DI MALE IN GREGGIO - PERCHÉ AFFONDA IL PREZZO DEL PETROLIO? PERCHÉ LA CRISI ECONOMICA HA RIDOTTO IL BISOGNO DI ENERGIA, E LE NUOVE TECNICHE DI ESTRAZIONE HANNO INONDATO IL MERCATO DI SHALE OIL

Luigi Grassia per “la Stampa

 

Il crollo della Borsa ha fra le sue cause il prezzo del petrolio che va giù e fa perdere punti ai titoli dell’energia. Ma questo pone due problemi di interpretazione.

petrolio war05 lappetrolio war05 lap

 

1) Di solito, se ci sono crisi geopolitiche in zone delicate per il petrolio e il gas (come sta succedendo adesso in Iraq, Siria e Ucraina) il prezzo del barile sale, non scende.

2) Se il prezzo del petrolio scende, tutte le altre azioni, escluse quelle dell’energia, avrebbero spazio per salire, perché si prospettano mesi o anni di energia a buon mercato che favorisce la ripresa economica. E invece tutti giù per terra con il petrolio. C’è qualcosa che non quadra.

 

Perché il greggio si deprezza?

petrolio war04 lappetrolio war04 lap

Una tensione al ribasso sui prezzi del petrolio e del metano viene dai nuovi idrocarburi «shale» che hanno enormemente aumentato l’offerta mondiale. Ma fanno la loro parte anche gli idrocarburi convenzionali. «Nel 2008 il barile era a 150 dollari e la sete di greggio della Cina, in pieno boom, sembrava infinita» dice Massimo Siano (di Etf Securities), che a Londra negozia titoli sul petrolio e le materie prime. «Tutte le compagnie hanno fatto investimenti enormi in trivellazioni, con la certezza di essere remunerate. Ma negli idrocarburi ci vogliono 6 o 7 anni prima di raccogliere i frutti degli investimenti. Dal 2008 a oggi è passato il tempo giusto a inondare il mercato di nuovo greggio, come sta succedendo ora. Da qui una concausa del ribasso dei prezzi».

petrolio war01 lappetrolio war01 lap

 

Ma perché il crollo proprio ora?

Rafforza il concetto Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia: «In Medio Oriente ci sono zone dove estrarre il greggio costa meno di 10 dollari al barile. Io sostengo che il prezzo sia troppo alto fin da quando ha superato i 40 dollari, e adesso siamo a 85. Ancora troppo». Ma perché il mercato se n’è accordo solo adesso? Semplicemente perché, secondo Tabarelli, «la finanza ha deciso di prenderne atto all’improvviso, come fa sempre. I soldi devono pur andare da qualche parte e per anni si è speculato al rialzo sul petrolio. Adesso si vende, poi quando i prezzi saranno allettanti la finanza ricomincerà a comprare, senza che la svolta sia giustificata da qualcosa successo nel frattempo. Va sempre così».

 

La guerra in Ucraina ha un ruolo?

Tabarelli concede che qualche evento giustifica in parte la svolta del mercato, sia pure senza determinarla. «La Russia ha vinto la guerra in Ucraina. È così, secondo i mercati. In estate, quando Kiev era al contrattacco, il petrolio un po’ rincarava. Ma l’offensiva è fallita, e gli investitori non credono più che ci possa essere una rivincita ucraina. La guerra è finita e il greggio va giù. Quanto all’Iraq e alla Siria, per i mercati, che sono cinici, si tratta di guerricciole: tanti poveri morti, ma solo pochi e vecchi pozzi coinvolti».

Pozzi di petrolioPozzi di petrolio

 

L’Arabia manovra il mercato?

Nessun credito all’ipotesi, diffusa sui mass media, che l’Arabia Saudita manovri la caduta dei prezzi per mandare fuori mercato gli idrocarburi «shale» (che hanno un costo di produzione di 65 dollari) o per deprezzare il greggio russo e quindi danneggiare Putin: dice Tabarelli che «quando l’Opec contava, produceva 32 milioni di barili su 60 nel mondo. Oggi sono solo 30 su 95, di cui 9,5 sauditi. No, quando l’Arabia dice che “il prezzo giusto del petrolio è fra 70 e 80 dollari” non determina il mercato, si limita a constatare che questo dicono i fondamentali. Anzi è già fin troppo, secondo me».

 

eni snam rete gaseni snam rete gas

Che fare con i titoli dell’energia?

Massimo Siano invita a distinguere: «Quando le quotazioni sono in calo, lo speculatore vende oggi a 15 con la speranza di ricomprare in seguito lo stesso titolo a 10. Anche il piccolo risparmiatore può fare così, se vuole. Ma se invece segue la logica del cassettista, e tiene conto di quello che varrà fra cinque anni il titolo che oggi sta perdendo punti, farebbe bene a non vendere. Perché tutti i titoli dell’energia che in questi giorni precipitano hanno un forte valore a lungo termine, e anzi possono rimbalzare anche a breve».

 

Come mai? «Prendiamo quelli delle aziende che costruiscono infrastrutture per l’energia. Sono dei gioielli tecnologici italiani, con ricchi contratti in tutto il mondo. Costruiranno le reti dello shale gas e dello shale oil, faranno utili e dividendi». L’investitore coraggioso dovrebbe comprare, quando penserà che le quotazioni abbiano toccato il fondo. Quanto alle azioni degli altri comparti, Siano prevede «un recupero generale grazie anche al basso costo dell’energia, che favorirà la crescita». La «triste scienza» dell’economia a volte può anche regalare speranze.

logo exxonlogo exxon

 

Benzina e gasolio costano meno?

Sì, il calo del prezzo del barile porta benefici agli automobilisti italiani. La verde è scesa sotto 1,8 euro (ma solo con Eni). Limature anche per il diesel.

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…