nicole minetti giuseppe cipriani

“E’ TUTTA UNA DEPRAVAZIONE” - IL “FATTO” SCODELLA UN’INCHIESTA BOMBA SU GIUSEPPE CIPRIANI, NICOLE MINETTI E UN GIRO DI PROSTITUTE (FORSE ANCHE MINORENNI) A “LA BARRA”, LA TENUTA BUNKER IN URUGUAY DELL’IMPRENDITORE, PROBABILMENTE SCHERMATA DA UN SISTEMA ANTI-DRONE CAPACE DI ACCECARE LE RIPRESE AEREE – DA QUELLE PARTI E’ PASSATO ANCHE JEFFREY EPSTEIN, CHE AVREBBE TRASCORSO LI’ UN’INTERA ESTATE – LE RAGAZZE ARRIVAVANO CON AEREI PRIVATI E LA COMPIACENZA DI ADDETTI DOGANALI CORROTTI – LE SAUNE, LE FESTE E LE ACCUSE A NICOLE MINETTI DI ESSERE LA “MADAME” CHE GESTIVA IL VIA VAI DI RAGAZZE E LE SELEZIONAVA – IL “FATTO”: “C'È UN DETTAGLIO CHE DESTA INCREDULITÀ: L’ISTITUTO NAZIONALE URUGUAIANO PER L’INFANZIA, PORTAVA I BAMBINI A PRANZO ALLA TENUTA DI CIPRIANI. E PER UNA FONTE ‘ERA SOLO PER COPRIRE LA VERITÀ’. È IN QUESTO CONTESTO CHE ENTRA IL BAMBINO NATO NEL 2017 AL CENTRO DELLA GRAZIA PRESIDENZIALE CHE IL QUIRINALE HA CONCESSO A NICOLE MINETTI” – L'EX IGIENISTA DENTALE IN ITALIA E' STATA CONDANNATA IN VIA DEFINITIVA A 2 ANNI E 10 MESI PER FAVOREGGIAMENTO DELLA PROSTITUZIONE…

1 - VILLA CIPRIANI IN URUGUAY: MINETTI, FESTE E SQUILLO

Estratto dell’articolo di Thomas Mackinson per il “Fatto quotidiano”

 

giuseppe cipriani

La luce del Mediterraneo abbaglia. E nasconde. Sotto la linea di galleggiamento restano i segreti. Per sei mesi l’anno, la parte “bella e ufficiale” dell’impero di Giuseppe Cipriani naviga a bordo del gigantesco yacht “Gin Tonic”. Sul ponte tintinnano i calici di star internazionali e icone globali: Shakira, Naomi Campbell... Feste esclusive, lusso, immagini perfette. Il ritratto immacolato di un mecenate globale e “normoinserito”, come lo definiscono i legali della sua compagna Nicole Minetti nell’istanza di grazia.

 

Poi l’estate finisce. I motori si spengono. E la scena si sposta dall’altra parte dell’oceano. L’ancora si pianta in Uruguay, dove quella luce viene inghiottita da due “cuori di tenebra”: il lato oscuro della coppia Cipriani-Minetti.

 

GIUSEPPE CIPRIANI E NICOLE MINETTI

“È una depravazione. Tutto, tutto è una depravazione”. A parlare è una persona che per anni ha lavorato, dormito, servito dentro il “gemello” terrestre dello yacht: la tenuta-bunker di Cipriani a La Barra, dipartimento di Maldonado. […]  l’area sarebbe schermata da un sistema anti-drone capace di accecare le riprese aeree. Paranoia, forse, ma nei loro racconti è una fortezza isolata, difesa da guardie e polizia privata.

 

Solo ieri svelavamo come Cipriani non fosse solo un imprenditore dell’ospitalità di lusso, ma il socio occulto di Jeffrey Epstein, il finanziere al centro del più grande scandalo di pedofilia globale. E come le loro agende di affari e di piacere si siano incrociate per decenni (“Sarò a New York martedì, a Parigi sabato”, una delle centinaia di mail dagli Epstein files).

 

DUE RAGAZZE NELLA TENUTA DI GIUSEPPE CIPRIANI IN URUGUAY

Un legame così stretto che Naomi Campbell, intima amica di Epstein, ha soggiornato più volte proprio nella chacra uruguaiana fin dal 2004. Secondo le testimonianze raccolte dal Fatto, in quell’angolo assolato di Sud America si replicavano torbide dinamiche predatorie di soldi e sesso alla Epstein. Il miliardario americano avrebbe persino trascorso un’intera estate nella villa di Cipriani, muovendosi come un fantasma intoccabile. La regola per la servitù: “Non lo potevamo guardare negli occhi”.

 

Superate le guardie, la villa si rivela un dedalo costruito per nascondere. Una lunga galleria dominata da un “camino gigantesco”, un ponte in legno sospeso su una piscina rialzata, salottini che sprofondano nel buio. Sotto la camera da letto del padrone di casa si trova il sancta sanctorum: sauna, lettino per i massaggi e vasca gelata.Attorno, come satelliti, sei casette separate: alloggi per le modelle destinate alle feste. Cellulari vietati. Qualcuna li usa, ma per farsi selfie in bagno.

LA TENUTA DI GIUSEPPE CIPRIANI IN URUGUAY

 

Per alimentare il traffico, Cipriani avrebbe organizzato una catena di montaggio garantita da un sistema di corruzione doganale oggi sotto osservazione del ministero degli Interni. “A dicembre, le ragazze arrivavano direttamente con il suo aereo privato. Ma all’immigrazione non risultava nulla”, raccontano i media locali che già a febbraio avevano raccolto le prime testimonianze, a rischio della loro incolumità. Il meccanismo: i piloti consegnavano solo due o tre passaporti. Le altre entravano “come fantasmi”.

 

I controllori dell’ufficio immigrazione non salivano mai a bordo per verificare il numero reale dei passeggeri. È per questo che i funzionari ora sarebbero finiti sotto inchiesta. A orchestrare i silenzi, una donna che era la sua factotum in Sud America.

giuseppe cipriani

 

“Era l’unica capace di oliare i funzionari corrotti con regalini sistematici”. Non solo denaro: modifiche ai timbri per coprire soggiorni irregolari negli Usa e favori di altro tipo. “Per compiacere una capa dell’immigrazione, le hanno spianato gratis un terreno con i macchinari dell’hotel”. Dentro le sei “casette”, la donna diventava merce. Turni implacabili e tariffari precisi, la “lista de precios”.

 

Al mattino venivano fatte sgomberare le uruguaiane e le argentine, considerate la fascia bassa. Nel pomeriggio piovevano dal cielo le modelle élite brasiliane, seguite poi dalle italiane. Le regole per loro erano dictatoriales: palestra quotidiana per essere sempre nella forma migliore per i clienti e divieto di indossare lo stesso abito due volte.

 

L’isolamento della tenuta crea catene di messaggi solidali e consigli pratici tra ragazze che si muovono tra Montevideo, Maldonado e voli intercontinentali. “Hoy sigo para Dubai”, scrive una. La dimensione lavorativa affiora senza essere mai esplicitata. “¿Vos trabajando?”. E la risposta: “No, hoy estoy en casa”. Poi i dettagli pratici. Piccoli accorgimenti funzionali. “Hai delle caramelle? Ho mangiato aglio e se devo assistere Giuseppe devo avere l’alito profumato”.

giuseppe cipriani e nicole minetti

 

“Ho finito gli assorbenti, ne hai?”. Dei padroni di casa parlano poco. “Giuseppe se fue ayer”. Ma se lui è partito, Nicole è arrivata. Movimenti che le interlocutrici seguono e commentano in tempo reale. Era “de esperarse”, prevedibile.

 

La sera entrava in scena un facilitador argentino. “Chiamava per ordinare il numero esatto di donne e durante la festa le affiancava agli uomini d’affari, anche seminude. Bastava uno sguardo e sparivano nelle stanze buie o nelle casette private”. Un testimone riferisce di averlo riconosciuto durante una visita dell’attuale presidente uruguaiano Luis Lacalle Pou, arrivato ufficialmente per un sopralluogo. Parte del suo entourage, racconta, si sarebbe poi allontanata con alcune ragazze. A governare il sistema, con ruolo di madame, ancora e sempre lei: Nicole Minetti.

 

jeffrey epstein ghislaine maxwell e giuseppe cipriani jr

Nel 2013 era stata condannata in primo grado a cinque anni per favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby, pena ridotta nel 2014. In attesa della sentenza definitiva che sarebbe arrivata nel 2019, Nicole Minetti cambiò vita? Pare proprio di no. A settembre del 2017 l’imputata viene “pizzicata” al “Downtown Ibiza” di proprietà di Cipriani, dove la lady della “coppia padronale” faceva lo stesso lavoro di sempre. Così la raccontava il nostro mensile Millennium.

 

Minetti era la DJ resident del sabato sera, stava alla consolle e scendeva in sala per accogliere gli ospiti di riguardo e i Vip al tavolo del compagno; perlopiù ricchi uomini d’affari – russi, arabi, americani – col portafogli a fisarmonica, circondati da schiere di “belle ragazze compiacenti, piene di curve e tatuaggi, che si mostravano generosamente a uomini facoltosi in cerca di conquiste facili”.

NICOLE MINETTI

 

Quando scendeva in sala le “ragazze” le andavano incontro come in un vero e proprio “pellegrinaggio”, guardandola con ammirazione, come per chiederle in dono un riflesso della sua capacità di capitalizzare le doti che la natura le ha riservato.

Neppure allora l’ex consigliera regionale aveva “cambiato vita”, come assicura l’istanza con la quale a febbraio ha ottenuto la grazia. Si era semplicemente trasferita nel dorato mondo del compagno per poi seguirlo fino in Uruguay, dove nel 2018 Cipriani avvia quello che nell’istanza viene descritto come “il più grande investimento nella storia del Paese, il progetto dell’Hotel San Rafael”.

 

Nell’istanza di grazia il periodo di Arcore viene definito “un contesto di vita definitivamente chiuso”, collocato in un “ambito temporale circoscritto”. Invece, a quanto pare, dopo Ibiza lo replicava anche in Sud America, dove è rimasta per anni e fino al 2024-2025, ma su scala industriale.

 

scrittura privata tra jeffrey epstein e giuseppe cipriani jr

E dove, peraltro, riappare il fantasma delle minorenni. La condanna definitiva per Minetti fu per favoreggiamento della prostituzione “semplice”, senza cioè una qualificazione autonoma legata alla vicenda della minore marocchina Karima El Mahroug, fermata per un furto, per il quale in una notte di 16 anni fa corse alla Questura di Milano a giurare che fosse la nipote di Mubarak.

 

Un’uruguaiana, che chiameremo Marìa, fu “gettata nel giro a 16 anni in cambio di viaggi di lusso a New York, Los Angeles e Dubai”. Un’italiana, nome d’arte “Lulù”, sarebbe stata trascinata lì a soli 15 anni. “Viveva alterata dalle sostanze. Il fidanzato era morto per overdose e Cipriani viveva nel terrore”. Cipriani non vietava le droghe per etica, ma per controllo: solo alcol, per evitare “disastri con i clienti”. L’incubo: “Che la quindicenne morisse lì, scatenando uno scandalo ingestibile”. Al Fatto la ragazza non ha voluto rispondere. C’era anche una copertura, la più perversa di tutte.

 

NICOLE MINETTI

Periodicamente Cipriani apriva la chacra ai bambini orfani dell’Inau. “Invitati a pranzo, i piccoli venivano serviti personalmente da lui ma solo a favor di telecamere per costruirsi l’aura del filantropo”. Così i bambini finivano a giocare sulle stesse assi sotto cui, poche ore prima, si era consumato il commercio delle donne. L’inganno perfetto: un impero scintillante, fatto anche di soldi e sesso a pagamento, che affiora di nuovo dal fondo in cui era nascosto, coperto da uno scafo da 4 milioni di dollari. Minetti e Cipriani, contattati dal Fatto, hanno preferito non rispondere.

 

2 - “NICOLE SCEGLIEVA LE RAGAZZE, GLI ABITI E IL PARRUCCHIERE”

giuseppe cipriani

Estratto dell’articolo di Thomas Mackinson per il “Fatto quotidiano”

 

“Esta chica me gusta, esta no”. Era Nicole a scegliere le ragazze. E tutto quello che riguardava il loro aspetto estetico e fisico. Sceglieva perfino il parrucchiere per loro, i vestiti e si assicurava che fossero “sempre in ordine”.

 

“È oscura. Molto oscura”. La voce è quella di una fonte che ha lavorato per anni nella cerchia più intima di Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti in Uruguay. E quindi li conosce da vicino. Parla solo a condizione di anonimato totale – “aquí la vida no vale nada” ti fanno sparire come niente”, dice – accettando di raccontare al Fatto cosa succedeva davvero nella tenuta “Gin Tonic” di La Barra, Punta del Este che era il regno dorato di Cipriani e Minetti.

NICOLE MINETTI

 

Conosce palmo a palmo il ranch, la sua struttura, le sue dinamiche. I suoi ritmi. E i suoi segreti. […] Secondo la sua testimonianza, Nicole Minetti non era solo la compagna del miliardario italiano. Era la persona che gestiva gli accessi, selezionava le ragazze, teneva i fili. “Ella sabe”, dice. “Conosceva tutto”. Un ruolo che definisce senza esitazione come quello di madame. Lo stesso ruolo per cui era stata condannata in Italia.

 

“Le ragazze dovevano essere impeccabili, come bambole”, dice di una brasiliana che frequentava la tenuta. […] Tra le persone che frequentavano la proprietà Minetti era molto temuta, la ritenevano mala, “fredda e crudele”, non più la Nicole col sorriso stampato sulle labbra a favor di telecamera. “Oltre a essere la compagna di Cipriani era considerata una super protetta per un motivo preciso”. Quel motivo aveva a che fare con il “processo italiano” e la sentenza che si avvicinava, e con la possibilità concreta che “non potesse più lasciare il Paese”. “Nicole – dicevano – verrà condannata, saranno circa tre anni. Non verrà più, perché non potrà lasciare il suo Paese”.

giuseppe cipriani

 

La grazia presidenziale, arrivata a febbraio 2026, avrebbe risolto anche questo problema.

Il rapporto con Cipriani era “complesso”. Lei era la sua compagna ufficiale, ma solo di facciata: “Per lui, le ragazze che hanno più di 23 anni sono già vecchie. Lei ne ha 41. Lui la sostituirà presto”. Così alle più giovani consigliava questo: “Investi quel che hai, metti da parte qualcosa a Montevideo, perché quando invecchierai lui ti cambierà con un’altra, e un’altra ancora”.

 

Cipriani era circondato da ragazze brasiliane, argentine e italiane. Arrivavano sul suo jet privato saltando ogni controllo dell’ufficio immigrazione uruguaiano. La fonte conferma la presenza di giovanissime e minorenni. “Nicole Minetti sapeva tutto”.

 

NICOLE MINETTI

C'è un dettaglio che desta incredulità: l’Inau, l’istituto nazionale uruguaiano per l’infanzia, portava i bambini a pranzo alla tenuta di Cipriani. “Giuseppe li faceva arrivare al chakra, li serviva lui, ma tutto questo era solo per coprire la verità”. È in questo contesto che entra il bambino nato nel 2017 al centro della grazia presidenziale che il Quirinale ha concesso sulla scorta delle istruttorie della Procura di Milano e del Ministero della Giustizia.

 

La testimonianza arriva a scalfire la figura del minore “gravemente malato”, perno dell’istanza di grazia. Dopo un’operazione negli Stati Uniti “stava benissimo, correva felice”. Però Minetti nunca lo ve, “non se ne occupa, è molto fredda”. “Il bambino sta sempre e solo con la tata uruguaiana Fatima”. Dubbi anche su come sia arrivato alla famiglia Cipriani-Minetti. “Pesos e miedo”, dice. “Soldi e paura”. La stessa che per anni ha impedito a tanti di parlare.

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