buttini ronchi escort gio urso

NELLO SCANDALO DELLE ESCORT DI LUSSO A MILANO NON C'ERA SOLO IL "CHIAVAGE" MA ANCHE UN BEL GIRO DI SOLDINI - LA SOCIETÀ DI EMANUELE BUTTINI E DEBORAH RONCHI, CHE GESTIVA 90 RAGAZZE TRA ESCORT E "HOSTESS", VENIVA FINANZIATA QUASI INTERAMENTE DALLA "CARPA SRL", CHE AMMINISTRA LA DISCOTECA "PINETA" - PERCHÉ? UN'IPOTESI È CHE I MIGNOTTARI CHE VOLEVANO INTRATTENERSI CON LE RAGAZZE, PER NON LASCIARE TRACCIA DEI LORO VIZIETTI SESSUALI, PAGASSERO IL LOCALE CHE, A SUA VOLTA, GIRAVA I SOLDI (757 MILA EURO) ALLA SOCIETÀ "MA. DE" DI BUTTINI E RONCHI - IL RESTO DEL DENARO ARRIVAVA DIRETTAMENTE DAI GIOCATORI E DA ALTRE SOCIETÀ - TRA I PROPRIETARI DELLA "CARPA SRL" C'E' ANCHE GIO URSO (IL PR SOPRANNOMINATO "FATTURAGE"), MA NON E' INDAGATO - A CHI ENTRAVA NELLA DISCOTECA "PINETA", URSO PROPONEVA DI ENTRARE NEL PRIVÈ "PER INIZIARE IL GRAN CHIAVAGE"

ESCORT, LUSSO E CALCIATORI L’OMBRA DEL RICICLAGGIO SUL SUPER PRIVÉ DI MILANO

Estratto dell'articolo di Rosario Di Raimondo per "la Repubblica"

 

deborah ronchi emanuele buttini 2

Segui i soldi. Non solo quel profitto da 1,2 milioni di euro che l'agenzia milanese delle escort Ma.De avrebbe incassato organizzando le notti con i calciatori. Non solo il denaro che potrebbe essere finito all'estero, in qualche conto lituano. Ma anche i rapporti economici tra la società e i locali dove si organizzavano gli "eventi" con i vip. A partire da un'esclusiva location, il cui nome compare pure nei capi d'imputazione: il Pineta.

 

Era il «locale nel locale» dei capi dell'agenzia, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, coppia ai domiciliari assieme ad altri due collaboratori. Lì avevano un «super privé in esclusiva» e una «squadra personale di camerieri». La maggior parte dei profitti della Ma.De arrivava dal "luxury club" in centro.

 

La procura e il nucleo Pef della Guardia di finanza scrivono che «il fatturato risulta alimentato quasi interamente dalla Carpa s.r.l.», che gestisce il Pineta. Ben 757 mila euro (su 1,2 milioni) sono arrivati da questo locale; 200 mila direttamente dai giocatori; più i soldi incassati da altre società.

 

emanuele buttini deborah ronchi

Giri strani: perché il Pineta dovrebbe pagare l'agenzia, e non il contrario? Un'ipotesi è che i facoltosi ospiti preferissero pagare in maniera fittizia una discoteca piuttosto che la società di Cinisello Balsamo, che offriva servizi ben più compromettenti. Da qui l'ipotesi di autoriciclaggio. Del Pineta parla Ronchi, intercettata. Spiega che «il super privé, il sabato e la domenica, è loro in esclusiva» e «spesso hanno ospiti alcuni calciatori».

 

La "Carpa srl" è proprietaria del "luxury club". Tra i soci, la società "Fatturage.369" che fa capo a un noto imprenditore delle notti milanesi. Si chiama Giovanni Urso, su TikTok ha 222 mila follower e diversi video con un altro volto famoso, quello del suo amico Davide Lacerenza, già finito sotto inchiesta per la Gintoneria (sesso e droga nel suo locale in zona stazione).

 

Su Instagram, Urso – non indagato – pubblicizza il Pineta con un video in cui mostra i due ingressi. Uno è definito l'accesso «plebeo», per clienti comuni. L'altro consente di entrare nel privé «per iniziare il gran chiavage».

 

deborah ronchi emanuele buttini 1

Annotano i pm: «Con questa espressione attribuisce al Pineta la capacità di offrire sicure occasioni di prestazioni sessuali. Urso lascia intendere l'inscindibile connessione tra il pagamento del prezzo del tavolo e il versamento di importi elevati con l'accesso diretto a prestazioni sessuali, il cui prezzo sarebbe quindi incluso nell'importo versato con il tavolo». Di fatto, «nel fine settimana il privé è in gestione alla Ma.De, che assicura la presenza di ragazze disponibili anche per prestazioni sessuali riservate ai clienti più facoltosi».

 

[...] Ronchi e Buttini, secondo le accuse, gestivano «i rapporti con i gestori-proprietari con cui collaborano e con cui tengono riunioni, fornendo indicazioni operative anche al personale». Continua la sfilata di giovani tra i 18 e i 20 anni sentite dagli investigatori. Un centinaio quelle che erano a disposizione dell'agenzia, molte delle quali semplici "ragazze immagine", mentre altre acconsentivano ai "servizi extra" a pagamento. La metà dei loro compensi veniva trattenuto dai capi.

emanuele buttini deborah ronchi 2

 

Nel frattempo, da Leao del Milano a Pedersen del Torino, i calciatori citati nelle carte si smarcano: «Totalmente estranei» scrivono sui social. Lunedì i quattro organizzatori ai domiciliari per sfruttamento della prostituzione verranno interrogati. L'inchiesta potrebbe allargarsi a una decina di indagati in vista degli accertamenti sui cellulari sequestrati. Fabio B., uno degli indagati a piede libero, accusato di aver tenuto i rapporti con i calciatori e con le ragazze, dice: «Sto male ma un giorno parlerò. Ho molte cose da dire a mia difesa».

 

«ROLEXAGE» E «TAVOLAGE», ENTRATA PLEBEA E SUPER PRIVÉ IL GLOSSARIO (MOLTO ESPLICITO) DEI PR DELLA MOVIDA PER RICCHI

Estratto dell'articolo di Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

 

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Il «Rolexage più Porsche», il «tavolage», il «gran chiavage». S’intendevano anche così, i signori della notte quando parlavano dei loro facoltosi clienti. Non usavano molti giri di parole né codici particolari.

 

No, solo qualche dolce accorgimento per rendere meno crudo lo scopo. D’altra parte in questa vicenda non ci sono partite di droga o di armi da nascondere. Qui si parla di sportivi, di manager, di imprenditori e di decine di ragazze chiamate ad allietare le loro serate e nottate in vari locali della movida milanese e, d’estate, nell’isola greca di Mykonos. Cena, champagne e albergo. Almeno per chi voleva il «pacchetto all inclusive», secondo uno schema neppure troppo originale rispetto a vicende analoghe della Milano by night, come le feste a base di alcol e sesso della Gintoneria di Davide Lacerenza.

 

La nuova indagine riguarda invece un’agenzia che organizza eventi, la Ma.de., e i nomi sono quelli di Deborah Ronchi e del suo compagno Emanuele Buttini, finiti ai domiciliari con l’accusa di organizzare questi incontri fra una novantina di ragazze e una certa clientela vip dove spiccano una settantina di sportivi. Per la procura la loro è un’attività fuorilegge e si traduce in favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

 

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[...] Dalle intercettazioni emergono espressioni come «fare un tavolo», «cliente con business» che equivale al «Rolexage più Porsche», per dire che non si tratta esattamente di un disadattato. «Chi può permettersi quell’orologio e l’auto ha più possibilità di conquistare una ragazza. Ci sono ventenni che puntano a quello», assicura Urso senza stupire nessuno.

 

Ma si tenevano incontri e incontri, nei 26 locali che gestiva la società. C’erano ragazze, una novantina, che si limitavano alla consumazione, alla cena, alla compagnia. Un po’ «hostess», un po’ «immagine». Tutte giovanissime, tutte bellissime, tutte registrate nell’agenda della Ma.De.

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«Se io faccio fare un tavolo a qualcuno, di tutto quello che spende io prendo il dieci per cento... — racconta una di loro al telefono —. L’altra volta un calciatore ha speso 3mila... sì, 3mila e qualcosa, e io in una sera ho fatto 400 euro». Il «dieci per cento» è una frase ricorrente in questo glossario della movida per ricchi.

 

C’erano poi altre invitate che si spingevano oltre, chiudendo l’incontro in una stanza d’albergo, se il cliente chiedeva il «pacchetto all inclusive». Ragazze disposte a prostituirsi, ragione per cui i titolari della società sono indagati per favoreggiamento e sfruttamento. Secondo la procura non sono più di una decina e guadagnano circa mille euro a notte. [...]

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