cole thomas allen

COME HA FATTO COLE THOMAS ALLEN AD AVVICINARSI A TRUMP CON UN FUCILE, UNA PISTOLA E DIVERSI COLTELLI? - L'ATTENTATORE HA ELUSO I CONTROLLI PRENOTANDO UNA CAMERA ALL'HOTEL HILTON DI WASHINGTON, DOVE SI TENEVA LA CENA DI GALA DEI CORRISPONDENTI ALLA CASA BIANCA - ARRIVANDO LA SERA PRIMA NELL'EDIFICIO, IL 31ENNE HA EVITATO LE ISPEZIONI PRELIMINARI IMPOSTE A CHIUNQUE DOVEVA PARTECIPARE ALL'EVENTO - COLE THOMAS ALLEN NON SI È RIUSCITO AD AVVICINARSI AL PRESIDENTE, MA HA SPARATO UN COLPO CONTRO UN AGENTE DEL SECRET SERVICE (CHE SI E' SALVATO GRAZIE AL GIUBBOTTO ANTIPROIETTILE)

LA NOTTE ALL’HILTON E LE ARMI IN CAMERA COSÌ L’ATTENTATORE HA ELUSO I CONTROLLI

Estratto dell'articolo di Guido Olimpio per il "Corriere della Sera"

 

ATTENTATO A DONALD TRUMP ALLA CENA CON I CORRISPONDENTI - COLE THOMAS ALLEN

La volpe era già nel pollaio. Anzi ci ha dormito pernottando in una delle stanze del Washington Hilton: così Cole Allen è riuscito a portarsi dietro le armi che voleva usare nell’attacco.

 

Un fucile, una pistola, diversi coltelli. E in questo modo ha evitato i primi filtri imposti a chiunque doveva partecipare alla cena di gala con Donald Trump. Una scelta, quella dell’attentatore, che ha sfruttato la tradizione.

 

L’hotel è da decenni la sede ufficiale del ricevimento dei giornalisti, un edificio imponente, accessibile per chiunque. Anche se nel corso del tempo — e in particolare dopo gli spari contro Ronald Reagan nel marzo 1981 — sono state adottate delle contromisure. Il presidente ha a disposizione una suite, scale e ascensori dedicati, la sua limousine blindata dispone di un accesso speciale, esistono aree riservate alla sicurezza.

 

Lo scudo è composto in chiave difensiva dagli agenti della scorta mentre gli elementi del Cat (Counter Assault Team), l’unità d’assalto del Secret Service, sono pronti a contrattaccare l’eventuale aggressore. In occasione di ogni evento presidenziale viene creato un perimetro a cerchi concentrici.

 

ATTENTATO A DONALD TRUMP ALLA CENA CON I CORRISPONDENTI - COLE THOMAS ALLEN

Quello più esterno è garantito dalla polizia, da guardie locali e dovrebbe avere un canale di comunicazione con il Secret Service. In occasione dell’attentato di Butler in Pennsylvania, quando The Donald rimase ferito di striscio ad un orecchio, erano emersi buchi nella rete, scarso coordinamento e la pericolosa routine che tende a sottovalutare i pericoli.

 

Nell’azione di sabato Cole Allen ha superato probabilmente il primo livello prenotando una camera nell’albergo ed ha risolto un problema logistico importante. Quello delle armi. C’è però da chiedersi se qualcosa non ha funzionato nelle verifiche interne dell’Hilton. [...]

 

ATTENTATO A DONALD TRUMP ALLA CENA CON I CORRISPONDENTI - COLE THOMAS ALLEN

 

Allen, una volta dentro, ha atteso il momento più propizio, quando gli ospiti erano già seduti e le «sentinelle» più rilassate. Un video lo mostra correre attraverso un checkpoint cogliendo di sorpresa alcuni agenti che sono costretti a inseguirlo.

 

Non farà molta strada perché sarà intercettato. Tuttavia, è riuscito ad aprire il fuoco colpendo un poliziotto, protetto però dal giubbotto antiproiettile. Potevano certamente esserci conseguenze più gravi.

 

Dopo le prime detonazioni, nel salone della festa c’è stato sconcerto. Sempre le immagini mostrano Melania guardare verso il fondo, poi si attiva il cerchio di tutela ravvicinato. Alcuni agenti circondano il presidente e lo portano via mentre un altro si piazza davanti al tavolo. La concitazione è alta, Trump cade. Intanto irrompono diversi «operatori», con fucili d’assalto, pronti a fronteggiare una nuova minaccia. Uno fende la penombra con il raggio di una torcia.

 

ATTENTATO A DONALD TRUMP ALLA CENA CON I CORRISPONDENTI - COLE THOMAS ALLEN

Il Secret Service ha precisato di aver creato una sorta di zona cuscinetto tra il palco, dove sedevano le principali autorità, e la platea. Inoltre, alla parte frontale del tavolo erano state aggiunte piastre blindate. Un’ulteriore precauzione dettata anche dai precedenti episodi che hanno avuto come bersaglio The Donald.

 

Dopo l’imboscata del cecchino a Butler, con il Secret Service finito sotto accusa, c’è stata una revisione dei protocolli. Era stata anche considerata la possibilità di evitare comizi all’aperto perché complicati da sorvegliare. Solo che è impossibile garantire una «bolla di sicurezza» perfetta, specie per un personaggio come Trump, ed inoltre l’attacco questa volta si è verificato «al chiuso», anche se il presidente non era certo a portata di tiro. [...]

 

ATTENTATO A DONALD TRUMP ALLA CENA CON I CORRISPONDENTI - COLE THOMAS ALLEN

 

IL MANIFESTO DI COLE INSEGNANTE MODELLO "IO, ASSASSINO GENTILE"

Estratto dell'articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

 

Cole Tomas Allen appariva, in chi lo conosceva, come uno dei tanti giovani professionisti anonimi della California suburbana: istruito, brillante, esperto di matematica, scienze e biologia, socialmente ordinario.

 

Eppure, dietro quella facciata di normalità americana, gli investigatori stanno cercando di capire come un uomo in apparenza integrato possa aver attraversato gli Stati Uniti, armato fino ai denti, per compiere un gesto di violenza politica nel cuore della capitale.

 

ATTENTATO CONTRO DONALD TRUMP A WASHINGTON - RICOSTRUZIONE

Dieci minuti prima di sparare all'Hilton di Washington, dove era in corso la cena di gala dei corrispondenti della Casa Bianca, Allen ha inviato ai familiari un manifesto, in cui si era definito «assassino federale gentile». «Porgere l'altra guancia quando è qualcun altro a subire l'oppressione non è un comportamento cristiano, ma complicità con i crimini dell'oppressore», ha scritto, secondo il New York Post.

 

«Non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani con i suoi crimini», ha aggiunto, in quello che appare un riferimento al presidente Donald Trump. Allen ha ironizzato sulla «folle» mancanza di sicurezza al gala, spiegando che agenti iraniani avrebbero potuto introdurre un arsenale ben più devastante.

 

«Nessuno se ne sarebbe accorto. Quello che ho notato entrando nell'albergo è stato il senso di arroganza. La sicurezza era tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti. Nessuno ha pensato a cosa poteva succedere se qualcuno effettuava il check-in il giorno prima. Insomma, un livello di incompetenza folle che spero venga corretto per quando questo Paese avrà una leadership competente», ha aggiunto. [...]

ATTENTATO A DONALD TRUMP ALLA CENA CON I CORRISPONDENTI - COLE THOMAS ALLEN

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