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PIATTO RICCO MI CI FICCO - LA DIETA MEDITERRANEA FA BENE MA SOLO AI DANAROSI: LO DICONO I RICERCATORI CHE HANNO RISCONTRATO UNA RIDUZIONE DELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI NELLE PERSONE CON UN REDDITO PIU’ ALTO. IL MOTIVO? LA MIGLIORE QUALITÀ DEI PRODOTTI ACQUISTATI - LO STATUS SOCIO-ECONOMICO RIENTRA QUINDI TRA I FATTORI DI RISCHIO PER LE MALATTIE 

Nicla Panciera per la Stampa

 

DIETA MEDITERRANEADIETA MEDITERRANEA

La dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari, ma solo se a seguirla sono i gruppi economicamente più forti. È questo il sorprendente risultato di una ricerca condotta dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRCCS Neuromed su oltre 18mila persone adulte reclutate nell’ambito dello studio Moli-sani, un progetto che ha coinvolto circa 25mila cittadini, residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori.

 

I benefici di questo modello alimentare sono fortemente condizionati dalla posizione socioeconomica delle persone. In pratica, a parità di adesione alla Dieta mediterranea, la ricerca, pubblicata sulla rivista International Journal of Epidemiology, ha evidenziato una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari solo nelle persone che hanno un livello di istruzione elevato e in chi ha un reddito familiare più consistente.

 

dieta mediterraneadieta mediterranea

Nessun beneficio significativo è stato invece riscontrato nelle classi sociali più deboli. « La novità del nostro studio è di aver documentato per la prima volta che il livello di istruzione e il reddito sono in grado di modificare nettamente i vantaggi potenziali della Dieta mediterranea sulla nostra salute cardiovascolare» ha spiegato la prima autrice dello studio, Marialaura Bonaccio, ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed.

 

Licia Iacoviello, capo del Laboratorio di Epidemiologia molecolare e nutrizionale dello stesso Dipartimento, spiega: «Ad esempio, a parità di consumo dei prodotti tipici della Dieta mediterranea, l’alimentazione delle persone con alto reddito e un livello di istruzione maggiore, risultava più ricca di antiossidanti e polifenoli, oltre a presentare una maggiore diversità in termini di frutta e verdura consumate. Non solo.

DIETADIETA

 

Abbiamo riscontrato differenze socioeconomiche anche per quanto riguarda il consumo di prodotti integrali e i metodi di cottura degli alimenti. Sempre a parità di punteggio di adesione alla Dieta mediterranea, le persone con una migliore posizione sociale tendevano a consumare relativamente più pesce e frutta secca a guscio e meno carne e derivati. Tutto questo ci spinge a credere che sia la diversa qualità dei prodotti della Dieta mediterranea consumati a fare la differenza e non solo la loro quantità o frequenza di consumo». 

 

Le generali condizioni socio-economiche sono un importante determinante della salute, uno di quei fattori che influenzano lo stato di salute di un individuo e – più estesamente – di una comunità o di una popolazione. L’appartenenza a una classe sociale determina una serie di caratteristiche e comportamenti rilevanti per la sua salute, dalla disponibilità di denaro, risorse, relazioni sociali. 

la dieta yo yo non funziona maila dieta yo yo non funziona mai

 

«I risultati di questo studio ci devono far riflettere seriamente sullo scenario socio-economico della salute - commenta Giovanni de Gaetano, direttore del Dipartimento – Le disparità socioeconomiche sono in crescita e si manifestano anche a tavola. Non solo le persone tendono in generale a seguire sempre meno la Dieta mediterranea, ma i più deboli dal punto di vista socio-economico consumano prodotti teoricamente ottimali ma di fatto con minori qualità salutistiche. Non basta più dire che “la Dieta mediterranea fa bene” se non garantiamo che faccia bene a tutti!».

 

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Un allerta, quella sull’importanza per la salute degli aspetti socio-economici, non certo nuovo. Lo aveva lanciato, quasi dieci anni fa, il rapporto finale della Commissione internazionale sui determinanti sociali di salute dell’Oms «Closing the gap in a generation» (disponibile qui): la crescita economica da sola non sempre basta a migliorare la salute della popolazione: senza un’equa distribuzione dei benefici, la crescita economica può anzi esacerbare le disuguaglianze. Secondo il rapporto, «la giustizia sociale è una questione di vita e di morte. Colpisce il modo in cui vivono le persone, la loro conseguente probabilità di malattia e il loro rischio di morte prematura». 

 

ricette 2ricette 2

Conferme arrivate anche dai ricercatori del progetto Lifepath, guidati da Paolo Vineis, epidemiologo italiano dell’Imperial College di Londra, e finanziato dalla Commissione Europea per individuare i meccanismi alla base delle differenze sociali della salute. L’analisi, apparsa a fine gennaio sulla rivista The Lancet, ha dimostrato che condizioni socio-economiche avverse possono aumentare la possibilità di morte prematura al pari dei classici fattori di rischio come fumare, soffrire di diabete o non praticare attività sportiva. 

 

ricetta con avocado ceci e semi di soiaricetta con avocado ceci e semi di soia

Lo status socio-economico di una persona non solo è un fattore di rischio per la salute, ma è un determinante - e quindi una causa - degli altri fattori di rischio. Eppure le istituzioni paiono non impegnarsi su questo fronte, per debellare cioè lo svantaggio sociale che è all’origine sia di cattivi comportamenti, sia di mancanza di strumenti.

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