TRAGEDIA GRECA – TSIPRAS PUNTA ALL’ACCORDO PIENO CON L’UE MA PER VINCERE LE RESISTENZE DEI FALCHI DI SYRIZA POTREBBE GIOCARE LA CARTA DEL REFERENDUM POPOLARE – I QUATTRO SCENARI DELLA CRISI, DALL’ACCORDO ALLA ROTTURA TOTALE

Ettore Livini per “la Repubblica

 

Accordo, accordicchio o rottura. Oppure, sullo sfondo, il jolly di un referendum per togliere le castagne dal fuoco a tutti. La tragedia greca è al redde rationem. Il futuro del paese si giocherà nelle prossime settimane tra Atene, Bruxelles e Francoforte. E sul tavolo ci sono quattro scenari da cui dipende (in parte) anche il futuro dell’euro. Eccoli.

tsipras draghi merkeltsipras draghi merkel

 

L’ACCORDO PIENO

È la speranza di tutti. Le trattative procedono. Resta il disaccordo su pensioni, avanzo di bilancio e lavoro. Ma su privatizzazioni, Iva e dipendenti pubblici è stata trovata la quadra. Difficile una soluzione all’Eurogruppo lunedì. L’obiettivo è ratificare un’intesa ponte entro fine mese da far votare al Parlamento di Atene e in quelli europei dove è previsto per legge. Con il via libera di tutti (ala radicale di Syriza e falchi del nord inclusi) Bce, Ue e Fmi potrebbero sbloccare l’ultima tranche di aiuti da 6,7 miliardi. Ossigeno puro per Atene che avrebbe tempo poi per discutere la ristrutturazione del suo debito.

 

LA ROTTURA

renzi tsiprasrenzi tsipras

E’ l’Armageddon da evitare. Senza un accordo e senza aiuti, Atene non potrebbe pagare i suoi debiti. La prima scadenza sarebbe martedì prossimo con il prestito Fmi. Le regole del Fondo regalano un periodo di “grazia” di 30 giorni dopo la scadenza in cui non viene dichiarata l’insolvenza per lavorare ancora a un salvataggio. La Grecia potrebbe forse riuscire a onorare questa rata e magari pure gli impegni fino a fine giugno grattando il fondo del barile. Tra luglio e agosto però scadono 6,7 miliardi di prestiti Bce.

 

merkel tsipras merkel tsipras

E senza intese, il crac sarebbe inevitabile. A quel punto sarebbe certa l’introduzione di duri controlli sui capitali come limiti a prelievi e a esportazioni di valuta. La Grecia potrebbe in teoria fare default rimanendo nell’euro. Emettendo una valuta parallela destinata a svalutarsi del 30-40% per pagare debiti e pensioni, in attesa di un accordo per tagliare i debiti con i creditori. In teoria il governo potrebbe pure tornare alla dracma.

 

Ma le conseguenze sociali (oltre a quelle legali) sarebbero con ogni probabilità disastrose visto che la Grecia importa molto di ciò di cui ha bisogno mentre esporta pochissime merci. In caso di default i creditori rischiano perdere i loro soldi. L’Italia è esposta con la Grecia per 40 miliardi.

 

ACCORDO MA DIVISIONI IN SYRIZA

alexis tsiprasalexis tsipras

Un compromesso con i creditori non segnerebbe la fine dei problemi di Tsipras. L’ala più radicale di Syriza, come gli alleati di destra di Anel, potrebbero negare l’appoggio in Parlamento a un’intesa troppo lontana dalle promesse elettorali. Che fare in quel caso? L’ipotesi più gradita alla Ue sarebbe un’alleanza della parte più dialogante di Syriza con forze più europeiste per un nuovo governo.

 

To Potami e il Pasok con la loro trentina di deputati sono disponibili. Molto difficile che il premier accetti. Più facile a quel punto che la Grecia vada a elezioni facendo scattare i controlli sui capitali e salire alle stelle il rischio di default. Secondo gli ultimi sondaggi il voto cambierebbe poco. Syriza viaggia ancora al 36%, 15 punti davanti al centrodestra di Nea Demokratia.

 

L’IPOTESI REFERENDUM

alexis tsipras angela merkelalexis tsipras angela merkelMARIO DRAGHI IN AUDIZIONE ALLA CAMERAMARIO DRAGHI IN AUDIZIONE ALLA CAMERA

È l’asso nella manica di Tsipras. Se l’ex Troika fosse disposta a dare aiuti solo a fronte di sacrifici irricevibili o se il compromesso rischiasse di finire impallinato in Parlamento dal fuoco amico in Syriza, il premier potrebbe girare il cerino ai greci. Chiedendo loro di dire se sono disposti a una nuova dose di austerità pur di restare nell’euro. Il 55% dei suoi concittadini, secondo gli ultimi sondaggi, direbbe di sì. E a quel punto Syriza otterrebbe nelle urne la legittimazione politica per dribblare le resistenze al partito e continuare a governare malgrado le regole imposte dalla Ue. Incassando così i soldi necessari al paese per sfuggire al crac.

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