giuseppe castagna andrea orcel banco bpm

ORCEL SI RIMANGIA L’OPS? – UNICREDIT FA FILTRARE DI ESSERE “PRONTA A MOLLARE LA PRESA” SU BANCO BPM: GLI OSTACOLI E LE INCERTEZZE PER I PALETTI DEL GOLDEN POWER GOVERNATIVO SONO TROPPO ARDUI DA SUPERARE, E SENZA UN ACCORDO CON I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE (CHE HANNO IL 20% DELLA BANCA) È IMPOSSIBILE PORTARE A CASA L’OPERAZIONE – DUNQUE, CHE FARE? RESTANO APERTI I FRONTI GENERALI E COMMERZBANK - GIORGETTI: "LO STOP ALL'OPS SU BMP? FANNO QUELLO CHE VOGLIONO..."

GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

UNICREDIT: GIORGETTI, 'STOP OPS SU BPM? FANNO QUELLO CHE VOGLIONO’

(Adnkronos) - "Fanno quello che vogliono". Questa la risposta secca del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in merito alle indiscrezioni secondo cui Unicredit si appresta a rinunciare all'ops su Banco Bpm.

 

Parlando a margine della conferenza di apertura del Meeting annuale della Asian Development Bank a Milano, il ministro sottolinea che il governo non sarebbe contento dello sviluppo.

 

LA SVOLTA DI ORCEL

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Addio a Banco Bpm. Unicredit sarebbe pronta a mollare la presa sulla banca di Piazza Meda. Al momento, il gruppo guidato da Andrea Orcel non avrebbe preso ancora nessuna decisione ufficiale, ma, in attesa del consiglio di amministrazione convocato per il prossimo 11 maggio, cresce la convinzione che ci siano troppi ostacoli e troppe incertezze lungo la strada che porta al Banco: dai paletti del Golden power al peso di Crédit Agricole, primo azionista della banca con il 19,8% del capitale.

 

E non per nulla, pochi giorni fa, dalla banca milanese, era arrivato un ultimatum a Orcel: «Unicredit - ha detto il presidente Massimo Tononi - decida che cosa fare e ci sono solo due opzioni. Rinunciare alle condizioni oppure rinunciare all'offerta».

 

banco bpm

Difficilmente il Golden power messo dal governo sulla scalata di Unicredit terrebbe davanti a un ricorso amministrativo, ma il messaggio politico è arrivato forte e chiaro: l'obbligo di mantenere il rapporto tra impieghi e depositi ai livelli attuali per cinque anni e quello, per una Sgr come Anima, di investire esclusivamente su titoli italiani, sono solo un modo per dire - diplomaticamente - che il governo l'operazione non l'appoggerà mai.

 

FRANCESCO MILLERI

Ma se anche Unicredit decidesse di andare allo scontro diretto con l'esecutivo, ci sarebbe da superare lo scoglio Crédit Agricole: i francesi insieme ai pattisti, che comprendono diverse fondazioni bancarie, ma anche Enpam e Cassa Forense hanno quasi il 26,5% del capitale - che sale al 31,5% con la quota di BlackRock.

 

Tradotto: senza l'ok dell'esecutivo, l'operazione non vedrebbe mai la luce. Per le sinergie che Unicredit vorrebbe mettere in piede serve almeno il controllo dell'assemblea straordinaria: ma oggi è solo un'ipotesi più che remota.

 

UNICREDIT COMMERZBANK

Anche la lettera inviata da Unicredit al governo, con la quale si contestava la durezza del provvedimento, sembra finita nel dimenticatoio. Se il governo avesse voluto ammorbidire la posizione avrebbe avuto tutto il tempo per farlo e così adesso l'Ops, partita il 28 aprile, viaggia nel segno dell'incertezza.

 

[…] in uno scenario così complesso con ancora aperti i fronti Generali e Commerzbank, perché Unicredit dovrebbe insistere nell'operazione con il Banco Bpm? È quello che, più o meno, gli addetti ai lavori si aspettano dica Orcel nel consiglio d'amministrazione chiamato domenica prossima a esaminare i conti del primo trimestre.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Voltata la pagina di Piazza Meda, Unicredit dovrà decidere su quale dossier puntare. La Germania rappresenta lo sviluppo più interessante, almeno dal punto di vista industriale, ma Berlino non si muove dalla propria posizione di contrarietà; in Generali, Unicredit ha costruito una posizione pari al 6,5%, che vale circa 3,2 miliardi di euro.

 

E la possibile uscita di scena di Mediobanca che punta su Banca Generali potrebbe aprire per piazza Gae Aulenti una prospettiva di importante partner industriale. Sulle riflessioni di Orcel avranno sicuramente un peso le parole di Francesco Milleri, l'ad di Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio azionista di Generali, Mps e Mediobanca, è tornato a ipotizzare la possibile cessione della quota in Unicredit e ha spiegato di non volere «né vinti né vincitori» nel risiko bancario.[…]

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSEandrea orcelCREDIT AGRICOLESEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANORISIKO BANCARIO - BANCO BPM - MONTE DEI PASCHI DI SIENA - MEDIOBANCA ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?