brigata ebraica 25 aprile milano

“FUORI I SIONISTI DAL CORTEO”, “SIETE SAPONETTE MANCATE”, “VIVA HITLER” – LA “BRIGATA EBRAICA” VIENE CACCIATA DAL CORTEO PER IL 25 APRILE A MILANO TRA INSULTI VERGOGNOSI DEI SOLITI PRO-PAL – IL PRESIDENTE DI “SINISTRA PER ISRAELE”, EMANUELE FIANO: “MI RENDO CONTO CHE LE COMUNITÀ EBRAICHE RITENGONO ORMAI IMPOSSIBILE IL DIALOGO CON LA SINISTRA. SI SENTONO ATTACCATI, DISCRIMINATI. E NON VEDONO GRANDI MARGINI DI RICUCITURA” – LA SOPRAVVISSUTA AD AUSCHWITZ, EDITH BRUCK, RACCONTA UN’ALTRA STORIA: “PORTARE LE BANDIERE ISRAELIANE IN PIAZZA È STATO UNO SBAGLIO. NON C'ENTRAVANO NULLA. LA ‘BRIGATA EBRAICA’ AVEVA IL DIRITTO DI SFILARE MA CON LA BANDIERA ITALIANA. IL 25 APRILE RIGUARDA LA LIBERAZIONE DELL'ITALIA DAL FASCISMO. CHE C'ENTRANO ISRAELE E LA SUA BANDIERA? DOVEVA ESSERCI POSTO SOLO PER I SIMBOLI DELLA LIBERAZIONE E DELL'ANTIFASCISMO”

1 - DAL CORTEO URLA ALLA BRIGATA EBRAICA OFFESE CHOC, COSTRETTA A LASCIARE

Estratto dell’articolo di Sara Bettoni per il “Corriere della Sera”

 

milano brigata ebraica al corteo del 25 aprile 6

Settantamila manifestanti in marcia da corso Venezia a piazza Duomo, addirittura 100 mila secondo l’Anpi. Ma il clima di festa per il 25 Aprile, a Milano, si guasta per le violente contestazioni alla Brigata ebraica, alla fine scortata fuori dal corteo dalle forze dell’ordine. Episodio che innesca accuse e polemiche.

 

Tanto che una rappresentanza della Brigata conclude la giornata chiedendo spiegazioni sulla gestione dell’ordine pubblico al questore Bruno Megale. All’incontro intervengono telefonicamente anche il capo della Polizia Vittorio Pisani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il corteo parte da corso Venezia attorno alle 14.30, dopo alcuni momenti di tensione per il tentativo di un gruppo di pro Pal di bloccare la sfilata.

emanuele fiano

 

In testa il sindaco di Milano Beppe Sala, circondato dalla sua giunta. Dietro, s’intravedono alcune figure che potrebbero concorrere alle prossime Comunali, come quella del giornalista Mario Calabresi. Attorno alle 15, l’ingresso della Brigata ebraica con il consueto striscione ma anche bandiere di Israele e dell’Iran.

 

A quel punto iniziano le contestazioni di filopalestinesi, centri sociali e altri manifestanti. I poliziotti circondano la Brigata e metà corteo rimane bloccato per un’ora, tra fischi e insulti: «Fuori i sionisti dal corteo», «Siete saponette mancate», «Viva Hitler». Dopo le 16 la Brigata viene accompagnata fino a via Fatebenefratelli e la marcia prosegue.

 

[…] per il presidente nazionale dell’Anpi Pagliarulo […] la Brigata è responsabile dell’accaduto perché non avrebbe dovuto sventolare le bandiere israeliane: «In una situazione del genere non sono opportune». […] Sotto accusa anche la gestione dell’ordine pubblico. […]

 

milano brigata ebraica al corteo del 25 aprile 4

2 - EMANUELE FIANO - «ADESSO È IMPOSSIBILE PER LA COMUNITÀ EBRAICA RICUCIRE CON LA SINISTRA»

Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”

 

Emanuele Fiano, cosa ha provato quando ha sentito la frase: «Siete saponette mancate»?

«Sono il parente di dodici persone gasate o bruciate nei campi di concentramento — risponde il presidente di Sinistra per Israele, ex deputato del Pd e figlio di Nedo, superstite dell’Olocausto —. Ho provato un moto di rabbia incontenibile, se chi ha urlato mi fosse passato vicino non so come avrei potuto reagire».

 

Gianfranco Pagliarulo

Voi e la Brigata ebraica siete stati «espulsi» dal corteo ufficiale.

«All’incrocio tra via Senato e Corso Venezia ci siamo trovati di fronte un muro di qualche migliaio di persone che al grido “Fuori, fuori” ci ha bloccato e costretto ad andarcene, su consiglio delle forze dell’ordine». […]

 

Nessuno è intervenuto per prendere le vostre difese?

«Non che io abbia visto. Purtroppo, lo ripeto, c’è un sentimento diffuso per cui qualsiasi riferimento a Israele scatena odio. Ormai appare impossibile la convivenza nella stessa manifestazione. Ma ci rendiamo conto?».

milano brigata ebraica al corteo del 25 aprile 3

Chi guida Israele ha contribuito, senza che questo legittimi alcunché, ad alimentare sentimenti negativi contro lo Stato ebraico.

«Certo, quello che è successo negli ultimi anni ha ingenerato un clima di ostilità, non c’è dubbio. E io non mi stanco di criticare e condannare Benjamin Netanyahu. Ma qui stiamo parlando d’altro...».

 

Cioè?

«Si contesta fino a cacciarla dal corteo la Brigata ebraica, cioè chi ha combattuto per la Liberazione accanto ai partigiani. Non si può disconoscere la storia in questo modo […]».

 

Lei è un uomo di sinistra. Avrebbe dovuto trovarsi tra «amici» in quel corteo.

«Eh no, il mio essere presidente della Sinistra per Israele mi ha fatto guadagnare l’accusa di essere un traditore.L’insulto classico della sinistra massimalista. […] È giusto opporsi a Netanyahu, ma non bisogna confonderlo con il popolo ebraico». […] «[…] mi rendo conto che le comunità ebraiche e i mondi a loro collegati ritengono ormai impossibile il dialogo con la sinistra. Si sentono attaccati, discriminati. E non vedono grandi margini di ricucitura di fronte a situazioni come quella che abbiamo vissuto a Milano». […]

edith bruck foto di bacco (1)

 

3 - EDITH BRUCK - “MA QUELLE BANDIERE D’ISRAELE NON DOVEVANO STARE IN PIAZZA”

Estratto dell’articolo di Flavia Amabile per “la Stampa”

 

È metà pomeriggio quando Edith Bruck legge le notizie che arrivano dalla manifestazione di Milano per il 25 aprile. La Brigata Ebraica bloccata, insultata, poi allontanata dal corteo. Un gesto violento, l'ennesima manifestazione di antisemitismo, commentano in molti. Edith Bruck, scrittrice, poetessa, sopravvissuta ai campi di Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen, ha uno sguardo diverso, una visione lucida che non fa sconti a nessuno.

 

Portare le bandiere israeliane in piazza è stato «uno sbaglio», spiega. Non una provocazione ma un modo per approfittare di un momento in cui quelle bandiere e la stella di David «non c'entravano nulla». […] «La Brigata ebraica aveva il diritto di sfilare ma con la bandiera italiana. Si tratta di un corteo che riguarda l'Italia non Israele».

Alcuni prigionieri subito dopo la liberazione del campo di Auschwitz

 

Non dovevano esserci le bandiere di Israele in piazza?

«Credo che sia stato uno sbaglio portarle perché il 25 aprile riguarda la liberazione dell'Italia dal fascismo. Che c'entrano Israele e la sua bandiera? Vogliono portarla dappertutto ma non è corretto. Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell'antifascismo. Invece, sia da una parte che dall'altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo».

 

Secondo lei è stata una provocazione da parte della Brigata Ebraica portare le bandiere con la stella di David?

«No, solo uno sbaglio. Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile, ma è una manifestazione che riguarda l'Italia liberata dal fascismo. Stop».

edith bruck foto di bacco (2)

 

Anche se è solo uno sbaglio e non una provocazione, ha causato ancora una volta episodi gravi di antisemitismo. Tra gli insulti contro la Brigata Ebraica hanno urlato anche "saponette mancate", un chiaro riferimento ai lager dove si diceva che i nazisti producessero sapone utilizzando il grasso dei corpi degli ebrei sterminati.

«Purtroppo, l'antisemitismo non finisce mai, ormai è eterno. Sono nata nell'antisemitismo e morirò circondata da un antisemitismo sempre più forte e diffuso. Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l'odio potrà solo crescere e avvelenare l'intera società. Tutto questo è molto preoccupante e triste».

 

[…] L'antisemitismo sta aumentando: gli ebrei nel mondo dovrebbero prendersela solo con chi li offende oppure anche con il governo Netanyahu e con le sue continue violazioni del diritto internazionale e delle basi dell'umanità?

«Di sicuro le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumenta l'antisemitismo. […]». […]

Prigionieri fotografati dopo la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz

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