IL LEONE MANDA IN ROSSO MEDIOBANCA - PER LA PRIMA VOLTA LA PARTECIPAZIONE DI PIAZZETTA CUCCIA IN GENERALI HA PERDITE POTENZIALI PER 300 MILIONI SUI VALORI DI CARICO - IN BORSA QUEL 13,2% VALE POCO PIU’ DI 1,76 MILIARDI MA è A BILANCIO DI MEDIOBANCA PER 2,06 MILIARDI - QUESTO è UN ALTRO FATTORE DEL NERVOSISMO IN CASA NAGEL CHE HA PORTATO ALLA DEFENESTRAZIONE DI PERISSINOTTO…

Fabio Pavesi per "Il Sole 24 Ore" di domenica 3 giugno 2012

Da tempo Generali ha perso il passo dei suoi concorrenti europei. Lo dicono con chiarezza le quotazioni di borsa. Il Leone di Trieste ha lasciato sul campo, solo a partire dall'inizio del 2011, l'anno della crisi dell'eurozona, ben il 40% del suo valore. La francese Axa ha perso il 29% nello stesso periodo. La tedesca Allianz è in calo del 21% e Zurich solo del 18%. Perdite quasi doppie quindi per il Leone di Trieste. Miopia del mercato? Non pare. In fondo la borsa premia o punisce i titoli in base alla redditività.

E da questo punto di vista Generali appare assai meno interessante dei suoi diretti concorrenti. Secondo le stime di Credit Suisse il rendimento del capitale netto tangibile è per la compagnia italiana del 7,9%. Axa ha un Rote del 20%; Zurich del 16,8% e Allianz è al 9,4%. Come si vede sono tutte più profittevoli di Generali. Ma non basta. Non basta riferirsi ai numeri nudi e crudi sulla profittabilità. La crisi come si vede c'è stata per tutti ma su Generali pesa qualche inciampo di troppo. Vediamoli.

LO SCIVOLONE SU ATENE
Che ci facevano 3 miliardi di bond greci in pancia al colosso assicurativo italiano? Quei bond erano lì da tempo e più la crisi di Atene si incupiva più il management di Generali stava a guardare. Sono stati svalutati alla fine di ben 2,3 miliardi, il 76% del loro valore di portafoglio e hanno contribuito alla maxi-svalutazione da un miliardo che ha dimezzato l'utile netto della compagnia passato da 1,7 miliardi del 2010 agli 856 milioni del 2011.

Quei 3 miliardi di bond erano un rischio palese. Se ci si fosse liberati del loro ingombrante peso nel giugno del 2011 la perdita sarebbe stata di 1,4 miliardi e non di 2,2 miliardi. Oltre alla Grecia ha poi continuato a mietere perdite sui conti del gruppo il portafoglio partecipazioni. In particolare è la partecipazione in Telecom Italia, via Telco dove Generali è l'azionista più importante, a non dare tregua.

IL PESO DI TELECOM ITALIA
Ancora l'anno scorso quella quella quota del 30% in Telco ha voluto dire un impatto negativo sull'utile netto per altri 307 milioni. Se poi si sommano perdite di valore per 239 milioni sul portafoglio azionario ecco che l'utile non poteva che soffrirne. Eppure le Generali si sono sempre contraddistinte per un approccio assai prudente. Prudente forse ma che non ha evitato del tutto i rischi. Al contrario. Oggi la compagnia di Trieste agli occhi del mercato non solo corre poco, ma appare paradossalmente più rischiosa. Perché? Eppure Generali investe poco in azioni e molto in obbligazioni. Ben 241 miliardi di euro sono investiti in bond.

Ma con la crisi dei debiti sovrani della periferia d'Europa quel che appariva una scelta prudente si rivela oggi un boomerang. Il rischio del debito sovrano Generali infatti ha in pancia quasi 46 miliardi di titoli italiani. Ma ci sono anche Bonos spagnoli per 5,5 miliardi; bond portoghesi per 1,6 miliardi e titoli irlandesi per altri 1,6 miliardi. Con l'aria che tira sul Sud Europa e gli spread tornati a correre, quei 50 miliardi sono una sorta di cappio al collo. Su un portafoglio che ha durata media di 7 anni possono voler dire minusvalenze potenziali nell'ordine dei 2-3 miliardi.

LE MINUSVALENZE DEI GRANDI SOCI
E il tema del riassetto ai vertici ha proprio a che fare con le minusvalenze dei grandi soci sul titolo. Oggi ai prezzi attuali di Borsa l'investimento di Leonardo Del Vecchio vale la metà il che significa circa 400 milioni di perdite potenziali, mentre un investitore come la De Agostini nell'azionariato dal 2006 conta qualcosa come 900 milioni di perdite se il titolo non si riprenderà. E la novità è che anche Mediobanca registra forti affanni sulla sua partecipata più prestigiosa. Quella partecipazione al 13,24% è in carico storicamente a 2,06 miliardi. Oggi vale solo 1,76 miliardi. Mentre solo a marzo del 2012 c'era una plusvalenza per 337 milioni oggi c'è una perdita per 300 milioni. Il redde rationem parte anche da qui.

 

 

ALBERTO NAGEL E RENATO PAGLIAROAlberto Nagel e Renato Pagliaro PERISSINOTTO mario greco generali Generalilogo mediobanca

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...