europa addio - hollande merkel renzi 0076

VASSALLI DELLA MERKEL - “O LA GERMANIA AUMENTA I CONSUMI INTERNI, OPPURE FRANCIA ED ITALIA CONDANNATE AD UNA STAGNAZIONE SEMI-PERMANENTE” - E’ LA PREVISIONE DI MARTIN WOLF, COMMENTATORE PRINCIPE DEL FINANCIAL TIMES - IL RISCHIO REFERENDUM SULLA STABILITA’ DI GOVERNO

 

Federico Fubini per il Corriere della Sera

 

MARTIN WOLFMARTIN WOLF

A giudicare da come ricorre ai superlativi, cinismo e indifferenza non fanno parte della vita di Martin Wolf. Nato a Londra da una madre olandese e da un padre drammaturgo austriaco entrambi sfuggiti all' Olocausto, Wolf si è avvicinato all' economia da ragazzo perché era certo che fosse stata la Grande depressione a causare la Seconda guerra mondiale.

 

Oggi che ha settant' anni e da venti è il capo dei commentatori e direttore associato del «Financial Times», Wolf non ha cambiato idea sui danni che può provocare - anche in Italia - quella che lui vede come la cecità dei leader europei.

 

I referendum sulla Brexit e quello italiano sono diversi. Lei vede anche dei paralleli?

 

«Il più evidente è che i referendum sono enormi scommesse. I politici si sono abituati a usarli per risolvere le questioni difficili. Ma loro possono decidere il quesito, non il modo in cui gli elettori lo capiranno. Alcuni possono votare per ragioni che hanno a che fare con la domanda sulla scheda, anche se magari malinformati. Molti altri invece rispondono a domande diverse: se sono felici, se sono soddisfatti del governo, se trovano Matteo Renzi o David Cameron simpatici, se hanno fiducia. Diventa un referendum sulla politica, sui leader, sullo stato dell' economia».

BREXITBREXIT

 

Questo facilita o complica le consultazioni?

 

«Diventa tutto imprevedibile. E la risposta può avere un impatto politico molto grande. Brexit lo ha. In modo simile un No o un Sì avranno conseguenze enormi in Italia e potrebbero destabilizzare il sistema politico e l' economia».

 

Prima del referendum si sentivano profezie su un disastro finanziario immediato in Gran Bretagna, che poi non si è visto. Non sarà così anche per l' Italia?

theresa may  theresa may

 

«La robustezza dell' economia britannica mi ha sorpreso, ma la prevista caduta della sterlina c' è stata e imporrà ai britannici una sostanziale riduzione di reddito in termini reali. L' ottimismo è finito in ghiacciaia».

 

E l' Italia?

 

«La situazione è diversa».

 

Intende dire che il Paese va alle urne in una condizione economica più fragile?

 

«È così, per ragioni evidenti. La recessione è durata molto di più e la fiducia è molto bassa. Il significato economico di questo referendum in sé è piccolo; un No non cambierebbe niente di fondamentale in Italia, se non per il fatto che solleverebbe interrogativi sulla stabilità politica e questo può diventare importante per l' economia. Lo abbiamo visto nel 2011, con le domande su cosa stava succedendo al governo di Silvio Berlusconi e chi ne avrebbe preso il posto. Se ci si inizia a chiedere se l' Italia sia entrata in una fase di disgregazione o se ha un vero e proprio governo, allora il Paese non riuscirà a far funzionare le sue politiche. Poi c' è un grosso rischio legato al sistema bancario. La gente potrebbe concluderne che l' Italia è nei guai».

 

Teme che questi dubbi potrebbero allontanare gli investitori?

 

renzi referendum costituzionalerenzi referendum costituzionale

«Potrebbero, sì. Potrebbero anche creare un po' di fuga di ricchezza italiana. La gente si chiederebbe cosa sta per succedere e alcuni potrebbero convincersi a lasciare l' Italia, se vedono che il Paese non riesce a risolvere i suoi problemi decentemente».

 

Qual è il giudizio all' estero su Matteo Renzi?

 

«All' estero, almeno, questo premier è stato visto come il primo politico popolare che ha una plausibile agenda di riforme, e l' Italia ha davvero molto bisogno di riforme. La percezione, da fuori, è che non c' è un vero sostituto di Renzi. Dunque se lui perdesse e sparisse, la conclusione sarebbe che il sistema politico non è in grado di cambiare il Paese e il consenso dei cittadini per farlo non esiste».

 

matteo renzi alla borsa italianamatteo renzi alla borsa italiana

Con quali conseguenze?

 

«Ciò può portare all' estero a un pessimismo davvero notevole sull' Italia, sulla sua capacità di tornare economicamente vitale e di fare della sua partecipazione all' euro un successo. Parliamo di un Paese che in questo secolo non è ancora cresciuto».

 

Lei critica da tempo l' architettura dell' euro, ma Spagna e Irlanda sono decisamente uscite dalla crisi e i tassi d' interesse sono scesi in tutta l' area .

 

RAJOYRAJOY

«Per me i problemi restano. Italia, Portogallo e Grecia non si sono riprese, Irlanda e Spagna sì. Ma queste ultime avevano già prima una dinamica migliore e hanno affrontato con più decisione i loro problemi dopo. C' è poi un problema più generale: una cronica mancanza di domanda nell' economia, e nessuna politica per generarla. In termini reali la domanda nell' area euro è ancora sotto a dov' era prima della crisi, un dato impressionante».

 

DRAGHI  HANDELSBLATTDRAGHI HANDELSBLATT

Da cosa dipende questa debolezza di consumi e investimenti?

 

«La Bce con Mario Draghi è stata molto determinata nel cercare di riattivarli, con qualche successo. Ma la domanda manca nei Paesi colpiti dalla crisi e manca nei Paesi del nucleo duro, che puntano tutto sull' export. Così l' Italia non può generare la crescita necessaria: non ha spazio per farlo con il deficit, mentre recuperare competitività riducendo i prezzi interni implicherebbe anni e anni di deflazione e recessione».

 

La Germania dovrebbe fare di più per spendere e investire?

 

«O lo fa, oppure voi francesi e italiani siete bloccati non nella miseria, ma in una stagnazione semi-permanente. La disoccupazione resterebbe alta e i giovani e i più capaci lascerebbero il Paese, rendendo i problemi di bilancio anche peggiori, perché l' Italia soffre di un estremo problema demografico che la Francia non ha. L' economia tornerebbe ai livelli del 2010 forse nel 2024. Mi pare un incubo».

 

Nel 2012 lei pensava che l' euro fosse finito e non è stato così. Perché questo pessimismo ora?

 

renzi merkel hollande    renzi merkel hollande

«Capisco l' impegno politico sul progetto, è fortissimo. Ma Draghi non può risolvere tutti i problemi da solo. Mi chiedo se grandi Paesi come l' Italia o la Francia possano sopportare sul piano politico e sociale questa stagnazione semi-permanente. A un certo punto, non so quando, un sistema sotto pressione salta. Quando s' innesca, una crisi di fiducia può diffondersi molto in fretta».

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…