il terzino e il duce cover fini desario fulloni

“OGGI C’È L’ANTISEMITISMO. IN MINIMA PARTE HA UNA MATRICE NAZIFASCISTA MA È ALIMENTATO DA CHI RITIENE CHE ISRAELE SIA LA CAUSA DI QUELLO CHE STA ACCADENDO A GAZA E DELL’IMPOSSIBILITÀ DI TRADURRE IN FATTI LA SOLUZIONE DEI DUE POPOLI, DUE STATI” – GIANFRANCO FINI, ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL TERZINO E IL DUCE” DI ALESSANDRO FULLONI CON IL DIRETTORE DELL’ADNKRONOS, DAVIDE DESARIO PARLA ANCHE DEL CENTROSINISTRA: “CI SI PUÒ ANCHE METTERE TUTTI INSIEME CONTRO LE DESTRE MA POI SI DURA POCO. SERVE UN PROGETTO. IL CENTROSINISTRA NON HA TROVATO IL MODO DI STARE IN CAMPO NÉ L’ALLENATORE. È UN PROBLEMA DI CONTENUTI”

Da adnkronos.com

 

gianfranco fini

“Torna il fascismo? Quando si è disperatamente alla ricerca di argomenti per delegittimare l’avversario si arriva a dire anche questo… ma è una cosa che fa ridere e fa ridere anche chi la dice perché sa che non è vero”. Così Gianfranco Fini alla presentazione del libro ‘Il terzino e il Duce’ di Alessandro Fulloni con il direttore dell’Adnkronos, Davide Desario.

 

“Il centrosinistra? Ci si può anche mettere tutti insieme contro le destre - continua l'ex presidente della Camera e ministro - ma poi si dura poco. Serve un progetto. Il centrosinistra non ha trovato il modo di stare in campo né l’allenatore. È un problema di contenuti”.

 

“Antisemitismo? Oggi c’è l’antisemitismo. Ha una matrice nazi fascista? In minima parte. È alimentato da Santa Romana Chiesa? No. È alimentato da chi, anche in buona fede, ritiene che Israele sia la causa non solo di quello che sta accadendo a Gaza ma anche dell’impossibilità di tradurre in fatti la soluzione dei ‘due popoli, due stati’”, continua. Ma i massacri, sottolinea Fini, “sono sempre conseguenza delle guerre, una guerra che per Israele è integralmente di difesa”.

 

"La reazione degli italiani alle leggi razziali? C’è stata una reazione? La domanda forse è questa. Non si aveva la più pallida idea di cosa significasse realmente. Non c’era la libertà di stampa”, continua l'ex An.

 

il terzino e il duce cover

 

'IL TERZINO E IL DUCE', ALESSANDRO FULLONI RACCONTA LA VITA DI ERALDO MONZEGLIO

Da adnkronos.com

 

"Lasciai Brescia per Milano nel 1936 e nel 1941 passai alla Juve. Poi la guerra spazzò via anche il calcio. Sfollato ad Alba con i bianconeri, venni arrestato dai fascisti e condannato a morte perché accusato di fornire armi ai partigiani... Le settimane passavano nell'attesa di una fucilazione annunciata alla quale riuscii a scampare per miracolo".

 

Sono parole di Giuseppe Peruchetti, portiere, salvato quando tutto sembrava pronto per l'esecuzione da un altro calciatore, Eraldo Monzeglio, terzino, a lungo schierato con il Fascismo e uomo di fiducia del Duce. E' lui il protagonista del libro di Alessandro Fulloni 'Il terzino e il duce' (Solferino), in cui il giornalista del Corriere della Sera ricostruisce la vita di un uomo capace di "una incredibile sgroppata sull'out", da Benito Mussolini a Ferruccio Parri. Una specie di terzino fluidificante, si direbbe oggi: "un po' in difesa con il Duce, un po' in attacco con la Resistenza".

pozzo monzeglio meazza ferrari

 

L'intreccio fra calcio e storia è il filo conduttore della biografia di un protagonista dimenticato, che Fulloni scrive utilizzando i ferri del mestiere del cronista: documenti, tanti, scovati negli archivi e messi pazientemente uno accanto all'altro, e testimonianze raccolte per costruire un'inchiesta accurata e appassionata.

 

Dal campo, con le vittorie ai mondiali del '34 e del '38, ai passaggi più controversi dell'ascesa e del declino del regime, con le leggi razziali a fare da sfondo. A Monzeglio, ricostruisce Fulloni, la persecuzione degli Ebrei parve gettare un'ombra cupa sui trionfi della Nazionale. Anche perché, secondo Eraldo, "proprio quelle due vittorie mondiali, soprattutto quella del 1938, avevano fortificato in Mussolini la convinzione che dovesse accelerare con quelle leggi criminali".

eraldo monzeglio

 

 

Sempre al centro della storia, prima da una parte e poi dall'altra. "Fu Eraldo Monzeglio ad accompagnare Edda Ciano al carcere veronese degli Scalzi nella notte in cui lei consegnò a Galeazzo Ciano, suo marito, il cianuro che lui aveva chiesto per uccidersi...". Il ricordo del novantasettenne Claudio Cimnaghi, emerso dalle lunghe ore di colloquio nella sua casa non lontana dal Lago di Como, tra la cattedrale di Santa Maria Assunta e la strada belvedere che si snoda verso Bellagio, è nitido e categorico, scrive Fulloni.

 

Un rapporto riservato del controspionaggio del Corpo volontari della libertà (il coordinamento militare dei partigiani), datato primo novembre 1944, elenca il cognome del calciatore in una lista, estesa in tutto il Nord Italia, di una sessantina di 'agenti del nemico'.

 

eraldo monzeglio con la maglia del bologna regge il pallone

Monzeglio, ricostruisce Fulloni, era segnalato a Como e le sue generalità erano le uniche, tra quei repubbichini, evidenziate con un lapis rosso. Un 'fascista most wanted', insomma. Ma poi qualcosa evidentemente cambiò, grazie al calcio. Secondo Antonio Ghirelli, ex partigiano assai informato, "in quei giorni dell'insurrezione Eraldo scampò a morte certa grazie al grande prestigio sportivo di cui godeva presso i partigiani del comasco".

davide desario alessandro fulloni gianfranco fini 45

 

Calcio e ferite della storia che continuano a intrecciarsi fino alla fine della biografia. Quando Monzeglio è diventato allenatore e un suo giocatore, Bacchetti gli chiede: "Mister, a Brescia raccontavano che lei fosse stato fino all'ultimo a Salò con Mussolini. Ma il Peruchetti, partigiano come me, mi ha detto che lei è un uomo perbene e che, anzi, lui le deve la vita perché lei l'ha salvato dalla condanna a morte dei fascisti. E' vero?".

 

 

E' un cerchio che si chiude. In un racconto che scrive il romanzo di una vita. Dai Mondiali del 1934 ai misteri di Salò, come recita il sottotitolo del libro di Alessandro Fulloni.

davide desario alessandro fulloni gianfranco finidavide desario alessandro fulloni gianfranco fini 56alessandro fullonibenito mussolini con famiglia e monzeglio courtesy famiglia mussolini:edda negri mussolinialessandro fulloni davide desariobenito mussolini con la racchetta da tennis courtesy pasquale chessadavide desario alessandro fulloni gianfranco fini 15davide desario alessandro fulloni gianfranco fini 1davide desario alessandro fulloni gianfranco fini 67

 

 

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...