LA GUERRA INFINITA DI BPM - TORNATI LIBERI PONZELLINI E CANNALIRE, QUEST’ULTIMO DENUNCIA ANDREA BONOMI PER CALUNNIA - IL LATITANTE CORALLO INVECE SCEGLIE LONDRA PER CHIEDERE 440-750 MLN € AL NUOVO PRESIDENTE BPM, CHE IN QUANTO AZIONISTA SNAI AVREBBE AGITO PER DANNEGGIARE LA CONCORRENTE BPLUS - CHI È BONOMI, UOMO PER TUTTE LE PARTITE FINANZIARIE, DA PIRELLI AD ASTON MARTIN…

1- INCHIESTA BPM, PONZELLINI LIBERO. E IL SUO EX BRACCIO DESTRO QUERELA BONOMI
Andrea Bassi per "L'Huffington Post"

Nella vicenda Bpm-Atlantis che ha portato agli arresti dell'ex banchiere Massimo Ponzellini (di nuovo libero per la scadenza dei termini di custodia) , arriva una sorpresa. Uno degli indagati chiave dell'inchiesta, l'ex braccio destro di Ponzellini, Antonio Cannalire, ha presentato una querela per calunnia nei confronti dell'attuale presidente della banca, Andrea Bonomi. Cannalire imputa a quest'ultimo il proprio arresto.

L'indagine della procura di Milano nel suo filone principale, quello della corruzione tra privati, sostiene Cannalire nella sua accusa, non avrebbe potuto andare avanti se non fosse stato per la querela di Bonomi. Il reato contestato a Cannalire (ma anche a Ponzellini e al patron di Atlantis Bplus, Francesco Corallo) è previsto dall'articolo 2635 del codice civile ed è procedibile solo a querela di parte.

Il punto è proprio questo. Cannalire ricostruisce come si è arrivati alla denuncia da parte del presidente della Banca Popolare di Milano e rappresentante del fondo Investindustrial, così come è emerso dalle carte del processo. In questa storia le date sono importanti. Nel novembre dello scorso anno la procura di Milano sequestra una serie di documenti riguardanti 16 pratiche di finanziamento presso la Bpm.

Il 27 gennaio, su incarico dei vertici della banca, l'avvocato Francesco Mucciarelli scrive ai pm sostenendo che dalla loro inchiesta potrebbero emergere fatti procedibili a querela di parte. Ovviamente essendoci il segreto istruttorio, la banca non è in grado di conoscere questi fatti per poter sporgere querela. Con una lettera che ha una data antecedente, il 26 gennaio, i pm spiegano a Mucciarelli che dalle indagini svolte fino a quel momento emergono sicuramente fatti qualificabili come infedeltà patrimoniale reato, appunto, che può essere perseguito solo su querela di parte. Dunque la banca può procedere.

Il 7 febbraio del 2012, autorizzato dal consiglio di amministrazione, Bonomi presenta una querela generica, senza indicare nessun nome. Poi fa anche un'altra cosa. Chiede a una società di consulenza, la Price Waterhouse Coopers, una verifica sulle 16 pratiche di finanziamento finite sotto la lente dei pubblici ministeri. Esattamente due mesi dopo, il 12 aprile, la Pwc consegna il suo rapporto e sostiene che tutte e 16 le pratiche, secondo le sue analisi, sono regolari.

A questo punto, scrivono gli avvocati di Cannalire, la querela avrebbe dovuto essere ritirata, facendo venir meno anche il reato ex articolo 2635. Ma nulla è stato fatto. Non solo. Dal report della Pwc emerge anche che già gli uffici interni della banca (audit e ufficio crediti) avevano esaminato quelle stesse pratiche, non riscontrando probabilmente nessuna irregolarità, altrimenti Bonomi avrebbe dovuto effettuare la querela senza interpellare la Procura o attendere il risultato dell'audit di Pwc. Dunque, secondo Cannalire, Bonomi avrebbe dolosamente causato i suoi guai con la giustizia commettendo il reato di calunnia.

L'ex braccio destro di Ponzellini non è l'unico degli imputati ad essersi scagliato contro Bonomi. Anche Francesco Corallo si è lanciato all'offensiva contro il neo presidente della Bpm, presentando una denuncia presso l'alta Corte di Londra (dove ha sede sia la società di Corallo che la Investindustrial di Bonomi) e chiedendo un risarcimento tra i 440 e 750 milioni di euro.

Secondo le accuse di Corallo, Bonomi con la sua denuncia (senza la quale come detto non sarebbe stato possibile per la procura procedere) , avrebbe semplicemente effettuato un atto di concorrenza scorretta. Investrindustrial nel suo portafoglio ha infatti due importanti partecipazioni in altrettanti concessionari del mondo dei giochi, Snai e Cogetech, diretti concorrenti della Bplus di Corallo.


2- BPM: TORNA LIBERO PONZELLINI, SCADUTI TERMINI CUSTODIA
(ANSA) - E' tornato libero Massimo Ponzellini, l'ex presidente della Bpm arrestato il 29 maggio nell'ambito dell'inchiesta milanese su una serie di presunti finanziamenti sospetti concessi quando guidava l'istituto di credito e su un presunto giro di tangenti per circa 5,7 mln di euro. Dopo sei mesi di arresti domiciliari sono scaduti i termini di custodia cautelare e Ponzellini, accusato di associazione per delinquere e corruzione,é tornato in libertà, così come Antonio Cannalire, suo ex 'braccio destro'.

Nelle scorse settimane, tra l'altro, la Cassazione aveva annullato con rinvio al Riesame l'ordinanza d'arresto nella parte che riguarda i motivi dell'associazione per delinquere. Nell'inchiesta milanese, coordinata dai pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici, sono indagati, tra gli altri, il parlamentare del Pdl, Marco Milanese, e l'ex dg di Bpm Enzo Chiesa. Resta, invece, ancora latitante Francesco Corallo, titolare della Atlantis, società che, stando all'inchiesta, avrebbe usufruito di un finanziamento irregolare da parte della Bpm quando al vertice c'era Ponzellini.


3- LA DENUNCIA DI CANNALIRE A BONOMI

Immagini della denuncia dal sito Bpm Leaks - http://bpmleaks.wordpress.com/

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4- SAGA FAMIGLIARE DI BONOMI, UOMO PER TUTTE LE PARTITE FINANZIARIE - ANDREA BONOMI IN BPM FA IL ROTTAMATORE E PURE IL TECNICO, SI MUOVE SU PIRELLI E CI PROVA CON ASTON MARTIN...
Michele Masneri per "il Foglio"

Un po' tecnico, un po' rottamatore, soprattutto molto milanese, seppur nato a New York. Andrea Campanini Bonomi, quarantaseienne, è il protagonista di alcuni dossier economici tra i più delicati del momento: da una parte ha un ruolo principale da "rottamatore" nella vicenda della Popolare di Milano post èra Ponzellini.

Anche se, nell'intervista di ieri sul Corriere della Sera, da presidente del consiglio di gestione Bonomi viene definito come il "tecnico" che intende rinnovare la banca più sindacalizzata d'Italia ("la cosa peggiore che abbiamo trovato non sono i conti ma la cultura", ha detto a Federico de Rosa, quasi parafrasando il Mario Monti che poche ore prima aveva detto di voler "cambiare la cultura politica ed economica" del paese).

Al primo consiglio d'amministrazione della banca, Bonomi ha annunciato programmaticamente di operare secondo "un senso di appartenenza e anche, se mi permettete, su una certa milanesità", come a voler purificare e riportare alle origini l'istituto di piazza Meda (prima banca fondata a Milano dopo l'Unità d'Italia, dopo tutto).

Altra partita milanesianamente sistemica è quella su Pirelli. Qui Bonomi sta agendo da pacificatore tra Marco Tronchetti Provera e gli arrembanti (e non milanesi) Malacalza, in un'operazione di modernizzazione della governance che dovrebbe portare però tra gli azionisti di Pirelli proprio il suo fondo Investindustrial.

Il terzo dossier è motoristico: dopo aver ceduto il marchio motociclistico Ducati all'Audi (un'operazione da 860 milioni di euro), adesso Bonomi ci starebbe riprovando con Aston Martin, la blasonata casa britannica (ma di proprietà kuwaitiana) di cui l'imprenditore sarebbe interessato a un 50 per cento, in accordo con Mercedes (anche se qui le voci sembrano scemare nelle ultime ore).

Infine, operazione minore ma ancora milanesissima, Bonomi, che siede nel board del Corriere della Sera, si dice che potrebbe entrarvi anche da azionista in un prossimo aumento di capitale. Il tutto appunto con il suo fondo Investindustrial, con attività in 14 nazioni, 32 mila dipendenti e 23 miliardi di euro gestiti. Il nome dell'impresa è di famiglia: si chiamava infatti Bi-Invest la creatura del padre, Carlo Campanini Bonomi, che rimane famosa per essere stata oggetto della prima scalata ostile della finanza italiana, da parte della Montedison di Mario Schimberni.

E' probabile che sull'onomastica abbia influito una sorta di revanchismo; nei confronti del padre, che ripiegò poi a Londra, città da dove ha composto un gruppo di partecipazioni industriali non banali; e certamente nei confronti della nonna, figura centrale della mitologia di famiglia, e non solo. Come nella "Bella di Lodi", romanzo molto lombardo di Alberto Arbasino sui dané, anche nella saga dei Bonomi i genitori sono assenti o decorativi, mentre operative sono le nonne.

E qui il vero personaggio è lei: la "primadonna della finanza italiana", "la gran sciura dei danée", "Anna dei miracoli" o anche "Compro Io", a seconda dei soprannomi usati nelle diverse epoche. Anna non ancora Bonomi era nata nel 1910 a corso Indipendenza 23, dove la mamma, la signora Galbiati, faceva la portinaia in uno dei 400 palazzi di proprietà di Carlo I Bonomi, immobiliarista - si direbbe oggi - ex capomastro nella Milano ruggente.

Le uniche tenerezze del sciur Carlo, proprietario di diecimila appartamenti, proverbialmente tirchio e scapolo, erano per la "tusa della portinera" di corso Indipendenza. Tante tenerezze si scoprirono poi dovute a peccati compiuti con la titolare della guardiola: e con grande scandalo Bonomi adottò la bambina (con furibonde lotte legali da parte degli eredi legittimi Bonomi, perdute). Anna Bonomi, che, si dice, ispirò Franca Valeri per il personaggio dell'imprenditrice cinica nel "Vedovo" di Dino Risi con Alberto Sordi, diceva volentieri "cagata", "cazzo", e si fregiava di parlare in dialetto milanese.

"Prima donna banchiere d'Italia" secondo il Dizionario biografico delle donne lombarde, ricevuta gaddianamente per i 16 anni una villa fuori città, si appassionò al mattone. Dal padre aveva ereditato infatti la passione immobiliare (oltre a due fondamentali concetti: "Mai dare mance"; "mai prendere il facchino") e quando costui morì, oltre alla soddisfazione di far parare a lutto 400 portinerie in città, cominciò a comprare e diversificare in lungo e in largo: non solo immobili (fece edificare il Pirellone) ma aziende come la Saffa, la Mira Lanza, il Credito Varesino, la Toro Assicurazioni, pezzi di Montedison.

Ai suoi massimi, l'impero Bonomi arrivò ad avere 50 aziende e 10 mila dipendenti. I contrasti della Sciura Anna con Sindona La Sciura Anna aveva scelto Raffaele Mattioli (il cui ritratto campeggiava nel suo ufficio) come protettore dell'impero, anche per pararsi da qualche amicizia difficile come quella con Michele Sindona, di cui disse che "nonostante tutto, è il più bravo di tutti".

I due furono protagonisti di un memorabile scontro ai piedi di un Mystère in pista a Linate: la "signora" voleva acquistare la Generale Immobiliare e il faccendiere, per cederla, voleva 1.250 lire per azione. Lei ne offriva 1.200. Rimasero ore a negoziare sotto i motori accesi dell'aereo, senza trovare un accordo. Lei poi fu condannata per il crac Ambrosiano, e decise di ritirarsi ("voglio disfesciare", in purissimo milanese, disse, nel senso di sbaraccare). Disfesciò a Paraggi, nel castello restaurato dall'architetto immaginifico Tomaso Buzzi (quello del Volpaeum di Sabaudia e della Cometa di Roma), poi affittato a Silvio Berlusconi, di cui aveva simpatia, ricorda sempre Giampaolo Galli.

Come il Cavaliere degli inizi, non era mai stata accettata molto nei salotti giusti: e nonostante il secondo matrimonio con l'avvocato Bolchini (introdotto e si dice social climber, come appunto Alberto Sordi nel "Vedovo", lì chiamato "cretinetti"), i famosi balli della contessa Giuseppina Crespi (dei padroni del Corriere, dunque tutto torna) le erano interdetti.

Ma lei aveva piuttosto il gusto di certe popolanità: quando il fisco le chiese un miliardo di lire di tasse evase, mise all'asta da Sotheby's tutti gli arredi del palazzo di via Bigli, comprese lenzuola e tovaglie. E ogni mattina, regolarmente, si consigliava con la maga Ester, poi benefattrice del San Raffaele. E la sua creatura preferita rimase il Postalmarket, il catalogo per corrispondenza da lei inventato.

 

 

ANDREA BONOMI MASSIMO PONZELLINI DAL FATTOMASSIMO PONZELLINI MASSIMO PONZELLINI BPM ENZO ChiesaTRONCHETTI PROVERA jpegPirelli re - marchiomllmgl auto25 aston martin db3 1952Carlo Campanini Bonomi vincenzo Balestrieri antonio cannalire andrea bonomi anna bonomi bolchini jpeg

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