ALIBABA E L’INDUSTRIA DEI TAROCCHI 2.0 - “CERCHI GUCCI, TROVI CUCCI”, GRIFFE IN RIVOLTA CONTRO IL COLOSSO CINESE DELL’E-COMMERCE: “I SUOI SITI SONO UN ECOSISTEMA DI PRODOTTI CONTRAFFATTI” - LA REPLICA: “NON E’ VERO LI COMBATTIAMO”

ALIBABA 1ALIBABA 1

Ettore Livini per “la Repubblica”

 

Addio vu cumprà. Basta bancarelle improvvisate su un lenzuolo per strada. L’industria dei falsi è entrata nell’era del “Tarocco 2.0”. Borse, scarpe e orologi farlocchi hanno imparato a viaggiare (e macinare profitti) sul web, guidate da algoritmi sempre più sofisticati. E sono finite in bella mostra — accusano le grandi firme della moda — sugli scaffali virtuali dei giganti del commercio online.

 

La prova? Alibaba, il gigante dell’e-commerce cinese quotato a Wall Street sarebbe diventata il più grande supermercato di imitazioni al mondo, accusano Gucci e Yves Saint Laurent. I suoi siti — è scritto nero su bianco nella prima denuncia presentata a un giudice Usa dalla Kering, casa madre dei due marchi — «sono un ecosistema di prodotti contraffatti».

 

Cerchi una borsa con la doppia G, un beauty di Bottega Veneta o un capo griffato Ysl e accanto all’originale — secondo le prove degli 007 assunti dalle griffe — appaiono decine di copie made in China . Identiche in tutto e per tutto salvo che per il prezzo.

BORSE GUCCIBORSE GUCCI

 

Il business sarebbe gigantesco: a giugno 2014, quando gli “acchiappafalsi” delle due maison hanno iniziato a passare al setaccio byte per byte le offerte dell’azienda di Pechino — c’erano quasi mille negozi telematici con in vetrina 1.400 imitazioni di oggetti Gucci. In un solo mese di monitoraggio, gli investigatori hitech hanno visto passare di mano 37mila borse e 26mila scarpe clonati dai modelli della gloriosa società toscana, roba che in negozio vale quasi un centinaio di milioni di dollari. E Alibaba, sostengono, deve pagare i danni.

 

La posta in palio in questa guerra tra vero e falso, viste le cifre in ballo, è altissima. L’Amazon cinese campa di commercio online, ha in catalogo oltre 800 milioni di prodotti e vale a Wall Street 170 miliardi di dollari, più o meno il pil della Grecia. La credibilità, in un mercato di questo tipo, è tutto. E gli uomini di Jack Ma, non a caso, difendono a spada tratta la loro totale buona fede.

 

BORSE FALSE 3BORSE FALSE 3

Solo nel 2014 — garantiscono — sono stati spesi 150 milioni per scoprire le offerte irregolari e 100 milioni di articoli sarebbero stati “espulsi” perché illegali. «Ci spiace che Kering abbia scelto la strada di una dispendiosa causa invece di lavorare con noi come succede con gli altri partner per risolvere il problema», hanno commentato.

 

Yves Sain Laurent & C. però tirano dritto. «Le prove che abbiamo raccolto raccontano un’altra storia», dicono: Alibaba, è il succo, non poteva non sapere. Anzi, avrebbe addirittura lavorato sui suoi sistemi di ricerca per pilotare verso il paradiso delle “copie” i suoi visitatori. E la pistola fumante sarebbero i magheggi informatici fotografati in modo inequivocabile nelle centinaia di pagine della denuncia Usa.

gucci-borse-false-2gucci-borse-false-2

 

L’arma letale, come capita quasi sempre quando ci si muove nella realtà virtuale, sono gli algoritmi. Rivisti e corretti dai supertecnici di Alibaba — accusano le griffe — per proporre sempre a fianco dell’originale di marca un congruo numero di copie low-cost. Digitalizzando Gucci nel campo riservato al prodotto da trovare, ad esempio, il cervellone del sito suggeriva di reindirizzarsi su “Cucci” o “Guchi”, pagine dove apparivano decine di abbordabilissimi cloni. Non solo.

 

Volendo insistere sul nome esatto, il risultato (per i legali di Kering) era lo stesso: alla parola Gucci, infatti, sarebbe stato associato di nascosto nel sistema Html dai programmatori il termine “Synthetic leather”, con il risultato di mostrare non solo i prodotti veri ma anche le loro imitazioni.

 

DIRIGENZA ALIBABADIRIGENZA ALIBABA

A quel punto c’era solo l’imbarazzo della scelta. Accanto alla busta da toilette Beauty Soho (380 dollari a listino Gucci) spuntava la copia sintetica e falsa della Yiwu Bothwinter. Costo 11 dollari per un capo, 3,5 se ne ordinano 10mila.

 

La classica borsa da donna con la doppia G da 795 dollari campeggiava a fianco di un tarocco della Hangzhou Yanbei alla modica cifra compresa tra i 2 e i 5 dollari a seconda della quantità richiesta. Quest’ultima azienda era un “golden supplier” di Alibaba, sottolinea la denuncia. Il colosso del web avrebbe dunque dovuto visitarla e certificarne i prodotti. Ergo, non poteva non sapere dei falsi che metteva in vetrina.

 

Il giudice deciderà chi ha ragione. «Malgrado ci sia attivati per evitare falsi, non sempre si è certi del successo» era scritto nel prospetto di quotazione a New York del gruppo cinese. Ma ogni volta che si scopre un fornitore con le mani nel sacco, spiegano al quartier generale, ci si muove subito per depennarlo dai cataloghi virtuali.

alibaba boom di vendite per il singles dayalibaba boom di vendite per il singles day

 

La battaglia legale è solo all’inizio. Al lavoro ci sono decine di informatici, cervelloni della Silicon Valley e legali che guadagnano parcelle da tre zeri all’ora. L’industria del tarocchi, purtroppo per i big del lusso, si è evoluta. E anche loro, quando si finisce in tribunale, possono costare una fortuna.

PRODOTTI ALIBABAPRODOTTI ALIBABAALIBABAALIBABAalibabaalibabaIL CEO DI ALIBABA JACK MAIL CEO DI ALIBABA JACK MA

 

impiegati del gruppo alibabaimpiegati del gruppo alibaba

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?