ADDIO ALLA TERRA (DEI FUOCHI): È MORTO A 72 ANNI IL BOSS PENTITO CARMINE SCHIAVONE - FU LUI A RIVELARE LO SVERSAMENTO DEI RIFIUTI TOSSICI IN CAMPANIA

carmine schiavonecarmine schiavone

 

1.MORTO BOSS PENTITO DEI CASALESI CARMINE SCHIAVONE

 (ANSA) - E' morto nella sua abitazione nel Viterbese Carmine Schiavone, ex boss dei Casalesi, a lungo collaboratore di giustizia. La causa del decesso sarebbe un infarto. Da alcuni anni era uscito dal programma di protezione per i pentiti. Fecero scalpore le sue dichiarazioni sul traffico e l'interramento dei rifiuti tossici nella Terra dei fuochi.

 

2.SCHIAVONE: NIPOTE, MORTO PER CAUSE NATURALI

 (ANSA) - Carmine Schiavone "è morto per cause naturali, per un arresto cardiaco". A riferirlo è il nipote che ha confermato il ricovero in ospedale a causa di una caduta. "Il decesso, però - ha precisato -, è dovuto a cause naturali non alla caduta". Al momento non si hanno informazioni sui funerali dell'ex boss dei Casalesi, per i quali bisognerà comunque attendere l'esame dell'autopsia, il cui incarico sarà affidato domani.

 

carmine schiavonecarmine schiavone

3.SCHIAVONE; CAFIERO DE RAHO, COLLABORAZIONE FONDAMENTALE

 (ANSA) - “La collaborazione di Carmine Schiavone fu fondamentale perchè fu il primo esponente del clan che ha aperto uno squarcio sul sistema criminale creato dai Casalesi e l?unico che davvero ci ha aiutato capire una realtà in cui accanto alla forza militare c'era una rilevante forza economico-imprenditoriale". Lo afferma il Procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, che nel 1993 raccolse le dichiarazioni di Schiavone e sostenne l'accusa nel maxi-processo "Spartacus" contro i Casalesi.

 

 boss Francesco Schiavone boss Francesco Schiavone

"Fino a quel momento ? afferma De Raho ? ci era sconosciuto il sistema imprenditoriale realizzato dai Casalesi. Poi scoprimmo una realtà in cui il clan riusciva a controllare ogni attività economica del Casertano, in particolare l'edilizia; lo faceva attraverso il Consorzio del calcestruzzo che Schiavone (proprietario egli stesso di un?azienda di calcestruzzo) aveva contribuito a creare. Controllando la distribuzione del cemento il clan poteva conoscere ogni luogo dove avvenivano opere edilizie e intervenire con proprie imprese. Poi vennero le rivelazioni choc sui rifiuti".

 

4.SCHIAVONE: 'BUSINESS RIFIUTI FARÀ MORIRE TUTTI IN 20 ANNI'

Nicola Schiavone jpegNicola Schiavone jpeg

 (ANSA) - NAPOLI, 22 FEB - Il traffico e l'interramento dei rifiuti in provincia di Caserta era un affare da 600-700 milioni di lire al mese, che ha devastato terre nelle quali, visti i veleni sotterrati, si poteva immaginare "che nel giro di vent'anni morissero tutti". Parole che mettono i brividi quelle pronunciate nel 1997 dal pentito dei casalesi Carmine Schiavone - morto oggi nella sua abitazione del Viterbese - davanti alla Commissione ecomafie, in una audizione i cui verbali furono desecretati nel 2013.

 

La sentenza senza appello pronunciata dall'ex boss riguardava tanti centri del Casertano, "gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e cosi' via, avranno, forse, venti anni di vita". Rifiuti radioattivi "dovrebbero trovarsi in un terreno sul quale oggi ci sono le bufale e su cui non cresce piu' erba", raccontava Schiavone. Fanghi nucleari, riferiva, arrivavano su camion provenienti dalla Germania. Nel business del traffico dei rifiuti, secondo il pentito, erano coinvolte mafia, 'ndrangheta e Sacra Corona Unita.

FEDERICO CAFIERO DE RAHO FEDERICO CAFIERO DE RAHO

 

5.SCHIAVONE: SUE DICHIARAZIONI PORTARONO A 136 ARRESTI

 (ANSA) - Carmine Schiavone, l'ex boss dei Casalesi morto oggi a 72 anni, aveva iniziato a collaborare con la giustizia nel 1993. Le sue deposizioni furono determinanti per il maxiblitz che portò a 136 arresti di affiliati al clan, operazione da cui derivò il processo ''Spartacus''. Anche qui le dichiarazioni di Schiavone furono al centro delle accuse. Al termine del processo furono condannati il cugino Francesco Schiavone detto Sandokan, Michele Zagaria e Francesco Bidognetti, ritenuti la cupola del clan. Con loro furono condannate altre 30 persone.

 

Finito il programma di protezione, Schiavone si era trasferito con la moglie e i figli nella Tuscia, in una casa nei paraggi del lago di Vico, dove è morto. Il suo nome tornò alla ribalta nel 2008, quando voci raccolte dalle forze dell'ordine lo davano come possibile organizzatore di un attentato contro Roberto Saviano. Ma sulla circostanza non emersero riscontri concreti. Negli ultimi anni aveva concesso numerose interviste ai media sul traffico illecito di rifiuti nella Terra dei Fuochi.

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