investimento pedone investito incidente stradale morto morta

“UN DECRETO SICUREZZA SEMBRA L’ASSOLUTA PRIORITÀ POLITICA. INTANTO VIVIAMO UN’ECATOMBE QUOTIDIANA NEL TRAFFICO” – FEDERICO FUBINI: “IN ITALIA PERCEPIAMO UN ALLARME SICUREZZA LEGATO ALLA VIOLENZA, DUNQUE SEMBRA NORMALE CHE SI RAFFORZINO LE LEGGI PER PREVENIRE O REPRIMERE IL PROBLEMA. MA NON PERCEPIAMO UN ALLARME SICUREZZA LEGATO AGLI INCIDENTI STRADALI; DUNQUE, SEMBRA NORMALE ANCHE ELIMINARE TRE AUTOVELOX SU QUATTRO” – “NELLA NOSTRA SOCIETÀ UN FEMMINICIDIO O UN INCIDENTE MORTALE SUL LAVORO CI APPAIONO (GIUSTAMENTE) INTOLLERABILI. EPPURE, ABBIAMO DECISO DI CONVIVERE PER LO PIÙ NELL’INDIFFERENZA COLLETTIVA CON NOVE MORTI AL GIORNO IN ITALIA IN INCIDENTI STRADALI..."

 

 

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per www.corriere.it

 

autovelox

La settimana scorsa, […] la cronaca è stata attraversata dal nuovo «decreto Sicurezza» in preparazione da parte del governo e da uno scoop di Alessio Ribaudo sul Corriere sull’intenzione, sempre del governo, di eliminare tre autovelox su quattro fra quelli disposti oggi in Italia

 

[…] In Italia percepiamo un allarme sicurezza legato alla violenza, dunque sembra normale che si rafforzino le leggi per prevenire o reprimere il problema. Ma non percepiamo un allarme sicurezza legato agli incidenti stradali; dunque, sembra normale anche eliminare tre autovelox su quattro. […]

 

UN PAESE MENO VIOLENTO

Non posso fingere di essere un esperto di sicurezza pubblica, né stradale. […] Per questo mi guardo bene dall’analizzare nel merito il decreto sicurezza appena approvato, che fra l’altro facilita le «immediate perquisizioni» e prevede l’arresto in flagranza per chi indossi un casco «o altri mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento dei partecipanti durante le pubbliche riunioni»; il presidente della Repubblica sembra aver mosso alcuni rilievi costituzionali, a seguito dei quali il governo ha ritoccato il provvedimento.

FEMMINICIDIO

 

Posso parlare invece del rapporto tra le emergenze che percepiamo e quelle che viviamo e di come lo scarto fra le due spinga i politici alle proprie scelte. Perché i dati dicono che in Italia la sicurezza di fronte al rischio di violenza privata si è evoluta enormemente. […]

 

Nel 1990 […] In Italia si registravano 3,1 omicidi ogni centomila residenti, un livello che lo accomunava ad alcune delle economie appena uscite dal blocco sovietico e allora sprofondate nel caos. […] I Paesi ai quali ci confrontiamo per ordine sociale e tenore di vita, Francia o Germania, avevano in proporzione un terzo degli omicidi registrati in Italia.

 

omicidi per 100mila abitanti nel 2023

Avanti veloce di trentacinque anni e il quadro appare completamente trasformato. Non solo l’Italia ha completato la sua convergenza sulle medie d’Europa occidentale; ma non si è più fermata, lasciando indietro gli altri. Il grafico sotto mostra che, se gli omicidi e i femminicidi nella società dicono qualcosa del suo grado di sicurezza, allora l’Italia lo ha molto più alto degli altri grandi Paesi europei.

 

Passiamo da una frequenza di morti ammazzati tripla rispetto a Francia e Germania, ad una di circa la metà. E che il sorpasso sia così netto suggerisce che esso non può essere solo frutto del calo della violenza della criminalità organizzata. Tra l’altro una recente nota del ministero dell’Interno informa che il 2025 è in ulteriore miglioramento: omicidi in calo del 15%, femminicidi giù 18% sul 2024. I 286 fra uomini e donne assassinati l’anno scorso sono la metà rispetto a quelli del 2009.

 

Sono 286 di troppo, certo. Nessuno può abbassare la guardia. Così come sono di troppo i 97 femminicidi del 2025. Resteremo in emergenza finché ce ne sarà uno solo, ma dobbiamo anche sapere che siamo sulla strada giusta: i femminicidi sono praticamente dimezzati rispetto al 2013 (dati Eurostat) e sono in proporzione meno della metà, la metà o comunque moltissimi in meno rispetto a Germania, Francia, Svezia, Finlandia o Spagna. […]

incidenti stradali 2

 

LA MINACCIA NEL TRAFFICO

[…] Nella nostra società un femminicidio o un incidente mortale sul lavoro ci appaiono (giustamente) intollerabili. Eppure, abbiamo deciso di convivere per lo più nell’indifferenza collettiva con nove morti al giorno in Italia in incidenti stradali. Non importa se sono dieci volte più numerosi, ogni anno, di tutti gli omicidi. […] Forse è un rischio del quale preferiamo collettivamente non parlare perché ci incute troppa paura nel profondo, dovendo noi tutti affrontare la strada ogni giorno.

 

Ma c’è qualcos’altro da sapere, quanto a questo: mentre nel contrasto agli assassinii progrediamo più degli altri e siamo più avanti, nella sicurezza stradale sta accadendo l’opposto. I progressi dell’Italia sono più lenti di quelli di gran parte degli altri Paesi europei e registriamo una frequenza di incidenti mortali decisamente sopra le medie. Non ci sarebbe niente di inevitabile in tutto questo, quindi è realmente uno scandalo.

incidenti stradali 1

 

[…] Mentre il numero di decessi stradali per incidenti dal 2010 si è dimezzato in Danimarca o in Polonia ed è giù di circa un terzo nelle media europee, da noi è calato di meno (del 26%). Con quasi venticinque milioni di abitanti in meno rispetto alla Germania, registriamo un numero assoluto di morti stradali persino superiore (3030 contro 2770 nel 2024).

 

CHI VIGILA?

Ci si può chiedere cosa stia accadendo in questo Paese. I dati di Eurostat mi fanno sospettare che una parte rilevante del pur ridotto miglioramento nella sicurezza stradale si debba a auto oggi più sicure, ma meno a comportamenti più prudenti. Perché lo dico? Perché quando non c’è un modello di auto robusta a proteggerci, drammaticamente i decessi in Italia non stanno diminuendo poi molto.

 

I caduti in moto o motorino nel 2023 sono pari a quelli del 2016 (e qui il pensiero va al nostro collega Fabio Postiglione, scomparso appena un anno fa). Anche per pedoni e ciclisti la riduzione del rischio negli ultimi anni è purtroppo limitata.

 

incidenti stradali 4

Come ho detto, non me ne intendo e non pretendo di avere tutte le risposte. Posso solo notare come la Commissione europea pubblichi ogni anno un confronto fra sistemi dal quale emergono anomalie del caso italiano. In questo Paese si assegnano un quarto delle multe per eccesso di velocità, in proporzione agli abitanti, rispetto alla media europea; si assegnano meno della metà delle multe per uso illegale del telefono alla guida e un decimo di quelle per guida con alcol sopra le soglie. Non so se sia perché noi italiani rispettiamo queste regole di più. So che in Francia, Germania e Olanda c’è molta più severità su queste multe e gli incidenti stradali sono di meno.

 

[…] Un decreto sicurezza sembra l’assoluta priorità politica, senza fermarsi a capire cosa esattamente abbia liberato l’Italia dalla violenza negli ultimi anni e decenni. Intanto viviamo un’ecatombe quotidiana nel traffico.

incidenti stradali 3

 

Ma poiché non ne riconosciamo l’immagine in modo abbastanza nitido, i decisori possono rimuovere tre quarti degli autovelox in grado di limitarla nell’indifferenza e quasi nel sollievo generale: rischieremo meno multe! Non saprei definire un fenomeno del genere, se non come populismo stradale (ma anche le forze di opposizione, quando erano al governo, non sembrano aver fatto lontanamente abbastanza per affrontare il problema). […]

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?