selvaggia lucarelli hunziker bongiorno

“DOPPIA DIFESA”, TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO – SELVAGGIA LUCARELLI ESULTA PER L’ARCHIVIAZIONE DELLA DENUNCIA PRESENTATA DA GIULIA BONGIORNO E MICHELLE HUNZIKER NEI SUOI CONFRONTI PER L’INCHIESTA, PUBBLICATA SUL "FATTO", SULLA FONDAZIONE DELLA SHOWGIRL E DELLA SENATRICE: "'DOPPIA DIFESA' FACEVA RUMORE SUI MEDIA, ERA UTILE ALL'IMMAGINE DI HUNZIKER E BONGIORNO MA MOLTO MENO UTILE ALLE DONNE CHE CHIEDEVANO AIUTO. NESSUNO MI RISPONDEVA AL TELEFONO O ALLE MAIL, C'ERA POCO PERSONALE E UNA RAGAZZA MI RACCONTO' DI ESSERE ANDATA A CITOFONARE E..." - LA REPLICA DI HUNZIKER E BONGIORNO: "GLI ARTICOLI DEL 'FATTO' SONO GRAVEMENTE FUORVIANTI"

E LORO SENTENZIARONO: “FALSITÀ, FANGO E ODIO” INVECE ERA TUTTO VERO

Estratto dell’articolo di Selvaggia Lucarelli per “Il Fatto Quotidiano”

 

giulia bongiorno michelle hunziker

Un’aggressione!”. “È un attacco politico!”. “Falsità!”, “Quereleremo e vinceremo!”. Reagirono così, con questa pacatezza, Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno quando lessero la mia inchiesta su “Doppia Difesa” uscita il 25 gennaio 2018 sul Fatto Quotidiano. Inchiesta che, come suggeriva il titolo “Molti spot pochi aiuti anti-violenza”, spiegava un fatto molto preciso: la fondazione della showgirl e della senatrice leghista nata per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne era molto marketing e poca sostanza.

 

GIULIA BONGIORNO E MICHELLE HUNZIKER

In effetti però, dalla doppia difesa passarono all’attacco: ci querelarono. Ci sono voluti sei anni, un iter travagliato e infine indagini tardive ma molto accurate per arrivare a un decreto di archiviazione che sancisce, senza fraintendimenti, una semplice verità: avevo ragione. Con un comunicato congiunto le due mi accusarono addirittura di un fatto gravissimo, e cioè quello di scoraggiare le vittime dal presentare denuncia. Michelle Hunziker disse alle Iene che la mia era “solo volontà di gettare fango”.

 

giulia bongiorno 7

Sempre la Hunziker si disse addirittura turbata dal fatto che tutto questo fosse opera di una donna. Fatto sta che oggi si può dire senza timore di sbagliare che purtroppo “Doppia Difesa”, dal 2007 al 2018 non è mai stata una fondazione dotata di una rete di personale, uffici, linee telefoniche tali da poter soddisfare le migliaia di richieste di aiuto all’anno di cui invece Hunziker e Bongiorno dichiaravano di prendersi carico (“Doppia Difesa aiuta 2.000 donne l’anno”, dicevano). […]

 

michelle hunziker in svizzera per capodanno 2

Telefonai a un’avvocata che lavorava per Doppia Difesa chiedendole che tipo di assistenza venisse fornita alle donne in difficoltà. Mi disse “Consulto la Bongiorno e la ricontatto”. Non mi chiamò mai più. Mi informai sui dipendenti, c’erano persone che lavoravano lì saltuariamente tra cui la madre di Michelle Hunziker che insomma, non mi risultava fosse una psicologa o un’esperta di violenza di genere. Inoltre, anche se non era obbligatorio, c’era solo un bilancio pubblico della fondazione nell’anno 2017 e poco dettagliato.

 

Insomma, era evidente che Doppia Difesa facesse molto rumore sui media, fosse molto utile all’immagine di Hunziker e Bongiorno, ma molto meno utile alle donne che chiedevano aiuto. Come già detto, l’uscita dell’articolo provocò reazioni molto dure di Hunziker e Bongiorno che mi accusarono di aver scritto falsità e dichiararono alla stampa “Abbiamo sporto denuncia e porteremo come testimoni tutte le donne che abbiamo aiutato in questi anni e che stiamo aiutando in queste ore”.

 

giulia bongiorno 5

La loro denuncia, per la verità, conteneva un solo allegato: un articolo di Libero in cui si asseriva che odio le donne di successo perché sono invidiosa. La Procura di Cagliari ha verificato ogni passaggio della mia inchiesta. Ha perfino ottenuto dall’operatore telefonico i tabulati per verificare il traffico, all’epoca, sulla linea dell’ufficio di Doppia Difesa e ha constatato che in effetti avevo telefonato più volte e nessuno mi aveva risposto. […]

 

E invece, purtroppo, così come per la beneficenza legata a uova e pandori, anche per il tema della violenza sulle donne diventa difficile distinguere – in questo caso – quale sia stata la percentuale di interesse per la causa e quella di interesse per il personal branding Hunziker/bongiorno. Che hanno chiamato “Doppia Difesa” una Fondazione che di difesa ne offriva, al massimo, mezza.

 

DAL PROFILO INSTAGRAM DI SELVAGGIA LUCARELLI

 

michelle hunziker in svizzera per capodanno 1

Nel 2018 era uscita una mia inchiesta in due puntate sul Fatto in cui sostenevo che Doppia Difesa, la fondazione in difesa delle donne della senatrice leghista Giulia Bongiorno e della conduttrice Michelle Hunziker, fosse più spot che reale aiuto alla donne. Perché lo sostenevo?

 

Nessuno mi rispondeva negli uffici della fondazione, non rispondevano alle mail, le pagine social di Doppia difesa erano piene di commenti di protesta, c’era pochissimo personale e dopo mie verifiche ho scoperto che a rispondere alle donne (quando rispondevano) c’era una segretaria che si alternava ad un’altra e talvolta addirittura la madre di Michelle Hunziker. Una ragazza mi raccontò addirittura di essere andata a citofonare nella sede per un’urgenza e le fu risposto: mandi una mail.

 

Bongiorno e Hunziker tuonarono da tv, social e giornali che avevo scritto solo falsità e che mi avrebbero querelata portando la testimonianza delle migliaia di donne che avevano aiutato. Le indagini hanno invece appurato che tutto quello che avevo scritto era vero, sono stati addirittura controllati i tabulati telefonici della linea intestata a Doppia difesa per vedere se avessi provato a telefonare dal mio numero. Era vero anche quello.

 

selvaggia lucarelli

“Appare difficile ritenere che, a fronte di migliaia di richieste di assistenza, la Fondazione potesse dare tempestiva risposta a tutte potendo contare su una sola segretaria a tempo pieno e su un’altra a tempo parziale”, ha scritto il giudice nel decreto di archiviazione. Dunque, “Tutte le circostanze di fatto riportate nell’articolo dalla Lucarelli hanno trovato riscontro”. E infine, “la Fondazione appariva scarsamente operativa rispetto alla quantità di richieste e alla tempestività di risposte che le stesse avrebbero richiesto”.

 

Dunque possiamo dire che dal 2007 al 2018 Doppia difesa è stata più spot per che aiuto alle donne. E che Hunziker e Bongiorno mi abbiano accusata ingiustamente di aver scritto il falso, costringendo me e il Fatto a difenderci nei sei anni che hanno preceduto l’archiviazione. E questo è molto triste.

 

 

VIOLENZA SU DONNE: HUNZIKER E BONGIORNO, ‘ARTICOLI FATTO FUORVIANTI’

(Adnkronos) - “Gli articoli a firma di Selvaggia Lucarelli e di Vincenzo Iurillo pubblicati oggi con grande risalto su 'Il Fatto Quotidiano' risultano gravemente fuorvianti. Il titolo in prima pagina è 'L’Onlus-bluff di Bongiorno', come fosse una citazione del provvedimento del giudice di Cagliari; basta però leggere il testo del decreto per scoprire che nel provvedimento viene annotato l’esatto opposto: 'Neppure è dubitabile che la Fondazione Doppia Difesa non costituisca affatto ‘un ente fantasma’ atteso che è stata regolarmente costituita con atto notarile in data 12.3.2007 con una propria dotazione patrimoniale, è dotata di una sede indicata nello Statuto in Roma, ha un proprio sito internet, un proprio profilo Facebook, proprie utenze telefoniche e indirizzi email e risulta pacificamente in atti che presso la sede operasse a vario titolo personale dedicato'”.

 

E’ quanto scrivono un una nota Michelle Hunziker e la senatrice Giulia Bongiorno dell’associazione “Doppia difesa” dopo la notizia pubblicata dal Fatto quotidiano.

 

“Secondo la Lucarelli, sarebbe stata gravissima la mancata risposta a quattro telefonate che lei stessa aveva effettuato: anche a voler tacere che due di queste quattro erano rispettivamente di tre e sei secondi, Doppia Difesa non è un pronto soccorso tenuto a rispondere entro pochi secondi e da sempre, in modo trasparente, ha indicato l’e-mail come strumento privilegiato di comunicazione - dicono Hunziker e Bongiorno - La teste Laganà citata dalla Lucarelli lo ha esplicitamente ricordato.

 

Altra grave pecca di Doppia Difesa, stando alla Lucarelli, sarebbe il rifiuto di un legale della Fondazione di fornire dati richiesti con una telefonata fatta dalla stessa Lucarelli il giorno prima della pubblicazione dell’articolo”. E ancora: “Il giudice sul punto annota che il legale (che aveva prontamente risposto) non ha negato alcunché, ha anzi dichiarato che 'si era riservata di acquisire le informazioni richieste per comunicargliele successivamente ma [ha aggiunto, N.d.R.] di non aver dato seguito a questo proposito in ragione della pubblicazione dell’articolo'.

 

Secondo il provvedimento di archiviazione, le considerazioni della Lucarelli su Doppia Difesa si basano perciò su opinioni personali. Peccato che tutti i passaggi del decreto in cui si cita la verità putativa (cioè supposta) non compaiano negli articoli pubblicati oggi. Infine, anche tralasciando il fatto che due magistrati di Roma avevano ritenuto integrato a carico della giornalista il reato di diffamazione, si precisa che, ad avviso del Gip di Cagliari, 'i commenti della Lucarelli, dunque, appaiono, dal suo punto di vista, corroborati da una serie di elementi oggettivi, sebbene frutto di una conoscenza necessariamente parziale dell’attività della Fondazione'".

 

Poi aggiungono: "Forse è complicato spiegare a tutti cosa sia nel diritto la verità putativa, ma – dato che il metodo scelto dalla signora Lucarelli viene definito 'giornalismo di inchiesta' – di certo è necessario riflettere sul concetto stesso di inchiesta. Inchiesta significa approfondire e riscontrare.

 

È inchiesta pubblicare un articolo parlando di un rifiuto di fornire dati senza attendere una risposta dal legale della Fondazione? È inchiesta non dare atto dei numerosi aiuti concreti forniti a tantissime donne?- si chiedono- È inchiesta continuare a fingere di ignorare che l’azione di Doppia Difesa è stata decisiva in tanti provvedimenti legislativi in tema di violenza, come la legge sullo stalking e successivamente il Codice Rosso e il Codice Rosso rafforzato? Omettere elementi importanti e riportare una verità parziale è inchiesta? E soprattutto: ha il giusto animo per fare un’inchiesta chi sceglie di andare all’attacco di tutto e di tutti scegliendo l’aggressività come cifra stilistica? La regata la vince non chi passa (o crede di aver passato) la prima boa per primo, ma chi taglia per primo il traguardo”.

 

 

selvaggia lucarelliselvaggia lucarelli

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...