uscente della Banca d'Italia e presidente della Bce dal 1 novembre, è una misura «temporanea» per far fronte al rischio sovrano.

In ogni caso la vigilanza dell'Istituto di via Nazionale si attende, così come indica l'Eba, che per raggiungere l'obiettivo del 9% di requisito di capitale le banche «limitino la distribuzione di dividendi e di bonus». Sarà anche possibile utilizzare strumenti di contingent capital, cioè convertibili in azioni di nuova emissione sottoscritti da privati se «coerenti con i criteri severi e omogenei» stabiliti dall'autorità europea.

Inoltre così come ha convenuto il Consiglio europeo, mercoledì, le banche dovrebbero in prima istanza, utilizzare fonti di capitale privato; se necessario i governi potrebbero offrire aiuti pubblici e qualora ciò non fosse possibile, la ricapitalizzazione sarebbe finanziata tramite un prestito del Fondo europeo per la stabilità finanziaria (Fesf) per i Paesi di Eurolandia. «Il sistema bancario italiano è solido», ha ribadito ieri il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Anna Maria Tarantola.

Meno colpite delle italiane le banche francesi e tedesche per 8,8 e 5,2 miliardi visto che nel computo sono inclusi solo i titoli di Stato e non l'esposizione generale (anche impieghi a famiglie e imprese) verso i Paesi a rischio, molto più alta per gli istituti di Parigi e Berlino. Nettamente peggio stanno le banche greche (30 miliardi di capitale aggiuntivo necessario) e spagnole (26,1 miliardi).

2 - «IL PAESE SPERI IN DRAGHI»
Dal "Corriere della Sera" - Berlusconi e Draghi: «Uno può condannare a morte l'euro, l'altro salvarlo». Così l'Economist, in edicola oggi, descrive la situazione politica ed economica italiana con il premier Silvio Berlusconi rappresentato, in una vignetta, vestito da clown e il presidente in pectore della Bce Mario Draghi nei panni del pompiere che invece getta acqua sul fuoco che ha avvolto l'euro. In un paragrafo dal titolo «Povera Italia», il settimanale sottolinea che «dopo 150 anni dalla cacciata dall'Italia delle forze di dominazione straniera, il Paese ha ancora bisogno di un "vincolo esterno"».

 

passeraFederico Ghizzoni UNICREDIT Giuseppe Mussari VICTOR MASSIAH UBI BANCA CARLO FRATTA PASINI BERLUSCONI DRAGHIVIGNETTA ECONOMIST BERLUSCONI DRAGHI

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...