principe carlo andrea william virginia giuffre

È STATA LA MANO DI CARLO (E DI WILLIAM) – DIETRO ALLA DECISIONE DELLA “BEGHINA” ELISABETTA DI TOGLIERE I TITOLI AL PRINCIPE ANDREA CI SONO IL FRATELLO E IL NIPOTE. LO RIVELA UNA FONTE DI PALAZZO AL “DAILY MAIL”: “È STATA UNA DECISIONE RAPIDA E SPIETATA” – I DUE NON VEDEVANO L’ORA DI FAR FUORI L'ENNESIMA SCHEGGIA IMPAZZITA, CHE PUÒ PREGIUDICARE PER SEMPRE IL FUTURO DELLA CORONA. CIOÈ DI WILLIAM, EREDE DESIGNATO CHE NON VUOLE ROTTURE DI BALLE, IN GRADO DI OSCURARE L'IMMAGINE DA FAMIGLIA DEL MULINO BIANCO CHE HA CREATO CON QUELLO STECCO GELATO DELLA MOGLIE KATE…

il principe andrea il principe carlo e la regina elisabetta

1 - LA SCELTA «SPIETATA» DI WILLIAM DIETRO LA CACCIATA DI ANDREA

Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

C'è la mano di Carlo e William dietro l'immediato «licenziamento» del principe Andrea, estromesso di fatto dalla famiglia reale per le accuse di violenza sessuale che pendono sul suo capo: «È stata una decisione rapida e spietata, raccomandata dal principe di Galles e dal duca di Cambridge e approvata dalla regina», ha spiegato una fonte di Palazzo al Daily Mail . «È questione della sopravvivenza della monarchia a tutti i costi: è sempre stato così e sempre lo sarà».

il principe andrew, virginia giuffre, ghislaine maxwell

 

In passato, era il principe Filippo il «timoniere» della Ditta, come lui stesso chiamava la famiglia reale: il duca di Edimburgo presiedeva i «consigli di guerra» durante la crisi fra Carlo e Diana negli anni Novanta. Ma con la sua vecchiaia e infine con la sua scomparsa, il ruolo di «governatore» di casa Windsor è passato a Carlo, ovviamente d'intesa con la regina.

 

il principe carlo e il figlio william

Il principe di Galles non ha mai fatto mistero di preferire una monarchia «snellita», che fa a meno di figure minori come, ad esempio, le principesse Beatrice ed Eugenia, le figlie di Andrea: una direzione di marcia che già aveva provocato il malumore del secondo figlio di Elisabetta.

 

Si sa che Carlo ha affrontato a tu per tu Andrea, che ha ammesso il suo errore nel legarsi d'amicizia col magnate pedofilo Jeffrey Epstein, ma ha continuato a professarsi innocente per quanto riguarda le accuse di aver violentato Virginia Roberts Giuffre, che per questo lo ha ora trascinato in tribunale. Il principe di Galles non si è sentito però affatto rassicurato dalle parole del fratello: ma l'erede al trono è personaggio schivo e avverso agli scontri diretti, per cui si è fatto spalleggiare dal figlio William.

il principe william con carlo

 

L'intervento del duca di Cambridge è stato determinante: lui è un membro sempre più attivo e influente nel sancta sanctorum dei Windsor e la regina apprezza il suo decisionismo, che le ricorda quello dell'amato Filippo. Per di più, tutti sono consapevoli che il futuro della monarchia poggia sulle spalle di William più che su quelle di Carlo, che sarà probabilmente un re breve.

 

Ma l'asso nella manica del 39enne principe è la moglie Kate: una donna borghese che lo tiene con i piedi per terra e gli consente di non essere del tutto risucchiato dalla «bolla» reale e di avere antenne in grado di percepire la sensibilità dell'opinione comune. William è anche meno legato sentimentalmente alla vecchia guardia e dunque non ha avuto esitazioni nel raccomandare l'«esilio interno» per lo zio Andrea, che è stato privato dei titoli reali e militari.

 

LA COMUNICAZIONE UFFICIALE DELLA CORONA SUL PRINCIPE ANDREA

Con l'assenso di Elisabetta, è stato così seguito il copione già collaudato con Harry e Meghan: «Hanno preso questa decisione per isolare l'istituzione da tutte le schegge che volano attorno - ha spiegato la fonte reale al Mail -. Segue lo stesso modello della separazione dai Sussex: la rimozione dei titoli significa che ora la monarchia può legittimamente dire di non essere coinvolta».

 

Per Elisabetta, è stato particolarmente doloroso punire quello che è unanimemente considerato il suo figlio prediletto: ma come in tutte le altre crisi dinastico-familiari, da Margaret in poi, la regina sa bene cosa è meglio per la monarchia e agisce da reggitrice della Corona, prima che da sorella o madre. Tanto più ora che a sorreggere lei e l'edificio c'è un risoluto William.

 

2 - GRANE REALI

Caterina Soffici per “La Stampa”

regina elisabetta

 

Dell'importanza di essere reali. Ovvero, di osa importa al mondo se la regina Elisabetta ha tolto al figlio Andrea, travolto dallo scandalo del pedofilo Jeffrey Epstein, il titolo di altezza reale. La risposta naturale dovrebbe essere una sola: chi se ne frega. Che ci importa se il pupillo della sovrana, 62 anni il mese prossimo - già invischiato in altri scandali, già marito della rossa esuberante Sarah Ferguson, già coinvolto in altre relazioni turbolente, scapestrato e per questo molto amato dalla madre - non potrà più affacciarsi al balcone di Buckingham Palace con le sue belle divise e le medaglie e tutto l'armamentario da principe.

 

Che ci importa se non potrà più fregiarsi del titolo di Duca di York, come chiedono a gran voce i rappresentanti della città, oltraggiati dall'associazione con il nome del principe accusato di abusi sessuali su una minorenne? Già, che ci importa? Ma è guardando a questi dettagli che si capisce la vera natura della monarchia britannica, questa anacronistica appendice di medioevo che si incunea nelle nostre vite contemporanee non con editti e bandi e menestrelli ma tramite notifiche sul telefonino.

 

Siamo ben dentro il terzo millennio e tutti gli altri membri delle famiglie reali della vecchia Europa (qualcuno di voi sa che faccia ha il re di Norvegia?) sono ormai figurine indistinguibili, personaggi da rotocalco meno famosi dei calciatori e degli influencer. Mentre dai reali inglesi non si può prescindere. Sappiamo tutto di loro, molto di più di quanto realmente ci interessi.

il principe andrea e la regina elisabetta

 

Pettegolezzi di corte, litigi tra cognate, battesimi, matrimoni e funerali. Questo del principe Andrea è un caso diverso, uno scandalo grosso, vero. Dopo la decisione della giustizia americana di non archiviare la causa civile intentata contro di lui per presunti abusi sessuali, il duca ha rimesso nelle mani della sovrana tutti i suoi residui incarichi ufficiali e i gradi militari onorifici che ricopriva a nome della casa reale.

 

Più di 150 veterani della marina e dell'esercito hanno scritto alla regina chiedendole di privare Andrea di tutti i suoi gradi e titoli militari dopo che è stata data la notizia di un possibile processo negli Stati Uniti. Di certo il gran merito di aver traghettato la monarchia britannica attraverso il secolo delle democrazie va a Elisabetta, regina di cuori quando lady Diana ne fu principessa, amata e riverita al di là di ogni comprensione razionale, icona che già sopravvive a se stessa.

 

carlo, william, kate meghan e harry

È lei ad aver tenuto viva la riverenza, questa credo sia la parola giusta, verso la monarchia come istituzione, verso un certo mondo antico che sa di fiaba e si abbiglia di conseguenza: cavalli, carrozze, principi, mantelli, livree, corone e gioielli. Tutto fa parte di una scenografia perfettamente studiata, che a noi scettici e disincantati fa un po' ridere, ma quando la Rolls Royce color melanzana della regina passa lenta e maestosa attraverso le strade di Londra, la gente si ferma a salutare, si fermano i rider di Glovo e i tassisti, si fermano i pedoni e tutto sembra ammantarsi di una magia incomprensibile, irrazionale appunto.

il principe carlo e diana in bici con william e harry 1

 

Nessuno può davvero ritenere che quella persona possa essere diversa e superiore alle altre per eredità, grazia divina e volontà della nazione. Eppure in quei momenti ogni suddito potrebbe anche dire di aver visto volare Peter Pan sopra le aiuole nei giardini di Kensington. A Londra e in Inghilterra (un po' diverso nelle altre nazioni del Regno, specialmente Scozia e Irlanda del Nord, dove la famiglia reale non è così amata), la monarchia pervade ancora la simbologia.

 

carlo, kate e william

Sono "reali" le sale da concerto e gli ospedali, le poste (Royal Mail) e l'ufficio delle tasse è intitolato a sua maestà (HMRC, Her Majesty Revenue and Customs). Il certificato di fornitori della famiglia reale è una delle garanzie di qualità più ambite: le ditte che possono fregiarsi dello stemmino reale con la scritta "by Appointment to Her Majesty the Queen" lo esibiscono anche sulle fiancate dei furgoni e sulle insegne dei negozi e ora sui siti internet.

 

virginia giuffre

A noi sembrano dettagli secondari, per gli inglesi sono fondamentali. E dimostrano, in qualche modo, che la monarchia è ancora viva e vegeta, nonostante tutti gli scandali e le traversie. Talmente vegeta che quando qualcuno sgarra e la fa davvero grossa come il principe Andrea, si sacrificano le sue prerogative reali per salvare The Firm, la Ditta, come la regina definisce l'istituzione

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