CHIAMATE PONZELLINI AL 33522 - LA STRANA STORIA DEL CONTO INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE INIZIATIVE SOCIALI DI BPM: INDAGA BANKITALIA - DESTINATO A RACCOGLIERE SOLDI PER INIZIATIVE BENEFICHE (ANCHE GLI AIUTI AI TERREMOTATI) SU QUEL CONTO SONO “PASSATI” IN REALTA’ TITOLI DI STATO, AZIONI DI BLUE CHIP E DELLA STESSA POPOLARE DI MILANO - “TRANSITATI” QUASI 6 MILIONI DI EURO, SOLO UNA PARTE E’ ANDATA IN BENEFICENZA…

Laura Galvagni per "Il Sole 24 Ore"

Doveva essere un conto con finalità esclusivamente filantropiche. Sarebbe dovuto servire per finanziare le più disparate iniziative sociali. Ma evidentemente il mondo non ha sufficienti giuste cause da sposare. E così solo una parte dei denari depositati su quel conto è poi realmente stata dirottata su progetti benefici, il resto sarebbe stato investito in strumenti finanziari. È la misteriosa storia, che merita di essere raccontata, del conto numero 33522 della Banca Popolare di Milano.

Quel conto, intestato all'Associazione Iniziative e Attività Sociali di Bipiemme, sarebbe oggi oggetto, secondo quanto riferito da fonti sindacali, di un'approfondita indagine interna della banca. Al punto che la questione sarebbe stata affrontata in un recente consiglio di gestione, alla presenza, tra l'altro, di alcuni rappresentanti del consiglio di sorveglianza. Per capire le ragioni di tanta attenzione è il caso di ripercorrere a ritroso il percorso di quel conto che, nel corso degli ultimi dieci anni, ha visto transitare cifre assai rotonde, e complessivamente superiori ai 6 milioni di euro.

Va innanzitutto precisato che il contratto nazionale del settore credito da tempo prevede che gli importi delle eccedenze di cassa, trascorso il periodo di prescrizione ordinaria, vengano devoluti agli organismi aziendali di previdenza e di assistenza. Nel 1998 un accordo tra Bpm e le associazioni sindacali dell'istituto (non tutte ma solo le principali, ossia Fabi, Fiba, Fisac, Sindirigenti e Uil, mentre le altre sembra fossero all'oscuro dell'intera vicenda) ha stabilito di interrompere tutti i flussi che fino a quella data avevano alimentato il patrimonio di Garanzia del Fondo di Previdenza Bipiemme.

Contemporaneamente fu deciso di distribuire la consistenza tra gli associati del fondo e quindi di destinare i flussi futuri a iniziative sociali e all'uopo fu disposto di depositare le somme su un conto corrente aperto per lo scopo, all'epoca il numero 31060. Quattro anni dopo si scelse di rendere il progetto ancor più concreto. Nel 2002 venne infatti costituita, per opera in prevalenza di alcuni dirigenti sindacali e componenti della Associazione Amici della Bpm, l'Associazione Iniziative e Attività Sociali Bipiemme.


Del comitato direttivo entrarono a far parte come presidente Battista Botti, come vice presidente Eugenio Cerati e in qualità di consiglieri Roberto Garagiola, Franco Filettini e Vittorio Errani. Il primo atto del comitato direttivo fu quello di trasferire su un nuovo conto corrente, il 33522, intestato all'Associazione, quanto depositato sul precedente conto, quasi 3 milioni di euro, con l'obiettivo di perseguire gli scopi dichiarati nel '98 e ufficializzati nello statuto dell'Associazione. Ma con l'autorizzazione di chi? Le verifiche recenti non hanno riscontrato alcuna documentazione ufficiale, nè una disposizione aziendale, piuttosto che un nuovo accordo sindacale o una delibera consigliare, che giustifichi quel giroconto.

Dal 2002, in ogni caso, le eccedenze di cassa e di bancomat, sembra peraltro senza rispettare alcun termine di prescrizione con il rischio che i clienti tornino a batter cassa, cominciarono a depositarsi sul nuovo conto. Sul quale, peraltro, in occasioni particolari vennero parcheggiate anche somme spot legate a iniziative particolari. È il caso, per esempio, dei denari raccolti per l'emergenza del terremoto in Abruzzo. Anche la Bpm, come altre banche, si schierò al fianco dei terremotati e, in una riunione del consiglio di luglio 2009, il board della banca, allora presieduto da Massimo Ponzellini, stabilì di riservare alla causa, tra i soldi messi a disposizione dei dipendenti e quelli messi di tasca propria dall'istituto, 250 mila euro. In quel cda non si specificò, tuttavia, nulla rispetto alle modalità e ai destinatari del versamento.

Improvvisamente, però, sette mesi dopo le organizzazioni sindacali della Bpm avrebbero comunicato alla banca di aver deliberato il trasferimento di quei fondi sul conto 33522 in modo che l'Associazione potesse individuare gli interventi da promuovere sul territorio e quindi erogare le somme necessarie. Ponzellini, di proprio pugno, dispose l'accredito. Altrettanto si sarebbe cercato di fare la primavera scorsa dopo il terremoto in Emilia. In quell'occasione, però, non scattò alcun automatismo, anzi l'evento divenne l'input per promuovere un'indagine interna.

Indagine che, stando a quanto si apprende, avrebbe portato le prime linee dell'istituto a chiedere una rendicontazione completa dei movimenti avvenuti sul conto e delle erogazioni effettuate nel corso degli anni. Cifre e numeri che sarebbero stati forniti e che avrebbero portato alla luce alcuni elementi chiave. Le erogazioni avrebbero avuto principalmente carattere localistico e di "piccolo cabotaggio".

In cima alla lista dei destinatari figurerebbero infatti parrocchie, associazioni artistiche e musicali, associazioni benefiche di varia natura e poi anche alcune persone fisiche e pochi nomi ridondanti, giusto qualche Avis e qualche ospedale. Stranamente, però, invece che essere subito destinate alla beneficenza, buona parte delle risorse sarebbero state investite in una molteplicità di strumenti finanziari.

Non immediatamente liquidabili, e in alcuni casi assai rischiosi. In portafoglio figurerebbero titoli di stato, alcune azioni di importanti Blue Chip, titoli della stessa Bpm e una fetta del convertendo Bpm del 2009. L'ammontare di questi investimenti sarebbe di poco superiore ai 2,5 milioni di euro e non sembrerebbe particolarmente coincidente con le finalità sociali motore dell'Associazione. Un'associazione per lo più guidata dal comitato direttivo, le fonti sindacali hanno infatti spiegato che bastava la firma di tre rappresentanti per movimentare il conto.

A fronte di tutto ciò, ora pare che la banca abbia interrotto qualsiasi automatismo rispetto al deposito dei flussi e avrebbe anche chiesto la restituzione dei denari ancora presenti sul conto. Tuttavia al momento non risulta che ciò sia avvenuto. Mentre risulta che in questi giorni Banca d'Italia arriverà negli uffici della Bpm per un'ispezione. Possibile che questa vicenda possa dunque arrivare anche finire nel mirino della Banca d'Italia, che da alcuni giorni ha avviato una nuova ispezione sui conti della Popolare.

 

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