IN GIRO CI SONO TROPPI MATTI DA LEGARE...CHE VANNO LEGATI – A CINISELLO BALSAMO, NELL’HINTERLAND MILANESE, IL 47ENNE RAFFAELE ARENA HA UCCISO IL PADRE GIUSEPPE, 73 ANNI: PRIMA LO HA COLPITO CON UN MORTAIO DI MARMO IN TESTA E POI LO HA BRUCIATO VIVO – L’UOMO ERA IN CURA PER GRAVI PROBLEMI PSICHIATRICI E AVEVA GIÀ UCCISO NEL 2017, MA ERA STATO ASSOLTO PERCHÉ DICHIARATO INCAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE – DOPO IL PRIMO OMICIDIO E CINQUE ANNI IN REMS, DAL 2021 ERA IN LIBERTÀ VIGILATA: LA MISURA ERA SCADUTA A MAGGIO MA LA SETTIMANA PROSSIMA SI SAREBBE DOVUTA TENERE L'UDIENZA PER PROROGARLA - TECNICAMENTE ERA VIGILATO DA UNA STRUTTURA SANITARIA MA NON ERA PREVISTA ALCUNA FORMA DI CUSTODIA…
Estratto dell’articolo di Monica Serra per "la Stampa"
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Le più recenti crisi di Raffaele Arena risalirebbero proprio agli ultimi due giorni. «Ultimamente era cupo, si era chiuso molto», raccontano i familiari e gli inquirenti stanno verificando se davvero martedì e mercoledì sia anche finito al pronto soccorso dell'ospedale di Cinisello Balsamo.
Qualche ora più tardi, nella notte, ha ammazzato il padre Giuseppe, che tutti chiamavano Pinuccio, di 73 anni. Lo ha colpito nel sonno con un mortaio di marmo in testa, poi ha cosparso il corpo di alcol, dandolo alle fiamme.
Raffaele Arena, 47 anni, era da tempo in cura per gravi problemi psichiatrici e aveva già ucciso nel 2017. Una prima aggressione si era consumata in casa: aveva ferito il compagno della madre con un forcone nel corso di un litigio. La seconda, a stretto giro, in un bar: aveva ammazzato un pensionato di 78 anni.
Era già in cura al Cps da più di quindici anni. Secondo la ricostruzione degli investigatori dell'epoca, con uno schiaffo aveva fatto cadere l'anziano che aveva battuto la testa ed era morto giorni dopo in ospedale.
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A processo in abbreviato per omicidio preterintenzionale, era stato alla fine assolto perché dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere dal perito nominato dal giudice che, per via della sua pericolosità sociale, ne aveva disposto per cinque anni il trasferimento nella Rems di Castiglione delle Stiviere. […]
Mentre i carabinieri del Raggruppamento investigazioni scientifiche entrano ed escono dal palazzo al civico 6 di via Casati a Cinisello Balsamo, non si dà pace la mamma di Raffaele: «Ultimamente era un po' agitato, era sempre in cura al Cps. Dicevo sempre al mio ex marito "Fallo curare, fallo curare", lui mi diceva lascia fare a me. Ecco il risultato – ripete in lacrime –. Da quando è uscito dall'ultima comunità è andato a vivere dal padre, ma ogni tanto veniva anche da me. Proprio perché non era stato di nuovo bene ieri pomeriggio l'ho visto per l'ultima volta. Io non lo so, non so davvero cosa sia successo».
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[…] Il suo atteggiamento aggressivo era noto a tutti nel quartiere. «Più che chiedere una sigaretta, la pretendeva», raccontano al bar. Anche i vicini conoscono la sua storia difficile fatta di lunghi percorsi di cura tra centri psicosociali e comunità terapeutiche. Qualcuno parla di «un peggioramento» negli ultimi tempi.
La vita del 47enne era sempre stata segnata dai problemi psichiatrici. Dal 2001 gli era stata diagnosticata una sindrome di schizofrenia paranoide. Dopo il primo omicidio e i cinque anni in Rems, dal 2021 era in libertà vigilata. La misura era scaduta a maggio ma la settimana prossima si sarebbe dovuta tenere l'udienza per prorogarla.
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Tecnicamente era vigilato da una struttura sanitaria ma non era prevista alcuna forma di custodia. Per questo era tornato a casa, dal padre, anche se formalmente risultava domiciliato in un paese della provincia di Pavia dove vive il fratello.
[…] La procura diretta da Claudio Gittardi ha deciso il suo trasferimento a Villa Serena, il reparto psichiatrico dell'ospedale San Gerardo di Monza che ha un settore dedicato alla detenzione dove Arena è sorvegliato dai carabinieri. […]