karl lagerfeld calendario pirelli 2011

ENTRÒ KARL - ''INFERNO, PARADISO? NON ME NE PREOCCUPO MOLTO. NON SAPENDO QUELLO CHE C’ERA PRIMA, NON POSSO IMMAGINARE CHE COSA CI SARÀ DOPO. QUESTO È IL CORAGGIO DEI POETI ELETTI''. L'INTERVISTA DI AUDIFFREDI PER ''VANITY FAIR'' NEL 2010 - TENETEVI FORTE PER IL TWEET DI MARIA ELENA BOSCHI IN MORTE DI LAGERFELD, IL SOLITO BICCHIERONE DI BANALITÀ A TEMPERATURA AMBIENTE. COL PIETOSO TENTATIVO DI RENDERE POLITICAMENTE CORRETTO UNO CHE PIÙ SCORRETTO NON SI PUÒ

 

 

 

 

Da www.gqitalia.it

 

karl lagerfeld kate moss

Nel giorno della scomparsa del fotografo-stilista tedesco, ripubblichiamo l'intervista che il nostro direttore Giovanni Audiffredi gli fece anni fa, in occasione dell'uscita del calendario Pirelli da lui curato (e pubblicata sul numero 48 del 2010 di «Vanity Fair»). Con una selezione speciale di foto

 

Migliaia di libri impilati orizzontalmente sugli scaffali. Dal pavimento fino al soffitto, su quattro pareti che stringono lo studio fotografico di Karl Lagerfeld – stilista di Chanel e Fendi, ma anche affermato fotografo e autore di Mythology, il calendario Pirelli 2011 – come fosse un ring, in rue de Lille 7 a Parigi. L’ingresso è dalla libreria fashion 7L, poi si prosegue nel retro in un labirinto di spazi che si susseguono, tra sale riunioni, tavolate per le pause relax, i grandi riflettori messi a guardia del set, i banchi tecnici con computer, la postazione per i ritocchi più appartata, i divani attrezzati con console di videogiochi e i camerini per make-up artist e parrucchieri.

 

karl lagerfeld e yves saint laurent al matrimonio di paloma picasso

Nel «santuario» tutto legno, acciaio e colori neutri, entra battendo i tacchi degli stivali il padrone di casa, per l’unica intervista one to one a un giornale italiano. Parlando non si toglierà mai i proverbiali occhiali scuri, così ­ finisco per ­ fissare la sua spilla gioiello a forma di civetta con occhi di rubino, simbolo dell’intelligenza razionale, appuntata sulla cravatta.

 

Come ha iniziato a fotografare?

«Nel 1987, stavo ultimando la collezione di Chanel, ma non mi piacevano le immagini per le cartelle stampa. Mi hanno fatto alcune proposte deludenti e allora ho provveduto da solo. È andata bene, ho proseguito. Prima con un assistente, ora con sei persone che lavorano stabilmente per me».

 

Se la ricorda la sua prima foto?

«Certo, il soggetto era Inès de la Fressange, di profilo con un cappello d’alta moda di Chanel».

Perché ha accettato di scattare il calendario Pirelli?

«Non l’ho fatto per denaro, ma perché amo creare delle cose originali. Non mi piace occuparmi di tutto, non ho una mentalità commerciale. Faccio moda, fotografia, disegni, libri, un po’ di cinema con i cortometraggi, tutto il resto lo lascio agli altri».

 

Che tipo di fotografo è lei?

karl lagerfeld calendario pirelli 2011

«Se parliamo di influenze, direi che mi piacciono Richard Avedon, Helmut Newton, Guy Bourdin, Paul Strand. Negli anni ho usato differenti tecniche e stampato su materiali che costano una fortuna. In generale ho un gusto che tende al neoclassico».

Quando fotografa, lei tiene sempre gli occhiali?

«Sì, la macchina è regolata in modo da permettermelo. Sono un po’ miope, ma in pubblico non appaio mai senza occhiali perché un giorno mi è caduto un bicchiere in testa e se non li avessi avuti avrei perso un occhio. Da allora non li tolgo più, sono la mia barriera di protezione».

 

Il calendario s’intitola Mythology. Perché ha scelto questo tema?

karl lagerfeld

«Preferisco la mitologia alle altre religioni. Questi dei, eroi, personaggi epici sono perfetti per un messaggio di bellezza. Per me il calendario non deve avere un contenuto profondo, è una testimonianza di una perfezione che in realtà non esiste nel mondo reale. È l’immagine di qualcosa di superiore».

Che cosa la affascina di questo pantheon che ha fotografato?

«L’idealizzazione del ­fisico dell’essere umano. Non sono mai malati, non invecchiano, sono eterni. E non bisogna provocarli, perché non c’è il perdono nella loro collera. Sono anch’io così, non lascio nulla d’impunito».

 

Niente inferno, niente paradiso. Che cosa l’attende dopo la morte?

«Non me ne preoccupo molto. Non sapendo quello che c’era prima, non posso immaginare che cosa ci sarà dopo. Questo è il coraggio dei poeti eletti».

Davvero non ha un credo?

«No. Una cartomante aveva detto a mia madre che sarei diventato prete. Lei era di una famiglia arcicattolica. Invece mio padre era protestante convertito al cattolicesimo. Da bambino mi ha rovinato un’educazione troppo religiosa. Ma quando ho potuto scegliere non ho quasi messo più piede in una chiesa».

 

Che cosa si ricorda dell’infanzia?

karl lagerfeld

«Vivevo in campagna e la grande biblioteca era l’unica vera distrazione. Ho imparato a leggere molto presto, ero rimasto affascinato da un’incisione dorata sulla copertina di pelle di un volume sulla saga dei Nibelunghi. Mia madre non voleva che lo leggessi e vietò a tutti in famiglia di leggermelo. Così imparai. Poi sono passato all’Iliade e all’Odissea. Ma a scuola sono andato a 7 anni, non volevo alzarmi troppo presto al mattino».

Cina, Botswana, Brasile, gli ultimi tre calendari Pirelli hanno avuto ambientazioni molto suggestive. Lei ha fatto tutto nel suo studio. Perché?

«Volevo qualcosa di statuario, isolato dal resto del contesto circostante. Ho cercato un’immagine netta, dai contorni de­finiti, scolpiti come le statue dell’antichità. Non credo fosse il caso di cercare un’altra spiaggia, in fondo alla fine si rassomigliano tutte».

karl lagerfeld claudia schiffer

 

Molte immagini sono di nudo femminile integrale. Non teme una reazione critica da parte delle donne?

«No, perché? Anzi, le dee sono le prime donne libere: ascoltavano un po’ Era e Zeus e poi facevano quello che volevano. Non c’erano botox e lifting e potevano divertirsi con i vizi degli umani».

Sono donne meno formose delle immagini di dee classiche. Per esempio Bianca Balti, che ricorda la Venere del Botticelli, non ha certo le stesse misure.

«Ogni epoca ha le proprie dee e io non ho voluto imitare quelle dell’antichità. Piuttosto ho cercato di dare vita, in chiave mitologica, alle dee contemporanee. Ma non mi piace l’eccessiva magrezza. E infatti non ho portato anoressiche sul set».

 

karl lagerfeld

Dopo tanti anni, lei ha reinserito gli uomini nel calendario, per loro però niente nudo integrale…

«I maschi nudi sono meno fotogenici. Ho disegnato per loro delle conchiglie dorate, così come ho fatto anche gli altri accessori in modo che non avessero l’aria di oggetti di scena. E poi non vorrà mica far svenire qualcuno in Pirelli».

 

Ma non è lei che ha detto che le imposizioni del marketing non hanno valore?

«Il marketing è un’invenzione di qualcuno per giustificare il proprio stipendio. Non ho ricevuto nessun genere di pressione. Ho scelto liberamente seguendo soltanto le mie idee. Non so che cosa siano le mediazioni».

Non ha dovuto discutere neanche con modelle e modelli?

yves saint laurent karl lagerfeld

«Sono stato chiaro da prima, chi aveva delle remore non è stato chiamato. Questo progetto è stato preparato con cura, abbiamo scattato in meno di tre giorni proprio perché non dovevamo più stabilire nulla, solo fotografare».

 

Per Narciso e Apollo ha scelto uno dei suoi modelli preferiti, Baptiste Giabiconi.

«Perfetto. Alain Delon di lui ha detto: “È il più bel francese dopo di me”. E ricordo quando Naomi Campbell l’ha visto nudo. Ha esclamato: “Non è consentito non avere difetti come lui”. In più è un personaggio vanitoso e trasformista. Ora ha cominciato anche a fare il cantante e non se la cava a-ffatto male».

Julianne Moore, invece, è la madre di tutti gli dei, Era.

«Per questo ruolo volevo una star. Qualcuna che avesse una caratura superiore. Julianne è stata bravissima. Non avrei accettato nessuna se non lei. Sono contrario alle seconde scelte».

 

Ho letto che non ha una buona opinione di Heidi Klum, tedesca come lei. Perché?

karl lagerfeld

«In realtà non la conosco, l’ho vista solo sui giornali e mi è parsa scoraggiante. Non è una top internazionale come altre. È molto Victoria’s Secret, ma per me i segreti è meglio conservarli per sé».

Certo lei preferisce ragazze come Charlotte Casiraghi.

«Esattamente. Mi piaceva molto anche suo padre Stefano, molto chic. Ma non credo che sia opportuno che tutte le ragazze posino nude».

 

E di Kate Middleton, futura moglie di William d’Inghilterra, che ne pensa?

karl lagerfeld prima della dieta

«Mi piacerebbe fare una vignetta sulle nozze nel Principato di Monaco e dei reali d’Inghilterra, che ­ finalmente si celebreranno nel 2011. Magari con Charlene Wittstock (promessa sposa di Alberto di Monaco, ndr) che, guardando la Middleton, le dice: “Anche tu ce l’hai fatta così presto a farti sposare”. Comunque è molto carina, lui lo vedo fregato a dovere».

Lei sembra molto appagato. Quali ambizioni deve ancora soddisfare in una carriera così ricca di successi?

«Non ho nessuna ambizione. Amo fare per fare, non mi interessa quello che fanno gli altri, lo guardo con rispetto, ma non ho alcun spirito di competizione. Credo che la frustrazione sia la madre di tutte le crisi».

 

Ma come ha fatto a mantenersi così in forma?

karl lagerfeld 1954

«Ho alcuni vantaggi: non bevo alcol, non ho mai fumato, mai preso droghe e non mangio quasi nulla, solo qualcosa di secco, del pesce con verdure al vapore e un po’ di frutta».

Nemmeno un cioccolatino ogni tanto?

«Mi piace il profumo, ma da questo a mangiarne uno… Non riuscirei proprio a ingoiarlo».

Se le dicono che di professione è uno stilista, lo ritiene riduttivo?

«Non ho bisogno di un’etichetta per dare un senso ai miei lavori. Se fossi un politico sarei un extraparlamentare. Non sono un piccolo Berlusconi».

 

Anche lei si fa be­ e dell’Italia di Silvio Berlusconi?

karl lagerfeld (1)

«Anzi, lo trovo ammirevole, quasi a-ffascinante. Tutto sommato bisogna riconoscere che gli manca l’ipocrisia tipica dei politici. Berlusconi è diretto e non nega i suoi peccati. Dice quello che pensa, anche se quello che dice può non essere gradevole. Lui non dà mai lezioni morali. Certo, non ha buon gusto nel scegliersi le donne di facili costumi. Ma questa non è una vergogna».

karl lagerfeld karl lagerfeld karl lagerfeldanna wintour e karl lagerfeldlaura brown e karl lagerfeldjosh duhamel e fergie come lagerfeld e gatto choupetteLAGERFELDkarl lagerfeld (1)

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”