PAX ARMATA AL MONTEPACCHI – LA BELLA MANSI, PRESIDENTESSA DELLA FONDAZIONE, INSISTE (TANTO ARROGANCE NON MOLLA LA POLTRONA): “CON L’AUMENTO DI GENNAIO VOLUTO DA PROFUMO ABBIAMO PERSO UN MESE”

Gianluca Paolucci per "la Stampa"

Un socio strategico per Mps, che sappia dare stabilità all'azionariato della banca. Chiusa - per il momento - la partita dell'aumento, pace fatta con i vertici di Mps, che incontrerà nei prossimi giorni, la presidente della Fondazione Mps Antonella Mansi ha la consapevolezza che il lavoro che l'aspetta è ancora tanto.

A un anno dallo scoppio dello scandalo che rischiato di far sparire la banca più antica del mondo, la sfida per lei è la messa in sicurezza dell'ente senese, schiacciato da 340 milioni di debiti, prima dell'aumento da almeno 3 miliardi del Monte dei paschi. Trentanove anni, imprenditrice, vicepresidente di Confindustria, da settembre scorso guida con determinazione quella che era la prima fondazione europea e che adesso lotta per la sua sopravvivenza.

Come sono i rapporti con i vertici di Mps?
«Ci stiamo misurando con situazioni complicate. Ci siamo rimboccati le maniche, da una parte e dall'altra, in una logica d'interesse comune, ma non sempre è possibile. A volte per forza di cose gli interessi divergono, ma con Alessandro Profumo e Fabrizio Viola non ho mai avuto di difficoltà personali»

Cioè non toglie che nelle settimane scorse ci sia stata una forte tensione tra banca e Fondazione. Adesso è superata?Avete in programma incontri?
«Per quel che mi riguarda è superata. E sì, ci vedremo nei prossimi giorni».

Quindi possiamo parlare di collaborazione ritrovata?
«Da parte mia non è mai venuta meno la disponibilità. Vede, quello che è successo con l'assemblea del 28 dicembre è importante: si è rotto il cordone ombelicale tra la banca e l'ente. Oggi la Fondazione ha l'onere di lavorare per la sua messa in sicurezza».

Soddisfatta della decisione dei manager di restare al loro posto?
«È una decisione che va secondo i nostri auspici. Il passaggio sull'aumento, nonostante quanto è stato scritto, non è mai stato un atto di sfiducia verso i manager».

Adesso però dovete vendere la partecipazione. Come sta andando il vostro lavoro?
«Senza entrare nei dettagli, adesso è ancora più intenso. Tutto il tema dell'anticipo dell'aumento a gennaio ci ha fatto perdere un mese. Il nostro impegno su questo fronte adesso è totale».

Qual è il profilo dell'acquirente o degli acquirenti ideali, secondo voi?
«Dal nostro punto di vista ovviamente un socio strategico sarebbe preferibile, darebbe stabilità all'azionariato e alla banca. Vediamo se sarà possibile e a che condizioni, stiamo lavorando».

Si è parlato molto di un interesse delle fondazioni per una soluzione "di sistema". È ancora attuale?
«Facciamo parte di quel mondo, per noi sono dei partner a prescindere. Devo precisare però che non abbiamo mai ricevuto proposte specifiche né partecipato a tavoli con le fondazioni».

Quanto venderete?
«La nostra premessa è la messa in sicurezza dell'ente. Non c'è una quota che ci siamo prefissi. Se all'interno di questo processo riusciremo a mantenere una quota di Monte dei Paschi ben venga, ma questo sarà possibile solo quando la Fondazione potrà tornare a camminare sulle sue gambe. Vede, per il territorio, la Fondazione ha un valore che prescinde dal suo legame con la banca e questo valore è quello che noi dobbiamo difendere».

Dopo lo scontro in assemblea lei è diventata la paladina della difesa della senesità.
«Ho letto sui giornali cose nelle quali non mi riconosco e non riconosco la nostra azione. Debbo dire però che verifico in questa vicenda una sorta di "ghettizzazione", che da fuori liquida tutto con questo concetto della "senesità", vista in chiave retriva. Quello che è sfuggito a molti è che forse per la prima volta la Fondazione Mps ha fatto una scelta autonoma, e non per rispondere a interessi di altri.

Abbiamo fatto scelte in discontinuità condivise con una deputazione che rappresenta anche il territorio e gli enti locali. Oggi dobbiamo ricostruire, ma partendo da ciò che abbiamo e che vogliamo mantenere. Quando leggo che vogliamo ossessivamente mantenere il controllo della banca sinceramente mi stupisco, significa non capire ciò che stiamo facendo e che abbiamo fatto. Non cercavo certo la popolarità e non è detto che sia un vantaggio. E poi mezza Italia mi ha dato addosso».

In questi giorni si è scritto che state vendendo piccole quote sul mercato. È vero?
«Lei sa benissimo che non posso risponderle. Posso dire solo che abbiamo condiviso un piano d'azione organico preciso per la messa in sicurezza della Fondazione, non un'operazione di liquidazione "goccia a goccia"».

Come sono i rapporti con i creditori?
«Chiari, come devono essere i rapporti tra creditore e debitore. Non le sarà sfuggito la partecipazione è tutta in pegno alle 12 banche del pool, alle quali l'ente deve 340 milioni di euro. E che il nostro 33,5% vale molto di più di quanto è il nostro debito. Ci sono le dovute garanzie».

E con le autorità di controllo?
«Con il Tesoro, che è il soggetto che deve vigilare sulle fondazioni, sono costanti. Abbiamo fatto un percorso in totale trasparenza. Ci vediamo o sentiamo quasi tutte le settimane.

Ha qualche rimpianto per quanto fatto in questi mesi?
«In tutta onestà no, anche se certamente tutto è migliorabile».

Mi dica sinceramente. Riaccettare quest'incarico?
«Vuol sapere se quel giorno non avrei preferito andare al mare? (Ride) Cosa vuole che le dica, non sono così sicura... A parte le battute, ho affrontato questa sfida con spirito di servizio. Cercando di portare con me il mio patrimonio di esperienza, quella di imprenditore. Certamente questa è un'esperienza che, seppur nel breve periodo, mi ha segnato e insegnato tanto, ma io per carattere non guardo mai indietro».

 

 

 

profumo d d b b a d MANSI E PROFUMOAntonella Mansi f bcdb c d a acff ad ee Antonella Mansi bfcf a b ca ed ba e d FABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI ALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA Alessandro Profumo Fabrizio Viola

Ultimi Dagoreport

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)

trump zelensky putin

DAGOREPORT - LA MASCALZONATA DI TRUMP RISERVATA A ZELENSKY ("E' L'ORA CHE L'UCRAINA SI DOTI DI UN NUOVO PRESIDENTE") È L’ULTIMO, DISPERATO TENTATIVO, DI RISALIRE LA CHINA PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO DEL 3 NOVEMBRE – OTTENENDO IL GASOLIO RUSSO, INDISPENSABILE PER RIDURRE IL PREZZO RADDOPPIATO DEL CARBURANTE AMERICANO, IL TYCOON HA DETTO SÌ A TUTTE LE RICHIESTE DI PUTIN – MA PER FAR DIMENTICARE TUTTI I DISASTRI DEI PRIMI DUE ANNI DELLA AMMINISTRAZIONE TRUMP, I GIORNI SONO CONTATI: MANCANO SOLO TRE SETTIMANE ALLE MIDTERM – PERCHÉ GLI USA SOFFRONO SE SONO AUTOSUFFICIENTI ENERGETICAMENTE? FACILE: LE COMPAGNIE PETROLIFERE SONO PRIVATE E IL PREZZO LO FA IL MERCATO. NON POSSONO ABBASSARLO PER COMPIACERE TRUMP – LA STRATEGIA DELL’UE: WAIT AND SEE. IL 4 NOVEMBRE IL CIUFFO PLATINATO DELLA CASA BIANCA ABBASSERÀ LA CRESTA... - VIDEO

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...