IL BARILE ROTOLA ANCORA PIÙ GIÙ - GREGGIO IN PICCHIATA (44-46 $), GLI EMIRI CONFERMANO CHE È UN PIANO PER AZZOPPARE I RIVALI AMERICANI DELLO SHALE OIL - MA LA BENZINA CALA MENO DI QUANTO DOVREBBE

Da www.lastampa.it

 

PETROLIOPETROLIO

Petrolio ancora in calo. Scende sotto i 45 dollari per il barile Wti a 44,94 dollari in Asia dopo un minimo di 44,88 dollari toccato a New York. Si tratta del livello più basso da aprile 2009. Il Brent cala a 46,12 dollari.

 

LA REAZIONE DELL’OPEC 

Immediata la reazione dell’Opec che dichiara di non essere più in grado di continuare a proteggere un determinato prezzo del petrolio. 

 

La posizione dei Paesi esportatori di petrolio è stata illustrata dal ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail al-Mazrouei, intervenuto durante il Gulf Intelligence Eau Energy Forum. «L’eccesso di offerta è arrivato principalmente dallo shale oil e ciò doveva essere corretto», ha detto al-Mazrouei, che ha escluso una nuova riunione del cartello dei produttori prima del vertice previsto a giugno.

 

Il ministro si è anche detto «preoccupato» per gli equilibri del mercato del petrolio ma ha affermato che l’Opec «non può essere in nessun caso essere l’unica parte responsabile». «Stiamo dicendo ai mercati e agli altri produttori di essere razionali, di comportarsi come l’Opec e guardare alla crescita nel mercato», ha concluso il ministro. 

riunione opec riunione opec

 

LA POSIZIONE DEGLI EMIRATI ARABI 

Gli Emirati Arabi sono stati tra i principali alleati dell’Arabia Saudita nel far prevalere, durante il vertice dell’Opec dello scorso novembre, la decisione di lasciare la produzione immutata, innescando il crollo delle quotazioni che ha scosso i mercati negli ultimi mesi. L’obiettivo di Riad, secondo la maggior parte degli analisti, è ridimensionare il ruolo dei produttori statunitensi di shale oil, conservando le proprie quote sul mercato americano.

 

fracking infographic fracking infographic

L’estrazione di idrocarburi non convenzionali richiede infatti investimenti che rischiano di diventare non convenienti con un barile sotto quota 50 dollari, laddove i produttori del Golfo Persico, avendo un punto di pareggio molto più basso, possono sopportare un tracollo dei prezzi ancora più grave. Eppure, secondo i dati di Drilling Info, le concessioni di licenze per la trivellazione, dopo la brusca frenata di novembre, a dicembre sono tornate a crescere e sono risultate stabili rispetto all’analogo mese del 2013.

 

BENZINAIBENZINAI

 

GIU’ IL PREZZO DELLA BENZINA 

E c’è un ennesimo passo indietro per i mercati internazionali dei prodotti petroliferi: prezzi della benzina ancora in calo dappertutto, seppur in maniera meno accentuata rispetto alla scorsa settimana. 

 

Secondo quanto risulta in un campione di impianti che rappresenta la situazione nazionale per il servizio Check-Up Prezzi QE, il prezzo medio della benzina va oggi dall’1,559 euro/litro di Eni all’1,587 di Shell (no-logo a 1,429). Per il diesel si passa dall’1,481 euro/litro di Eni all’1,516 di Tamoil (no-logo a 1,339). Il Gpl, infine, è tra 0,596 euro/litro di Eni e 0,616 di Shell (no-logo a 0,590).

 

ARABIA SAUDITA ARABIA SAUDITA

Le punte minime sempre sul «servito» (no-logo escluse), osservate per tutti e tre i prodotti nel nord Italia, si attestano a 1,472 euro/litro per la benzina, 1,419 per il diesel e 0,554 per il Gpl. I prezzi self segnano rispetto alla fine del 2014 discese da record, con i valori più bassi registrati per verde e gasolio che nelle aree dove la competizione tra Gdo, no-logo e full self h24 è più accesa si attestano rispettivamente a 1,33 e 1,26 euro/l. 

 

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