PERDITE MAI VISTE PER IL CALCIO EUROPEO: 1,7 MILIARDI DI EURO NEL 2011 - BOOM PER INGAGGI DEI CAMPIONISSIMI: SONO IL 71% DEI RICAVI - IN FUGA DAGLI STADI-ROTTAME: 7,6% DI PRESENZE IN MENO IN SERIE A, MENTRE L’EUROPA CRESCE - GLI STADI DI PROPRIETA’ SONO IL RIMEDIO PRINCIPALE ALLA CRISI DEL PALLONE - IL MASSIMO CONSENTITO DI “ROSSO” SARANNO 45 MILIONI: 14 TOP CLUB SFORANO…

Marco Bellinazzo per IlSole24ore.com

Il business del calcio resiste alla crisi, anche se il modello di gestione dei club lascia ancora a desiderare. Si può sintetizzare così la mole di dati diffusi ieri dalla Uefa che fotografano lo stato di salute del calcio europeo alla vigilia del debutto - sceicchi e oligarchi permettendo - del fair play finanziario.

Negli anni immediatamente successivi al default di Lehman Brothers e all'avvitamento dell'economia globale, le leghe continentali hanno incrementato nettamente i propri ricavi. Il fatturato del calcio europeo nel 2011 è stato, infatti, di 13,2 miliardi di euro con una crescita del 24% rispetto al 2007.

Nello stesso periodo il costo per i salari dei calciatori è aumentato però del 38% salendo a quota 6,3 miliardi (con un incremento netto di 2,4 miliardi). Salari e spese per i trasferimenti assorbono il 71% dei ricavi dei club (con una crescita esponenziale dal 62% dal 2007).

Questo perdurante squilibrio ha comportato un rosso complessivo per i team delle massime divisioni europee in costante aggravamento: da 0,6 miliardi di euro del 2007 si è passati a 1,7 miliardi nel 2011.

Secondo la «Quinta relazione sulle licenze» che ha raccolto i report di 679 società affiliate a 53 federazioni, il 63% delle squadre di prima divisione deve fare i conti con perdite operative. In particolare, le 235 squadre che si sono presentate ai nastri di partenza della Champions e dell'Europa League 2012/13 hanno registrato un fatturato di 7,8 miliardi, spese per stipendi pari a 5 miliardi e un deficit di 1,2 miliardi (si spendono 11,50 euro per ogni 10 euro di reddito).

Nell'analisi della Uefa in relazione al break-even deficit (il livello massimo di rosso consentito nella prima fase di applicazione del fair play finanziario, 45 milioni, al netto di alcuni costi come quelli legati al settore giovanile) questo rosso si traduce in un "buco" di 480 milioni. Le perdite dei dieci club, sottolinea il report, con il passivo peggiore sono cresciute di 260 milioni di euro tra il 2007 e il 2011, mentre i risultati finanziari dei club in perdita tra l'11esimo e il 30esimo posto sono peggiorati di 310 milioni di euro.

Nella simulazione elaborata dalla Uefa sui bilanci 2009, 2010 e 2011, sempre tra i club che partecipano in questa stagione a Champions ed Europa League, 14 hanno un deficit sopra i 45 milioni di euro e altri 32 un rosso compreso tra 45 e 5 milioni. Tutti club che dovranno migliorare i propri conti se vorranno ancora accedere alle gare ed ai sempre più ricchi premi assicurati in ambito europeo (pari in questa stagione a 1,1 miliardi di euro).
«Il quadro economico di austerità - ha spiegato Andrea Traverso, alla guida della struttura Uefa che si occupa di licenze e fair play finanziario - non semplifica il lavoro dei club ma ha aumentato la consapevolezza sulla necessità di agire senza ulteriori indugi. La crisi economica ha reso più complesso l'accesso alla liquidità in molti Paesi e molte società devono convivere con le limitate disponibilità economiche. Se i comportamenti non cambieranno, per i club aumenteranno i rischi di fallimento».

Quali le soluzioni? Gli stadi di proprietà sono importanti anche se nel panorama continentale non sono così diffusi. Nel 2012/2013, tra le squadre iscritte alle coppe europee solo 55 (il 24%) sono proprietarie dell'impianto in cui giocano. Il 53% degli stadi (124), invece, sono gestiti da un'amministrazione pubblica. Le rimanenti 53 società si trovano a metà del guado: in alcuni casi (6) il club è co-proprietario, ma in genere il team si limita ad utilizzare la struttura che appartiene ad altri soggetti.

Nonostante la programmazione televisiva sempre più ampia, in ogni caso, gli stadi continuano ad essere affollati: nel 2011/2012 gli spettatori "live" sono stati in Europa 103 milioni, con un aumento del 2,5 per cento. La crescita è stata trainata dai Paesi di secondo piano (Serbia +55%, Ungheria +49%, Albania +30%). Tra i campionati leader hanno brillato Bundesliga (+6%) e Liga (+2%), mentre la Serie A ha ottenuto un deludente -7,6 per cento.

 

UEFAchampions_leagueEuropa LeagueWembley Stadium STADIO Stadio San Siro Meazza

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…