LA SOLITUDINE DEL PISTOLERO - I MILLE MISTERI DELL'ATTENTATORE DI PARIGI, DALLA MILITANZA NELL'ESTREMA SINISTRA ALLA SPARATORIA A ‘’LIBERATION’’

Luciano Gulli per "Il Giornale"

«Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio». Sono le ultime parole di Mersault, il protagonista de Lo straniero, celebre romanzo di Albert Camus.

Mersault, che su una spiaggia di Algeri spara a un arabo, uccidendolo, senza sapere perché, avrà la testa tagliata in nome del popolo francese. Stavolta, in una realtà non meno romanzesca del romanzo, l'epilogo sarà meno drastico. Ma l'atmosfera -un'atmosfera cupa, angosciosa, straniante- è la stessa del romanzo di Camus.

C'è lo stesso rassegnato cinismo, lo stesso vuoto esistenziale, la stessa ostentata indifferenza negli ultimi giorni della sua vita da uomo libero nella vita di Abdelhakim Dekhar, 48 anni, arrestato dalla polizia parigina dopo una gigantesca caccia all'uomo protrattasi per giorni.

«Ho fatto una fesseria», ha confessato con un ghigno sardonico all'amico che lo ha ospitato negli ultimi 15 giorni, raccontandogli delle sue scorribande per la Ville Lumière armato di fucile a pompa. Quanto al perché: silenzio. Le chiacchiere non sono mai state il suo forte, del resto. Nel milieu dell'ultrasinistra francese, in cui aveva militato negli anni Novanta, lo avevano soprannominato «Toumì».

Si sapeva che era nato in Mosella da genitori algerini, e poco altro. Un alieno, un uomo misterioso, un «personaggio complesso» come si legge in un vecchio faldone della Brigade Criminèlle emerso da un sotterraneo al numero 36 di Quai des Orfèvres. «Un uomo enigmatico, intelligente, ma difficile da cogliere fino in fondo», racconta la sua ex avvocata. E aggiunge: «Un po' mitomane, anche. Diceva di lavorare per i servizi segreti».

Era lui, Abdelhakim Dekhar, detto «Toumì» il «terzo uomo» della strage che il 4 ottobre 1994 a Parigi fece quattro morti -tre poliziotti e un tassista- uccisi da Audry Maupin -lui pure morto nella sparatoria- il terrorista di estrema sinistra vicino a gruppi anarchici che aveva dato vita a una forsennata, sanguinosa corrida spalleggiato dalla compagna Florence Rey. Audry e Florence: i Bonnie & Clyde dell'ultra gauche francese, 22 anni lui, 19 lei, progettavano una serie di rapine alle banche. Fu Dekhar, quella volta, a fornire loro un fucile a pompa.

Un'altra «fesseria» che nel '98, al processo, gli costò 4 anni di carcere. Da allora, «Toumì» era sparito dagli schermi radar della polizia. Riapparso come un fantasma, Dekhar si materializza venerdì scorso nella redazione del canale all news Bfmtv e punta il suo fucile contro un caporedattore, senza sparare. Poi, lunedì, un colpo a bruciapelo contro un ventitreenne assistente fotografo nella redazione di Libération ferendolo gravemente.

Quindi esplode alcuni colpi davanti alla sede della banca Société Générale alla Défense e prende in ostaggio un automobilista per farsi riportare a Parigi, tuffandosi nel metrò e sparendo dalla circolazione. «Toumì» l'hanno trovato l'altra sera, dopo la segnalazione dell'amico che lo aveva ospitato, chiuso in auto, in un parcheggio pubblico di Bois-Colombes, nella banlieue nord-ovest di Parigi.

«Era in uno stato di semi-incoscienza - ha detto una fonte della polizia. Un tentato suicidio con farmaci, pare». Così, si direbbe, finisce la carriera di Abdelhakim Dekhar, detto «Toumì», modesto impiegato del crimine e dell'ultrasinistra, sopravvissuto per anni in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Finchè un giorno, chissà perché, aveva deciso di far sapere che «Toumì», come certi fantasmi, «era tornato».

 

 

LA PRIMA DI LIBERATION DOPO LA SPARATORIA L ATTENTATORE DI PARIGI ATTENTATORE DI PARIGI ATTENTATORE DI PARIGI

Ultimi Dagoreport

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...