luca di donna giuseppe conte

CONTE HA UN PROBLEMA: L’AMICO LUCA DI DONNA - L’AVVOCATO HA OTTENUTO PARCELLE CHE SFIORANO I 700MILA EURO DA MISTERIOSE AZIENDE BULGARE, COLLEGATE A UNA MEGA TRUFFA DI MONETE VIRTUALI DA QUATTRO MILIARDI DI DOLLARI - SECONDO L’ANTIRICICLAGGIO, LA SOCIETÀ FA CAPO A RUZHA IGNATOV, LA “REGINA DELLE CRIPTOVALUTE” A PROCESSO NEGLI STATI UNITI E IRREPERIBILE DA ANNI - DI DONNA, INDAGATO A ROMA PER TRAFFICO DI INFLUENZE, SI DIFENDE: "SONO SOLO DELLE PARCELLE PER IL COLLEGIO DIFENSIVO MIO E DI ALPA"

Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian per https://www.editorialedomani.it

 

LUCA DI DONNA

Società italiane segnalate dagli investigatori finanziari dell’antiriciclaggio. Parcelle che sfiorano i 700mila euro da misteriose aziende bulgare, collegate a una mega truffa di monete virtuali da 4 miliardi di dollari. Quasi un milione da società commissariate dallo Stato come Condotte e Inso di Firenze. Aziende a Dublino che si occupano di compravendite immobiliari.

 

A leggere le nuove carte degli investigatori antiriciclaggio della Uif della Banca d’Italia è evidente che Luca Di Donna, amico di Giuseppe Conte ed ex socio dello studio di Guido Alpa, è un avvocato intraprendente. Non solo perché in pochi anni è riuscito a moltiplicare i suoi guadagni, quasi in contemporanea all’ascesa politica del suo amico. Ma perché, scopre oggi Domani, dai suoi conti correnti passano centinaia di migliaia di euro che arrivano anche dall’estero, e che sono finiti nel mirino di una serie di segnalazioni sospette.

 

LUCA DI DONNA GIUSEPPE CONTE

I documenti rivelano business inediti del legale, finito qualche tempo fa sulle prime pagine perché accusato di traffico di influenze dal pool di magistrati anticorruzione di Roma. I pm hanno messo sotto la lente d’ingrandimento gli affari che di Di Donna ha chiuso durante l’emergenza sanitaria, intermediando partite di mascherine e chiedendo – secondo l’accusa - una percentuale ad alcuni imprenditori interessati al business.

 

Imprenditori che hanno accusato Di Donna di vantare entrature con Conte in persona e nella struttura commissariale di Domenico Arcuri, deputata alla gestione operativa del contrasto alla pandemia scatenata dal Covid-19. L’avvocato ha sempre negato di aver “trafficato” il nome dell’ex premier, e dal suo entourage spiegano ancora a Domani che gli accusatori si sono inventati circostanze false e bugie «che verranno presto dimostrate davanti agli inquirenti».

Luca Di Donna

 

I CLIENTI BULGARI

Al di là della vicenda giudiziaria di cui bisogna ancora valutare contorni e responsabilità, i documenti dell’autorità antiriciclaggio arrivate in procura a Roma evidenziano molte nuove movimentazioni. Flussi di denaro dai quali emergerebbero diverse anomalie, sostengono i detective. A partire dalle relazioni con aziende estere, in particolare quelle in Bulgaria.

 

Andiamo con ordine, partendo dall’anno 2018. Il 16 luglio il governo Conte Uno, con Lega e Cinquestelle alleati, si è insediato da appena un mese. Lo stesso giorno Di Donna beneficiava di un bonifico proveniente da Sofia: 321 mila euro versati dalla B&N Consult Eood. Non è stato l’unico pagamento: quattro mesi più tardi, a fine novembre, ecco arrivare sul conto del legale una nuova dazione di quasi 365mila euro. «Causale “final payment on success fee», si legge nel report. Tradotto: «Pagamento finale per obiettivo raggiunto». Di quale obiettivo si tratti non è specificato. In pratica nell’arco di cento giorni l’amico del presidente del consiglio «ha quindi complessivamente ricevuto dalla B&N Consult 685.786 euro, presumibilmente a titolo di pagamento di prestazioni», scrivono gli investigatori finanziari.

 

I DOCUMENTI DELL ANTIRICICLAGGIO SU LUCA DI DONNA

Ma a chi fa capo questa società bulgara specializzata in consulenze e e intermediazioni commerciali che paga parcelle sostanziose all’ex amico («non ho più frequentazioni con lui», ha detto Conte) del capo dei 5 Stelle? Nei documenti risultano diverse modifiche nell’assetto azionario della B&N: fino a giugno 2017 era controllata da una seconda società, di proprietà di una tale Irina Dilkinska; successivamente è subentrato un uomo nato nel 1982 che di cognome fa Boychev. Impossibile risalire a un suo identikit. L’antiriciclaggio segnala soltanto che ha alcuni precedenti di polizia per frode.

 

LA TRUFFA DEL SECOLO

Ma in realtà, secondo scambi informativi tra investigatori italiani e esteri, la B&N «sarebbe riconducibile a Ruzha Ignatov». Un nome sconosciuto in Italia, ma celebre in Bulgaria, Gran Bretagna e Usa. Perché porta dritto dritto dentro la più grande frode mai realizzata con le monete virtuali. Una truffa dalla bellezza di 4 miliardi di dollari attuata seguendo il celebre schema “Ponzi”, che premia i primi investitori di un progetto con grandi guadagni in brevissimo tempo, a tutto discapito dei nuovi che accorrono una volta saputo del promettente business. A quel punto i profitti svaniranno, e resteranno solo le perdite milionarie che trasformano gli investitori minori in truffati.

 

luca di donna

Il mega raggiro era stato organizzato proprio dalla Ignatova, attraverso un’altra sua società, la OneCoin. La donna è stata ribattezzata in un podcast della BBC “The missing Cryptoqueen”, l’introvabile regina delle criptovalute: dal 2017, anno della prima inchiesta negli Stati Uniti contro di lei, è infatti scomparsa dalla circolazione. Dove sia finita nessuno lo sa. L’enigma ha alimentato leggende e sospetti: qualcuno crede che sia nascosta in qualche atollo con il malloppo miliardario, altri temono che i clan della mafia russa abbiano regolato i conti con una socia ingombrante. Solo supposizioni.

 

I DOCUMENTI DELL ANTIRICICLAGGIO SU LUCA DI DONNA

IL PROCESSO IN USA

Sotto processo oggi a New York c’è comunque finito suo fratello Konstantin Ignatov, che ha preso in mano OneCoin dopo la scomparsa di Ruja. Ignatov è stato arrestato il 6 marzo 2019 all’aeroporto di Los Angeles, accusato di cospirazione per frode telematica tramite «uno schema piramidale internazionale che prevedeva la commercializzazione di una criptovaluta fraudolenta chiamata “OneCoin”», si legge negli atti della causa “Ignatov contro Stati Uniti d’America”. Alla sorella, fondatrice e mente di OneCoin, si contestano anche il riciclaggio di denaro. La sentenza è attesa per maggio 2022.

 

Gli atti del processo di New York consultati da Domani rivelano che la misteriosa B&N Consult che ha pagato consulenze a Di Donna è proprio tra le società sospettate di essere crocevia dei soldi della truffa architettata dalla “Cryptoqueen”. Agli atti del processo è allegato anche un contratto tra la B&N e una delle holding che fanno capo a uno degli imputati, Mark Scott, sodale degli Ignatov.

 

luca di donna.

In un passaggio del documento dell’accusa si legge che Scott tramite una decina di conti intestati ad aziende ha riversato quasi 400 milioni (tra dollari e euro) in un fondo alle Cayman, le isole note per essere il paradiso degli evasori e dei riciclatori di denaro. Tra queste imprese, si legge nello stesso documento, c’è anche la bulgara B&N Consult.

 

Non solo: secondo l’antiriciclaggio la B&N Consult, «che come visto è riconducibile alla sig.ra Ignatova, ha girato fondi a soggetti compiacenti che a loro volta li hanno impiegati a favore di un importante studio legale che avrebbe dovuto percepire la somma di 1,06 milioni di dollari per lo svolgimento di attività di difesa legale di Konstantin Ignatov, a seguito del suo arresto e della causa contro gli Stati Uniti». Konstantin è stato arrestato nel 2019. Dunque B&N, quando ha pagato di Donna alla fine del 2018, era ancora in rapporto con la famiglia della “Cryptoqueen”.

guido alpa foto di bacco (1)

 

«NESSUN MISTERO»

In Italia OneCoin era stata sanzionata dall’Autorità garante del mercato con sanzioni per oltre 2 milioni di euro. Era il 2017, due anni più tardi interverrà anche la Guardia di finanza con sequestri a raffica. Secondo persone vicine a Di Donna contattate da Domani, si tratta di normali parcelle professionali che la “OneCoin” avrebbe pagato a Di Donna.

 

«L’avvocato non sapeva nulla della vicenda della presunta truffa miliardaria degli Ignatov. Ha ricevuto, insieme a Guido Alpa e allo studio legale di Federico Tedeschini, dalla società bulgara l’incarico di difenderla nella causa di fronte all’Antitrust e in altri procedimenti giudiziari in Italia».

 

guido alpa 6

Dallo studio Di Donna evidenziano pure che il compenso è così alto «perché poi sarebbe stato diviso tra tutto il collegio difensivo». In pratica i soldi ricevuti dalla B&V, che sembra dunque davvero un braccio operativo della OneCoin, sono finiti anche ad Alpa, Tedeschini, collaboratori vari e traduttori. Perché i bulgari si sono rivolti proprio a Di Donna?

 

«Non solo a lui, ma ad altri due grandi studi legali. Una proposta arrivata prima che Conte diventasse premier. È importante sottolineare che se l’antiriciclaggio deve fare il suo lavoro» concludono dallo studio Di Donna «la caccia alle streghe contro chi, sbagliando, viene definito dai giornali un “fedelissimo” di Conte rischia di fare a pezzi due principi sacrosanti. Quello del diritto di tutti alla difesa. E quello degli avvocati di non essere confusi con le vicende giudiziarie dei loro clienti. Sennò siamo alla barbarie».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…