LA CANNES DEI GIUSTI - TRA LE PERLE DI “CANNES CLASSICS”, BRILLA IL RESTAURO DI UN FILM DIMENTICATO CHE, NEL 1969, FU UNO STREPITOSO SUCCESSO, “METTI, UNA SERA A CENA” DI GIUSEPPE PATRONI GRIFFI - E’ VENUTO A PRESENTARLO A CANNES DARIO ARGENTO, COSCENEGGIATORE DEL FILM - IL FILM NASCEVA DA UNA COMMEDIA POPOLARISSIMA E SCANDALOSA, CON UNA SESSUALITÀ DECISAMENTE PIÙ APERTA DEL SOLITO: NON TANTO I TRADIMENTI, MA I RAPPORTI A TRE NON ERANO ANCORA COSÌ ABITUALI - È UN PO’ PESANTONE. NON TUTTO FUNZIONA, MA VA VISTO NEL CONTESTO GENERALE DEL 1968-70, TRA “C’ERA UNA VOLTA IL WEST”, “IL CONFORMISTA” E “INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO”, TUTTI DISTRIBUITI DALLA EURO, TUTTI MUSICATI DA MORRICONE. AVEVAMO UN GRANDE CINEMA…
Cannes 2026. Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi
Marco Giusti per Dagospia
Tra le perle di Cannes Classics, brilla il restauro di un film davvero dimenticato che allora, nel 1969, fu uno strepitoso successo, “Metti, una sera a cena” (attento a mettere la virgola bene, per dare senso alla frase…), opera seconda del commediografo napoletano Giuseppe Patroni Griffi, mai davvero a suo agio nel cinema.
E’ venuto a presentarlo a Cannes Dario Argento, che fu il cosceneggiatore del film assieme a Patroni Griffi.
Proprio Dario Argento ha ricordato che fu Sergio Leone, per il quale aveva scritto assieme a Bernardo Bertolucci il soggetto di “C’era un volta il West”, a fare il suo nome per scrivere il film, che fu alla fine l’ultimo della sua fase di sceneggiatore, visto che subito dopo iniziò il suo cinema da regista.
Va detto che il restauro ci riporta intatto un film che non vedevamo in buono stato da anni, con al fotografia meravigliosa di Tonino Delli Colli, che aveva girato anche “C’era una volta il West”, prodotto da Bino Cicogna. Qui produttori sono Marina Cicogna e Giovanni Bertolucci, cugino di Bernardo.
La prima portò nel film Florinda Bolkan, il secondo portò invece sia qui che nel successivo “Il conformista” il protagonista, Jean-Louis Trintignant, e Franco “Kim” Arcalli, mitico montatore degli anni ’60 che ebbe un ruolo importante nella ricostruzione alla moviola dei due film che devono a lui, si disse, molto del loro successo.
Perché fu Kim a smontare la linearità dei due film e a ricostruirli con mille flash-back. La lavorazione di “Metti una sera a cena” non credo sia stata una cosa facile.
Il film nasceva da una commedia popolarissima e scandalosa al tempo portata in scena per due anni di seguito dalla Compagnia dei giovani con Romolo Valli, Rossella Falk, Elsa Albani, Carlo Giuffré e Umberto Orsini nella parte di Ric, che apriva a una sessualità decisamente più aperta del solito. Cosa che si ritroverà nel film. Non tanto i tradimenti, ma i rapporti a tre non erano ancora così abituali.
Il cast vede Jean-Louis Trintignant, Florinda Bolkan, che aveva lavorato solo un anno prima in un film con Trintignant, “Il ladro di crimini”, Annie Girardot, Tony Musante e Lino Capolicchio come Ric.
Tony Musante venne aggiunto quando dette forfait Gian Maria Volonté, che non ci si ritrovava proprio in questo contesto di commedia borghese con tradimenti tra intellettuali. Musante aveva appena girato con Franco Nero “Il mercenario” di Sergio Corbucci.
Passò dallo spaghetti western i in Almeria alle scene erotiche con la Bolkan. Strepitosa la musica di Ennio Morricone, che, mi disse tanti anni fa Gabriella Cristiani, seguì le impostazioni musicali che gli aveva dato Arcalli che aveva il montaggio in testa.
Se musica, montaggio, fotografia, scene e costumi di Giulio Coltellacci sono ancora uno splendore, il film, esattamente come lo era allora, è un po’ pesantone.
Non tutto funziona. Anche perché Patroni Griffi ha voluto metterci di tutto, Vittorio Caprioli produttore, una meravigliosa Milly che canta, un “Sei personaggi in cerca d’autore” con Mariano Rigillo, Adriana Asti, Ferdinando Scarfiotti, Titina Maselli, Enrica Bonaccorti, un party in camerino dove passano amici del tempo.
Ma va visto in un contesto generale di grande cinema del 1968-70, tra “C’era una volta il West”, “Il conformista” e “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, tutti distribuiti dalla Euro, tutti musicati da Morricone. Avevamo un grande cinema.
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