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IL PIANO VERDE DI URSULA È SBIADITO, MA NON SMANTELLATO – I DANNI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SONO SEMPRE PIÙ PESANTI: QUEST’ESTATE SICCITÀ, ONDATE DI CALORE ED EVENTI ESTREMI SONO COSTATI ALL’UE 43 MILIARDI DI EURO. EPPURE VON DER LEYEN, SOTTO LA PRESSIONE DI DIVERSI GOVERNI, È COSTRETTA A TAGLIARE O RIMANDARE LE MISURE SU CARBON TAX, EMISSIONI DELLE AUTO E GREEN WASHINGTON – GABANELLI: “IL GREEN DEAL È STATO DILUITO, MA L’IMPIANTO ORIGINALE RESTA. ALMENO PER ORA. CERTO NON AIUTANO LE DICHIARAZIONI DI TRUMP ALL’ONU: ‘IL RISCALDAMENTO CLIMATICO È UN IMBROGLIO INVENTATO DA PERSONE MALVAGIE’. CIOE' I 644 SCIENZIATI INDICATI DA 111 PAESI DEL GRUPPO INTERGOVERNATIVO...” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SUL GREEN DEAL

 

Estratto dell’articolo di Francesco Tortora e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

come cambia il green deal dell'unione europea - milena gabanelli - dataroom

Da almeno 30 anni il consenso scientifico è unanime: i cambiamenti climatici sono rapidi, distruttivi e causati in gran parte dalle attività umane. Le emissioni di CO2 generate dai combustibili fossili restano la causa principale e ridurle è un imperativo.

 

Nel 2023 le perdite economiche globali dovute a eventi estremi hanno raggiunto i 380 miliardi di dollari, più 22% rispetto alla media del XXI secolo. Solo alla Ue quest’estate siccità, ondate di calore ed eventi estremi sono costati 43 miliardi di euro, 12 all’Italia.

 

Per questo nel 2019 l’Unione europea lancia il Green Deal, un pacchetto di misure accompagnato da un piano di investimenti da 1.000 miliardi che impegna tutti i 27 Paesi ad abbattere le emissioni di gas serra per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

 

Ets2 - TASSA EUROPEA CONTRO LE EMISSIONI

La strategia per favorire la transizione ecologica è sostenuta da quasi tutti gli schieramenti politici, anche quelli tradizionalmente vicini all’industria.

 

Poi è cambiato il mondo, e ora cresce il consenso per i leader politici che vorrebbero far saltare la riforma. La Commissione Ue prende atto e allenta alcune delle norme principali. Vediamole.

 

Sostenibilità e obblighi aziendali

il green deal dell unione europea - cos'è e come cambia - dataroom

La direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD) impone alle imprese di rendere pubblici agli investitori i dati su emissioni di CO2, gestione dei rifiuti, sicurezza sul lavoro, condizioni contrattuali, trasparenza fiscale, ecc.

 

La proposta della Commissione, modificata dalla Commissione Affari giuridici del Parlamento europeo, prevede che gli obblighi si applichino solo alle grandi imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto di almeno 450 milioni di euro.

 

Rispetto alla norma originaria, il 90% delle aziende sarà esentato. La direttiva sulla due diligence aziendale (CSDDD) obbliga le grandi imprese a controllare il rispetto delle normative ambientali e dei diritti umani su tutta la catena dei fornitori, si applicherà dal 2028 solo alle società con almeno 5 mila dipendenti e 1,5 miliardi di fatturato.

 

Le aziende saranno obbligate ad attivare la due diligence solo quando esiste un rischio concreto di violazione delle norme. Infine, è stata eliminata la responsabilità civile a livello Ue [...]

 

il green deal dell unione europea - cos'è e come cambia - dataroom

Nei mesi scorsi la direttiva sulla due diligence è stata molto criticata dall’amministrazione Trump per gli «oneri significativi» imposti alle aziende americane, mentre Darren Woods, ceo di Exxon Mobil, ha dichiarato che i cambiamenti decisi dalla Commissione non bastano e ha chiesto la revoca della legge.

 

Carbon tax e deforestazione

La carbon tax sulle importazioni extra Ue di beni energivori (CBAM) come acciaio, cemento e fertilizzanti prodotti utilizzando carbone entrerà in vigore nel 2026. In origine imponeva a tutte le imprese importatrici di versare la tassa per evitare di ottenere un vantaggio competitivo.

 

Ora, con le modifiche proposte della Commissione, approvate da Consiglio e Parlamento Ue, la tassa si applica solo sui grandi gruppi. Esentati quindi oltre il 90% degli importatori, circa 182 mila piccole e medie imprese.

 

Il Regolamento sulla deforestazione (EUDR) obbliga le aziende a garantire che i prodotti importati come legno, cacao, soia, olio di palma, ecc. non provengano da terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020. Le imprese che non rispettano la normativa potrebbero incorrere in sanzioni fino al 4% del fatturato nella Ue. L’obbligo doveva scattare già lo scorso dicembre, ma è stato rimandato di 2 anni. Proroga chiesta da 18 Paesi, tra i quali l’Italia.

 

Emissioni auto e legge sul clima

il green deal dell unione europea - come cambia - dataroom

Il Regolamento sulla riduzione delle emissioni delle auto stabilisce che per i veicoli immatricolati dal 2025 il limite medio di emissioni è di 93,6 grammi a chilometro. Le sanzioni previste: 95 euro per ogni g/km in eccesso.

 

A causa della crisi che ha colpito il settore europeo, la Commissione ha concesso alle case automobilistiche una proroga fino alla fine del 2027. Non è invece ancora chiaro quale sarà il destino dello stop all’immatricolazione, a partire dal 2035, delle auto con motore alimentato a benzina o diesel.

 

Il 10 settembre, nel discorso sullo stato dell’Unione, la presidente Ursula von der Leyen ha ribadito che il futuro dell’automotive è elettrico. Pochi giorni dopo, però, alla Conferenza organizzata proprio dalla Commissione europea, Mario Draghi ha evidenziato che «il mercato dei veicoli elettrici è cresciuto più lentamente del previsto e l’innovazione europea è rimasta indietro».

 

come cambia il green deal dell'unione europea - milena gabanelli - dataroom

La direttiva Green Claims punisce il greenwashing, ovvero le aziende che si spacciano per sostenibili quando non lo sono. La norma è stata sospesa dalla Commissione europea lo scorso giugno dopo che una serie di Stati, Italia inclusa, avevano sottolineato come i requisiti fossero troppo onerosi per le piccole e medie imprese.

 

La legge sul clima vincola gli Stati a ridurre del 90% le emissioni nette di gas serra entro il 2040. Poiché questo obiettivo è considerato eccessivo da numerosi Paesi sono stati aggiunti elementi di flessibilità: fino a 3 punti percentuali della riduzione di CO2 possono essere raggiunti con i crediti di carbonio finanziando progetti di riforestazione, parchi eolici o fotovoltaici fuori dalla Ue.

 

il green deal dell unione europea - come cambia - dataroom

Alcuni Paesi, fra cui Italia, Francia e Polonia, considerano l’obiettivo del 90% ancora troppo ambizioso e al prossimo Consiglio Ue del 23 ottobre i leader si confronteranno per trovare un compromesso.

 

Agricoltura: i passi indietro Passi indietro sul Green Deal erano stati fatti già durante il primo mandato von der Leyen all’indomani della rivolta degli agricoltori.

 

A febbraio 2024 la Commissione aveva ritirato il Regolamento che puntava a dimezzare l’uso dei pesticidi entro il 2030, annacquato la legge sul Ripristino della natura ed escluso dalla direttiva sulle emissioni industriali gli allevamenti intensivi dei bovini.

 

30 anni di politiche ambientali

«In pochi mesi von der Leyen ha smantellato il Green Deal», questa è stata la reazione agli aggiustamenti al ribasso. Con sdegno da parte di chi pensa che stiamo facendo troppo poco, con esultanza da parte dei detrattori.

 

Ets2 - TASSA EUROPEA CONTRO LE EMISSIONI

Per la Commissione invece era più semplicemente necessaria una «semplificazione» per scongiurare il declino dell’industria europea. E per rilanciare la competitività industriale a febbraio è stato presentato il Clean Industrial Deal: 100 miliardi di incentivi alle imprese che nei processi produttivi adottano energie rinnovabili.

 

[...]

 

GREEN DEAL - COMMISSIONE EUROPEA

Tirando le somme: il Green Deal è stato effettivamente diluito, ma l’impianto originale resta. Almeno per ora. Certo non aiutano le dichiarazioni di Trump all’Onu: «Il riscaldamento climatico è un imbroglio inventato da persone malvagie».

 

Le persone secondo lui malvagie sono i 644 scienziati indicati da 111 Paesi del Gruppo intergovernativo (IPCC) fondato nel 1988 dall’Organizzazione metereologica mondiale e dal programma Onu per l’ambiente, con l’obiettivo di fornire ai governi valutazioni scientifiche.

 

E per chi si ostina a dire che sporcare meno serve a poco e fa crollare l’economia, val la pena ricordare due dati: le politiche ambientali che noi europei abbiamo avviato per primi a partire dagli Anni ’90 hanno portato nella Ue una riduzione delle emissioni di CO2 del 37%. Nello stesso arco di tempo, si legge dai dati di Banca mondiale, il Pil è cresciuto del 68%.

GREEN DEAL - COMMISSIONE EUROPEA URSULA VON DER LEYEN - GREEN DEAL

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