mario melazzini

UN AMICO DI RON ALL’AGENZIA DEL FARMACO - BEATRICE LORENZIN NOMINA MARIO MELAZZINI DIRETTORE GENERALE AL POSTO DI LUCA PANI - 58 ANNI, DA 13 E’ MALATO DI SLA, CHE CHIAMA “LA MIA RAGAZZA”. IL CANTANTE GLI HA DEDICATO UNA CANZONE

 

LORENZINLORENZIN

Da “Ansa”

 

 Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha nominato Mario Melazzini nuovo direttore generale dell'Agenzia italiana del faramco (Aifa).

 

Melazzini lascia l'incarico di presidente e sostituisce Luca Pani che ha presentato le sue dimissioni in anticipo rispetto alla scadenza di metà novembre.

 

 

E' TROPPO BELLO VIVERE

 

Nicoletta Pasqualini per www.donbosco-torino.it

 

Quanto rumore si è fatto attorno al dolore di Piergiorgio Welby, malato di sclerosi laterale amiotrofica che chiedeva di morire perché la vita, in quelle condizioni così dolorose, gli era diventata ormai insopportabile.

 

Ma ci sono molti altri malati di SLA che gridano il coraggio ed il diritto di vivere, anziché di morire.

 

Simbolo di questa lotta è Mario Melazzini, primario al Day Hospital Oncologico S. Maugeri di Pavia, colpito quattro anni fa da questa cara “ragazza”: così chiama affettuosamente la sua SLA. Una malattia neurodegenerativa che lo ha inchiodato ad una sedia a rotelle ed ha ridotto il suo corpo ad un “contenitore”, togliendogli ogni possibilità di compiere gesti volontari.

MARIO MELAZZINI 2MARIO MELAZZINI 2

 

Da medico, ora anche paziente, dice che il problema reale da risolvere «è l’abbandono delle famiglie e delle persone che soffrono».

 

Un uomo dolce, un bell’uomo, con una carriera tutta in ascesa. Dopo aver scoperto il male che lo affliggeva ha compiuto un cammino tortuoso e passando per il libro di Giobbe ha capito che la vita è un dono e come tale vale la pena viverla sempre, ad ogni costo. «Vivere è bello, in qualsiasi modo, anche in un corpo che non sento più mio».

 

Sempre impegnato in questa battaglia per la vita?

 

«Attorno a questa malattia c’è il più totale abbandono e me ne sono accorto quando mi sono ammalato. Questo mi ha spinto a farla conoscere. Non è una malattia solo dell’individuo ma anche della famiglia. Il malato si scontra direttamente con le problematiche che questa malattia neurodegenerativa provoca, senza venire informato in maniera corretta, non tanto sul problema, ma sulle soluzioni».

 

Quali sono?

 

«L’80% dei pazienti decede entro tre anni dal momento della diagnosi perché non è sufficientemente supportato con strumenti che facilitano la vita. Come l’aiutarsi nella respirazione con la ventilazione, che io faccio con una maschera, e con una alimentazione adeguata tramite un sondino che mi permette di condurre una vita qualitativamente accettabile».

 

Prima di ammalarsi che persona era?

 

MARIO MELAZZINI1MARIO MELAZZINI1

«La mia è stata una vita dura, adesso lo è di meno. Mi sono posto degli obiettivi e li ho raggiunti dal punto di vista familiare e professionale. Ho una famiglia bellissima. Sono diventato primario oncologo a 39 anni. Ero proiettato in una tranquillità sia professionale che personale stupenda anche se non ero mai contento perché cercavo di raggiungere sempre qualcosa di più».

 

Quali progetti aveva?

 

«Dare un po’ di serenità pratica a me, ai miei figli e a mia moglie per goderci la nostra vita di coppia, dato che tante cose ce le eravamo perse. Avevo un progetto per il mio lavoro: creare un gruppo di oncologi clinici con una maggior attenzione ai bisogni dei pazienti terminali. Poi improvvisamente, a 45 anni compiuti, entrò in me questa “ragazza”».

 

I primi segnali della malattia?

 

«Strisciavo il piede sinistro. Facevo molto sport. Andavo in bici e non riuscivo a mettere il piede nello scarpino del pedale. Da qui decisi di farmi degli esami dai quali non risultò nulla se non una modestissima riduzione degli enzimi muscolari».

MARIO MELAZZINIMARIO MELAZZINI

 

Quindi?

 

«Pensai ad un semplice problema di schiena. Fino a quando il problema si trasferì all’altra gamba. Per camminare dovevo aiutarmi con il bastone. Decisi allora di fare tutti gli esami di accertamento. E lì avvenne un brusco contatto reale da paziente con il mondo medico. Dopo ore di attesa chi mi visitò mi disse: “Ah! Ma lei è medico... perché non l’ha detto?”. “E perché avrei dovuto?”. “L’avrei ricevuta prima”. E poi con altrettanta grazia mi disse: “Fa sport?”. “Sì”. “Bene, se lo scordi!”».

 

Come si è evoluta la malattia?

 

«Da una stampella dovetti passare a due. “Lei dovrà cominciare a pensare di utilizzare la carrozzina”, mi disse il riabilitatore. Nel giro di un mese la situazione precipitò. Andai in montagna con i miei figli e, senza farmi vedere da nessuno, verificai quanto tempo impiegavo a fare la pista ciclabile a piedi e in carrozzina. Dal lunedì, tornando in ospedale, cominciai ad usare la carrozzina. Prima la consideravo una sconfitta, poi una vittoria nei confronti della malattia».

 

L’essere cosciente degli effetti degenarativi della malattia sul proprio corpo, come le ha fatto vedere la vita?

ron (2)ron (2)

 

«Fu bruttissimo sapere la diagnosi. Con questa malattia non si può fare nulla, pensavo. Allontanai mia moglie, tutti. Volevo accelerare la malattia. Non accettavo l’aiuto di nessuno. Fino a quando toccai il fondo. Mi hanno aiutato due carissimi amici: Ron, amico fraterno, che con discrezione mi è sempre stato vicino, ed il mio padre spirituale, Silvano Fausti, un gesuita. Volevo stare lontano da tutti. Ho passato quattro mesi in montagna. “Portati la Bibbia – mi disse il mio padre spirituale –. Se hai voglia leggiti il libro di Giobbe”. La Bibbia rimase sul comodino per un mese, poi decisi di aprirla. Giobbe mi aiutò a capire l’essenza dell’esistere».

 

Qual è?

 

«Ho la fortuna di avere questa malattia che ti porta via tutto e tu sei prigioniero di un corpo. Un contenitore che è pieno di nulla ma è ricchissimo di emozioni. È questo il valore aggiunto di questa malattia. Ho la fortuna come malato di provare e di affrontare determinate problematiche: perché non mettersi a disposizione degli altri?».

TERZA SERATA SANREMO RON TERZA SERATA SANREMO RON

 

La sofferenza, il dolore si può evitare?

 

«Ci sono tutti gli strumenti fisici per lenire la sofferenza fisica ma c’è anche la sofferenza psicologica che a volte fa molto più male di quella fisica. Ci vuole un rapporto personalizzato con il paziente, condividendolo con i familiari proprio perché è una malattia della famiglia. Così c’è una presa in carico del paziente e in questo modo non si parla più di accanimento terapeutico perché è un percorso che si compie insieme».

 

Quali cambiamenti le ha imposto la malattia?

 

«Dipendere dagli altri, adattarmi a tutte le situazioni. Sono passato dall’altra parte e questo mi ha insegnato a fare il medico. Mi ha fatto capire i valori reali della vita, apprezzare le piccole cose. Programmare ma non pianificare».

 

C’è spazio per la felicità?

 

«Alla sera sono molto stanco ma sono felice. Mi alzo felice. Con un po’ di pensieri perché mi sento delle responsabilità nei confronti dei miei compagni di malattia e anche dei miei colleghi medici».

RON RON

 

Con i figli che rapporto ha?

 

«Loro sono la mia benzina, tutti e tre in modo diverso. Da questa nostra esperienza di malattia loro traggono un beneficio. Spero che la sofferenza che sto vivendo in modo positivo possa essere per loro una carica positiva. Sono maturati molto».

 

Che ruolo ha sua moglie Daniela?

 

«Lei mi dà forza e sicurezza. La malattia può sfasciare le migliori famiglie. Ci ha tentato ma Daniela è stata bravissima. Se fosse stato per la mia arroganza... Non si può affrontare sofferenza e malattia senza amore».

 

Vale sempre la pena di vivere?

 

«Sì! Perché la vita è un dono e come tale va accettata, va vissuta dall’inizio alla fine. Vissuta con amore e positività perché bisogna godere di ogni istante che si vive e ringraziarlo, per chi crede nel buon Dio. Chi non crede può ringraziare chi vuole, per il fatto di essere stati messi al mondo».

 

Lei è credente?

 

«Moltissimo».

renato zerorenato zero

 

La fede l’ha aiutata ad accettare la malattia?

 

«Soprattutto ad accettare la morte».

 

 

L’UOMO DELLE STELLE

 

Mario Melazzini si laurea a 24 anni e a 39 è già primario del day-hospital oncologico dell’Istituto Scientifico Salvatore Maugeri di Pavia.

 

A 44 compaiono i primi sintomi della malattia. La diagnosi precisa arriva nel 2003: sclerosi laterale amiotrofica. Una malattia tanto difficile da riconoscere quanto da accettare.

 

A lui Ron dedica una canzone al festival di Sanremo: L’uomo delle stelle.

ALBUM RONALBUM RON

 

L’amicizia con Ron

 

Si sono conosciuti più di vent’anni fa in montagna a sciare. C’erano 20 gradi sotto zero. Ron faceva la fila allo skilift senza giacca a vento e berretta. Il dottor Mario non resistette dal dirgli: «Guardi che si prende un bel mal di gola». «Non si preoccupi, sono abituato» fu la risposta. La sera lo chiamano, come medico, dall’albergo dove Ron alloggiava: aveva un ascesso tonsillare mostruoso.

 

«Da lì abbiamo cominciato a condividere tante battaglie – racconta Melazzini –. È come un fratello e si è messo a disposizione per far conoscere la SLA. Ha realizzato un CD dal titolo “Ma quando dici amore” i cui proventi sono andati tutti all’Aisla. L’album riunisce grandi artisti italiani che non hanno voluto nessun compenso. Contiene anche una chiacchierata a tre fra me, Ron e Renato Zero».

 

Ultimi Dagoreport

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…