TRA UN PO’ PARLEREMO CON GOOGLE (SENZA AVER PRESO LSD): PRONTA LA NUOVA VERSIONE “INTELLIGENTE” DEL MOTORE DI RICERCA

Federico Rampini per "La Repubblica"

Ha festeggiato i suoi quindici anni inaugurando un nuovo mestiere che sa di antico: la produzione industriale di telefonini sul territorio americano. Google vuole sedurre anche i suoi detrattori progressisti, con un'operazione di salvataggio-recupero della classe operaia. A Fort Worth, in Texas, ha inaugurato la prima fabbrica di smartphone interamente made in Usa: 2.500 colletti blu fabbricano centomila pezzi a settimana, sotto il marchio della controllata Motorola.

Un pezzo di reindustrializzazione, l'inversione di tendenza dopo i decenni delle delocalizzazioni verso l'Asia. «Google è questa cosa qui - dice il suo presidente Eric Schmidt - è un'azienda che vive di sfide e di scommesse. Tra le scommesse ce n'è una sul futuro manifatturiero dell'America. È un'iniziativa storica, che cambierà la percezione degli Stati Uniti». O forse un'altra geniale trovata di relazioni pubbliche.

All'età di un adolescente, sono tante le sfide che Google ha già vinto. Anche se i suoi fondatori Larry Page e Sergey Brin non hanno mai avuto il carisma di Steve Jobs, e neppure l'aureola da pionieri di Bill Gates, sul terreno dei risultati sono loro a schiacciare i rivali. Al compimento del suo 15esimo anno nessun'altra impresa hi-tech poteva esibire queste cifre: 290 miliardi di valore in Borsa, 57 miliardi di fatturato, 44.800 dipendenti.

Per quanto oggi faccia notizia soprattutto con iniziative avveniristiche molto lontane dalla sua vocazione - ricerche sulla longevità umana o Google Glass, auto che si guida da sola e riconoscimento della voce umana nell'interazione con i gadget digitali - la forza economica di quest'azienda rimane legata al suo dominio nei motori di ricerca.

Da quando a pochi anni dalla nascita sbaragliò tutti i predecessori, nomi consegnati alla preistoria come AltaVista, il motore di ricerca Google è diventato la nostra bussola su Internet, due terzi dell'umanità lo usano per orientarsi nel cyberspazio e puntare rapidamente al loro obiettivo. Perciò, anche la prossima vita di Google riparte da qui: un big bang che moltiplicherà la potenza, la duttilità d'uso, l'efficienza e l'utilità del motore di ricerca.

Per annunciarlo, l'azienda ha organizzato un "evento" nello stesso garage di Menlo Park, nella Silicon Valley californiana, dove Page e Brin crearono per la prima volta nel 1998 il loro motore di ricerca. La novità anche questa volta sta nell'algoritmo, cioè il meccanismo di base che guida le nostre ricerche online. Il nuovo algoritmo in codice di chiama Hummingbird - l'uccello tropicale colibrì, uno dei più minuscoli che esistono in natura, circondato da leggende sui suoi poteri magici dall'origine del creato, soprattutto nella tradizione azteca.

La missione di Hummingbird: riuscire a rispondere velocemente e in modo esauriente alle nostre richieste sempre più complesse, lunghe, articolate. Sotto la direzione del vicepresidente Amit Singhal, i giovani cervelli di Google stanno lavorando perché l'algoritmo "capisca" il linguaggio umano nella sua espressione spontanea, naturale, anche ambigua o confusa.

In un futuro prossimo, non dovremo più costringerci a semplificare il nostro pensiero, come facciamo oggi digitando nella casella del motore Google solo poche parole, o una frase ridotta a uno scheletro essenziale. Parleremo a Google come parliamo tra noi umani, con delle frasi vere, e "lui" coglierà sfumature, dettagli.

Le nostre ricerche saranno espresse come domande: «Quante volte l'America ha inviato militari in Medio Oriente? » (invece dell'esercizio attuale in cui siamo costretti a un linguaggio rozzo, accostando Usa+militari+ Medio Oriente). Queste innovazioni nell'algoritmo potranno convergere con il progresso nella comprensione della voce umana, nonché il traduttore automatico: tutti software già previsti in dotazione al Google Glass.

La palestra aziendale dove si lavora ai progetti più futuribili è la divisione Google X. Da quel settore è germinato appunto Google Glass, l'occhiale che in futuro potrebbe sostituire ogni computer e smartphone servendoci da "segretario universale", chiave d'accesso a tutto lo scibile umano, a tutte le funzioni di Internet (e che ho collaudato in anteprima mondiale per Repubblica a fine luglio).

Project Loon, altra creatura di questo laboratorio d'idee, userà dirigibili aerostatici per "trasmettere" banda larga e accesso Internet nelle regioni più remote del pianeta. Calico, è il nome della società che si cimenta con la rivoluzione della longevità e i suoi benefici potenziali, vuole spingerne la durata ben oltre i limiti attuali, fino a "giocare" con l'idea di una quasi-immortalità.

Page definisce questi progetti «lanci verso la luna». Un altro dirigente, Ram Shriram, che gestisce il ramo venture capital per investire in talenti nuovi all'esterno del perimetro aziendale, precisa che «non tutti i lanci verso la luna riescono, non è possibile che ciascuno di questi progetti diventi The Next Big Thing, ma qualcuno lo sarà». È il principio su cui funziona da decenni la Silicon Valley - devi tentare dieci volte, e fallire nove, per diventare il prossimo Steve Jobs - e Google ha le spalle abbastanza larghe per sopportare un ampio numero di insuccessi.

Le vittorie non si fanno desiderare neanche troppo. YouTube è diventato il più grande sito di video mondiale. Il software Android domina negli smartphone, con l'80 per cento della quota di mercato. Google Maps continua ad avere la leadership nel suo settore, e si sta evolvendo con la mappatura tridimensionale. Soprattutto, il business centrale di Google che rimane il suo motore di ricerca, continua ad avere tali margini di profitto da consentire ogni sorta di esperimento.

I primi quindici anni di vita sono stati all'insegna della raccolta d'informazione, i prossimi potrebbero avere come baricentro l'applicazione delle informazioni. Immaginarsi un incrocio delle app che usiamo sullo smartphone e su altri gadget, automobile inclusa: e all'ora in cui guidiamo dall'ufficio per tornare a casa un promemoria vocale ci ricorda che dobbiamo passare a ritirare i bambini dalla piscina, le camicie dalla tintoria, la cena pronta ordinata dal rosticciere. Il Gps guiderebbe da solo la vettura verso le destinazioni scelte. E questa è solo la più banale.

Nel sognare le sue sorti magnifiche e progressive, Google non dovrà preoccuparsi più di tanto per l'escalation di scandali sulla privacy degli utenti violata, saccheggiata. Ivi compresa la vicenda di Edward Snowden, le collusioni con i servizi d'intelligence della National Security Agency. I capi di Google fingono preoccupazione e abbozzano scuse, ma la storia (sia pur breve) del loro gruppo li ha resi cinici: chi ricorda ancora l'epoca in cui giurarono che mai e poi mai la pubblicità si sarebbe infiltrata nel motore di ricerca?

La Carta buonista di Google alle origini - «fare il bene» appare nella ragione sociale, nientemeno - ha conosciuto tali e tanti strappi, senza con questo alienare la clientela. È passato nell'oblìo il fatto che Gmail rapina quotidianamente informazioni dalle nostre email e le usa per scopi commerciali. Molto prima che scoprissimo il suo collaborazionismo con l'intelligence Usa, Google stava già usando a fini propri (pubblicità e marketing) l'immensa mole di informazione che raccoglie su ciascuno di noi.

All'orizzonte, l'unica minaccia vera che preoccupa Page e Brin è un'altra: la marginalità di Google nella sfera dei social network, di conseguenza il pericolo che anche i flussi pubblicitari possano essere dirottati verso altre piattaforme come Facebook e Twitter. Alla fine la torta pubblicitaria resta la posta in gioco nella battaglia fra questi giganti, e per conquistarla Google è pronta a intrufolarsi nelle nostre teste in modo sempre più invasivo, fino a quando la fantascienza di Minority Report ci sembrerà una favola per bambini a lieto fine.

 

GOOGLE GLASS PORN GOOGLE GLASS PORN IL COFONDATORE DI GOOGLE SERGEY BRIN INDOSSA I GOOGLE GLASS LARRY PAGE AL GOOGLE I-OI FONDATORI DI GOOGLE SERGEI BRIN E LARRY PAGE IL POSSIBILE COMPETITOR APPLE DEI GOOGLE GLASS APPLE VS GOOGLE google facebook

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…