LE BANCHE CINESI RISCHIANO IL CRACK? VELINE DI REGIME AI MEDIA: “INSABBIATE LE NOTIZIE SULLA CRISI DI LIQUIDITA'”

Matteo Cavalliti per Ilfattoquotidiano.it

Le banche cinesi soffrono una crisi di liquidità senza precedenti. Ma per le massime autorità di Pechino sembra esserci oggi un'ulteriore grande preoccupazione: impedire che la notizia venga enfatizzata eccessivamente. Lo si deduce dal contenuto di una circolare governativa inviata ai principali media del Paese nella quale si chiede (ovvero si ordina) in modo esplicito di evitare di fare troppa pubblicità alla "cosiddetta contrazione della liquidità" e di diffondere al contrario un'immagine più rassicurante di un sistema finanziario solido e niente affatto a corto di finanziamento.

Il messaggio è stato inviato inizialmente la scorsa settimana, ma gli osservatori stranieri ne sono venuti a conoscenza soltanto dopo che il Financial Times è riuscito a ottenere una copia della missiva.

"I media devono riferire e spiegare che i nostri mercati hanno la garanzia di avere liquidità sufficiente e che la nostra politica monetaria è solida non restrittiva" si legge in uno stralcio del documento governativo diffuso dal quotidiano della City. "I mezzi d'informazione - prosegue la lettera - devono riportare in pieno gli aspetti positivi della nostra attuale situazione economica sostenendo la fiducia del mercato".

Infine, chiedono le autorità, gli stessi media "devono orientare positivamente l'opinione pubblica e dare spiegazioni pronte, accurate e con toni positivi, in merito alle misure assunte e alle informazioni ricevute dalla Banca Centrale".

Fin qui, verrebbe da dire, nulla di strano. Quello cinese, in fondo, è pur sempre un regime autoritario e l'esercizio del controllo governativo sui media non è certo motivo di stupore. Solo che, nota ancora il Financial Times, le veline del partito rappresentano magari una costante per la stampa in generale ma sono piuttosto rare per i media finanziari del Paese.

L'attenzione riservata nell'occasione a questi ultimi, verrebbe quindi da aggiungere, potrebbe evidenziare una profonda e insolita preoccupazione da parte delle autorità cinesi chiamate a fronteggiare una situazione che, almeno fino a un paio di settimane fa, aveva tutto l'aspetto di un'emergenza conclamata.

Il panico ha iniziato a diffondersi lo scorso 20 giugno quando le banche del Paese si sono trovate a far fronte a un'improvvisa carenza di liquidi. Le casse, insomma, sono rimaste momentaneamente semivuote e i tassi interbancari, cioè gli interessi caricati dagli istituti nei reciproci finanziamenti, sono saliti alle stelle (il tasso overnight è passato dal 10 al 25% tra il 19 e il 20 giugno). Un chiaro segnale di come gli istituti fossero ormai terrorizzati all'idea di prestarsi denaro tra loro, più o meno lo stesso sentimento manifestato dalle banche americane nel settembre 2008, all'epoca del crack della Lehman.

L'iniziale rifiuto della banca centrale di intervenire aveva fatto temere il peggio, ma il successivo cambio di rotta annunciato il 26 giugno con la promessa di mettere in campo finanziamenti in caso di necessità ha contribuito a riportare la calma. I problemi endemici, tuttavia, sono lontani dall'essere risolti.

Il fatto è che la Cina sconta almeno tre limiti sostanziali. Il primo è che la crescita sta rallentando (7,5% nel 2013 secondo Fitch contro l'8% ipotizzato dalla stessa agenzia di rating nel marzo scorso) con il rischio di far inceppare i meccanismi più deboli del sistema. Il secondo è che la bolla immobiliare in atto ormai da anni ha alimentato una diffusione incontrollata del credito passato, ha ricordato nelle scorse settimane la stessa Fitch, dai 9 trilioni di dollari del 2008 ai 23 odierni, una crescita ben superiore a quella della stessa economia cinese (nell'ultimo quinquennio il rapporto credito/Pil, è passato infatti dal 125% al 200%).

Il terzo aspetto è dato infine dalla scarsa trasparenza del sistema bancario, caratterizzato da una miriade di agenzie di credito più o meno informali e scarsamente regolamentate. E' la vecchia e sempre attuale storia dello shadow banking, quel fenomeno che il governo vorrebbe da tempo arginare ma che forse è ormai definitivamente fuori controllo.

Alla fine del 2011 le autorità di Pechino valutavano il sistema bancario ombra locale in 240 miliardi di dollari, China Union Pay, l'associazione bancaria delle carte di credito cinesi, ipotizzava una cifra circa 9 volte superiore. Lo scorso mese di maggio, JP Morgan ha alzato la stima a quasi 6 trilioni di dollari.

 

CINA RENMINBI

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…