“SONO PULITO, NON USO DROGHE E NON HO MAI FATTO COSE ILLEGALI” – CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DI ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO, HA CONFERMATO LA RICOSTRUZIONE DEGLI INQUIRENTI SUL DELITTO, DICENDO DI AVER PIAZZATO LA PISTOLA GIOCATTOLO ACCANTO AL CORPO DEL 28ENNE “PER METTERCI UNA TOPPA” MA HA NEGATO DI AVER PRESO SOLDI E DROGA DAI PUSHER – NELLA SUA CASA SONO STATI TROVATI 5MILA EURO IN CONTANTI E I COLLEGHI DEL 41ENNE LO HANNO VISTO “PRENDERE SOLDI E DROGA DA TOSSICI E SPACCIATORI” - NEL MAGGIO DEL 2024 È STATO RIPRESO MENTRE PRELEVAVA 20 EURO DALLA CUSTODIA DEL CELLULARE DI UN RAGAZZO - IL CAPO DELLA POLIZIA, VITTORIO PISANI: “CINTURRINO VA DESTITUITO. QUESTO CASO È CHIARO E DI ESTREMA GRAVITÀ…”
Estratto dell’articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online
Nella sua confessione Carmelo Cinturrino ha confermato la ricostruzione degli inquirenti sull’omicidio di Abderrahim Mansouri. Ha «chiesto scusa a tutti quelli che si sono fidati di lui» e per «aver sporcato la divisa». Ma ha negato di aver preso soldi e droga dai pusher di Rogoredo: «Io sono pulito, non uso droghe e non ho mai fatto cose illegali».
Nella sua casa di Carpiano in provincia di Pavia però gli inquirenti hanno trovato e sequestrato la somma di 5 mila euro. Che lui ha detto di «essersi fatto prestare in questi giorni per sostenere le spese legali». L’assistente capo 41enne sarà sottoposto anche all’esame del capello. In cerca di tracce di stupefacenti. I risultati arriveranno nei prossimi giorni.
I 5 MILA EURO TROVATI IN CASA DI CARMELO CINTURRINO
È il Corriere della Sera a parlare dei 5 mila euro trovati nella casa in cui Cinturrino convive con la fidanzata. Nel carcere di San Vittore, davanti al gip Domenico Santoro che dovrà decidere sulla misura cautelare in carcere chiesta dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia, il poliziotto «ha confessato i suoi errori». Tornando a sostenere di aver sparato a Zack «per paura». E poi di aver messo la pistola accanto al corpo di Mansouri per «metterci una toppa».[…]
la pistola soft air trovata accanto al corpo di abderrahim mansouri
LA PISTOLA A SALVE
[…] Ha detto che la pistola a salve era «un’arma giocattolo che non doveva essere tracciata» e che sostiene di aver «trovato ancora prima del Covid» vicino alle rive del Lambro «e di aver tenuto» poi in uno zaino conservato nell’armadio del commissariato Mecenate. Intanto la procura continua a indagare su voci e sospetti che riguardano i suoi arresti. E sulle presunte complicità con i pusher. Che però i colleghi hanno sempre taciuto. Fino a oggi. […]
«LUCA DEL CORVETTO»
Tra gli spacciatori della zona invece il suo nome era conosciuto. «Il giro di spaccio? È carnevale. Non lo conferma, assolutamente. È triste e pentito, ha confessato tutto, ha ammesso tutti i suoi errori, è pronto a pagarli, ma quello che non ha fatto no», sostiene invece il suo difensore.
Lo difende anche la compagna Valeria B.: […] «Se ha sbagliato pagherà. Ho sentito con le mie orecchie per molte volte i suoi dirigenti e altri colleghi fargli complimenti per alcuni suoi interventi. Ora che si rigiri tutta la frittata, a me sembra veramente assurdo: chi c’era in macchina con lui? Non se ne è mai accorto? Se ne sono accorte solamente adesso le persone indagate che lui si comportava male?».
LE TESTIMONIANZE
I verbali di due dei quattro colleghi indagati per favoreggiamento personale e omissione di soccorso raccontano di averlo visto «prendere soldi e droga da tossici e spacciatori». E Il Fatto Quotidiano ricorda che gli «atteggiamenti non belli» di Luca Corvetto – così si faceva chiamare Cinturrino anche detto «il fenomeno» – avrebbero dovuto essere noti già dal maggio 2024, quando durante il fermo di un tunisino un video lo immortala assieme a un collega mentre preleva 20 euro dalla custodia del cellulare del ragazzo poi assolto, mentre il verbale di Cinturrino fu definito falso dal giudice. […]
«ATTEGGIAMENTI NON BELLI»
«Si parlava spesso in commissariato del fatto che fosse una persona poco raccomandabile. Ho sempre fatto presente all’ispettore di non metterci insieme, e dopo un po’ anche lui si è reso conto che Carmelo aveva atteggiamenti non belli», dice un altro testimone.
Che racconta anche del presunto pizzo richiesto ai pusher: «Quando i tossici non gli dicevano dove erano i soldi e la sostanza usava il martello (…). Quando ci vedevano andavano come in protezione pensando che anche noi agissimo come lui. In un’area boschiva abbiamo visto uno spacciatore, quando lo abbiamo fermato lui ci ha detto: ‘Vi do tutto e poi non ci siamo mai visti’. Gli ho chiesto se stesse scherzando e lui ha confermato: ‘Vi do tutto, come facevo con Luca’».
GLI SCHIAFFI
E ancora: i pusher «se danno tutto non li arrestano. Mi hanno detto che con Luca facevano così, davano la sostanza e lui non li arrestava».Cinturrino, poi, era uno che dava «gli schiaffi in faccia, il concetto è che voleva che tossici e spacciatori tirassero fuori soldi e droga (…). C’era sempre qualcosa di non lineare. Parlava con i tossici da solo, cercava la sostanza, andava da solo». […]
2 - PISANI, 'CINTURRINO SUBITO DESTITUITO DA POLIZIA PER CASO GRAVE E CHIARO'
(Adnkronos) - "Ieri, subito dopo il fermo disposto dall'autorità giudiziaria, ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla polizia di Stato" di Carmelo Cinturrino, l'assistente capo fermato a Rogoredo per l'omicidio di Abderrahim Mansouri.
"Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito. Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, mentre l'azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato".
Lo dice il capo della polizia Vittorio Pisani in un'intervista al Corriere della Sera. Per il capo della polizia va ancora chiarita "la posizione degli altri poliziotti coinvolti, per i quali si potrebbero configurare ulteriori contestazioni sul piano giuridico, oltre al favoreggiamento e l'omissione di soccorso", con "l'attività ispettiva" che "sarà estesa all'intero commissariato, d'intesa con l'autorità giudiziaria. Finora non l'abbiamo fatto per evitare di danneggiare l'indagine, ma dopo la discovery possiamo procedere".
Sullo scudo penale, secondo il capo della polizia "non credo che avrebbe ostacolato alcunché, perché la necessità di sparare non appariva evidente. La norma non prevede alcuna immunità, bensì una modifica procedurale non solo per le forze dell'ordine ma per tutti i cittadini. E il fatto che un pm debba decidere in un tempo breve e predefinito se esiste o meno una causa di giustificazione, può essere positivo per assumere le iniziative adeguate anche solo nell'impiego del dipendente coinvolto nel caso.
LA RICOSTRUZIONE DELLA MORTE DI ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO
Ma di certo questa modifica è stata determinata anche da altro", come "dalla deformazione mediatica subita dall'informazione di garanzia, trasformatasi da strumento di tutela dell'indagato con funzione difensiva in atto d'accusa all'interno di un processo mediatico, sempre più frequente, che anticipa il processo penale. Di cui, nel nostro Paese, si sta perdendo la cultura, con grave lesione della presunzione d'innocenza".
Fra polizia e autorità giudiziaria "il rapporto sinergico di massima fiducia non è mai venuto meno. E quando, a seguito del sopralluogo, sono emersi i primi indizi su comportamenti al di fuori delle regole di appartenenti all'istituzione, l'input alla Squadra mobile è stato di approfondire al massimo ogni aspetto della vicenda, proprio a garanzia della massima trasparenza e rigore con cui verificare l'operato di un poliziotto".
Alla domanda su una "percezione di ostilità nei vostri confronti, da parte dell'autorità giudiziaria, in questa o in altre inchieste", Pisani sottolinea che "noi non l'abbiamo mai riscontrata. Poi ci possono essere diversità di valutazione sugli elementi che emergono dalle indagini, ma questa è la normale dinamica del procedimento penale. La polizia giudiziaria fa le proprie considerazioni sul piano investigativo, il pubblico ministero nell'ottica di promuovere l'azione penale, il giudice dell'indagine preliminare per l'applicazione delle misure cautelari. Sono funzioni diverse.
Se un pm ritiene che gli elementi prospettati dalla polizia giudiziaria non siano sufficienti per chiedere un'ordinanza di custodia cautelare, o un gip non la emette perché le esigenze cautelari illustrate dal pm non lo convincono, lo fa sulla base di valutazioni prettamente tecniche che rientrano nelle funzioni della magistratura. E questo non significa non avere fiducia nelle forze di polizia, ma che ognuno svolge il proprio ruolo".
VIGNETTA DI ELLEKAPPA SUL CASO DEL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L'OMICIDIO DEL PUSHER NEL BOSCHETTO DI ROGOREDO
carmelo cinturrino 1
GIORGIA MELONI SUL POLIZIOTTO CHE HA UCCISO IL PUSHER NEL BOSCHETTO DI ROGOREDO
MATTEO SALVINI IN DIFESA DEL POLIZIOTTO CHE HA UCCISO IL PUSHER NEL BOSCHETTO DI ROGOREDO





