donald trump mar a lago uomo armato pistola armi benzina

EFFETTO TRUMP: NEGLI USA LA VIOLENZA ORMAI È UN LINGUAGGIO POLITICO – IL CASO DELL’UOMO ARMATO DI FUCILE E BENZINA, UCCISO MENTRE CERCAVA DI ENTRARE A MAR-A-LAGO, È L'IMMAGINE DI UN'AMERICA SEMPRE PIÙ DIVISA E INCAZZATA – UN SONDAGGIO DEL PEW RESEARCH RILEVA CHE L'85% DEGLI STATUNITENSI RITIENE IN AUMENTO LA VIOLENZA A SFONDO POLITICO – ALAN FRIEDMAN: “QUANDO UN PRESIDENTE DIPINGE GLI AVVERSARI COME NEMICI DA BATTERE E DELEGITTIMA LA CORTE SUPREMA, MODELLA L'AMBIENTE MORALE IN CUI ALTRI AGISCONO. IN QUELL'AMBIENTE QUALCUNO PRENDERÀ LE PAROLE ALLA LETTERA…”

Estratto dell’articolo di Alan Friedman per “la Stampa”

 

LA VILLA DI MAR A LAGO DI DONALD TRUMP

A Mar-a-Lago, tra palme e saloni dorati, la guerra civile delle parole in America si è presentata per un istante con una tanica di benzina in mano.

Un uomo armato di fucile e con un contenitore di carburante ha tentato di forzare il perimetro della residenza di Donald Trump all'1,30 del mattino di domenica. È stato ucciso prima che potesse fare del male ad altri. Fine della storia? Tutt'altro.

 

Preso da solo, è l'ennesimo episodio di violenza americana. È stato il terzo tentativo contro Trump? O solo un matto? Letto nel contesto più ampio, è la conseguenza logica di una cultura politica che ha imparato a incoraggiare la rabbia, a normalizzare l'intimidazione e a incitare alla violenza con il linguaggio dell'odio.

 

donald trump con fucile

È l'immagine di un'America sempre più polarizzata, divisa, arrabbiata. Gli americani lo avvertono. Nel 2025 un sondaggio del Pew Research Center ha rilevato che l'85% degli statunitensi ritiene in aumento la violenza a sfondo politico.

 

Due anni prima, nel 2023, il Public Religion Research Institute aveva scoperto qualcosa di ancora più inquietante: circa il 23% degli americani concordava con l'idea che «i veri patrioti potrebbero dover ricorrere alla violenza per salvare il Paese».

 

Il divario politico è netto: circa tre repubblicani su dieci contro un democratico su dieci. Non sono numeri marginali. Indicano una cultura in cui la violenza comincia ad acquisire una copertura morale.

 

Questa tendenza non nasce dal nulla. Già nel suo primo mandato presidenziale Trump ha tolto il coperchio al razzismo latente in America, arrivando a legittimare l'estrema destra che sfilava a Charlottesville nel 2017.

 

LA VILLA DI MAR A LAGO DI DONALD TRUMP

Il punto di svolta della violenza politica americana nel XXI secolo resta però il 6 gennaio 2021, quando una folla incitata dalle menzogne sulla «vittoria rubata» assaltò il Campidoglio per bloccare la certificazione del voto. Oltre 1.400 persone sono state arrestate; decine di agenti feriti. Nel gennaio 2025 Trump ha concesso ampie grazie e clemenze a molti dei coinvolti.

 

Il messaggio simbolico è stato inequivocabile: usare la forza contro le istituzioni democratiche può essere perdonato, perfino legittimato, se serve la "narrazione giusta".

 

[…]

 

milizie pro trump armate

La politica di Trump è divisiva per definizione: vive di nemici – giudici, procuratori, giornalisti, rivali – descritti come corrotti o illegittimi. Alcuni giudici sono finiti sotto protezione dopo ondate di minacce seguite ai suoi attacchi pubblici.

 

[…]

 

Nel tempo Trump ha dipinto intere comunità come criminali, invasori o parassiti. Ha parlato di vermin (ratti) e, usando la retorica di Hitler, ha parlato di come gli immigrati «avvelenino il sangue» dell'America. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno registrato un aumento dei crimini d'odio, con gli attacchi antisemiti a livelli record.

 

[…]

 

ALAN FRIEDMAN

Il Paese è saturo di armi: circa 450 milioni in mani private, quasi cento milioni in più delle persone che vivono negli Stati Uniti. Nel 2025, come negli anni recenti, centinaia di sparatorie di massa in luoghi pubblici – centri commerciali, chiese, scuole – ricordano che la radicalizzazione politica cresce in una società già assuefatta alla violenza.

 

Insomma, Trump non ha inventato la violenza americana, ma l'ha trasformata in linguaggio di campagna. E i linguaggi plasmano i comportamenti. Gli esempi non mancano: nell'aprile 2025 un piromane ha incendiato la residenza del governatore della Pennsylvania mentre Josh Shapiro e la famiglia dormivano al piano di sopra.

 

assalto a capitol hill

Nell'ottobre 2020 estremisti allineati con l'universo trumpiano hanno progettato di rapire e uccidere la governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer. Nel settembre 2025 l'attivista conservatore Charlie Kirk è stato ucciso durante un evento pubblico in Utah. Nel gennaio 2026, a Minneapolis, agenti federali dell'immigrazione hanno ucciso due cittadini americani, Renée Good e Alex Pretti.

 

In questo contesto, l'episodio di Mar-a-Lago non è un'aberrazione inspiegabile. È il sintomo estremo di un clima che da anni normalizza l'idea della violenza come linguaggio politico. Quando un presidente dipinge gli avversari come nemici da battere, delegittima la Corte Suprema, perdona chi ha usato la violenza contro le istituzioni democratiche e normalizza la disumanizzazione, modella l'ambiente morale in cui altri agiscono. In quell'ambiente qualcuno prenderà le parole alla lettera.

 

LA CORTE SUPREMA E DONALD TRUMP

Per essere chiari: l'America non diventa violenta per colpa di un solo uomo. È sempre stata un Paese violento. Ma l'aumento della violenza politica è, almeno in parte, l'esito prevedibile di uno stile di leadership presidenziale che ha imparato a trasformare la rabbia in una risorsa politica, e a voltarsi dall'altra parte quando qualcuno preme il grilletto.

donald trump con il dito puntatoalan friedmanassalto a capitol hill

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO