CI VOLEVANO GLI AMERICANI PER FAR USCIRE LE SVASTICHELLE DALL’ARMADIO DEI TEDESCHI - I NATIONAL ARCHIVES, GLI ARCHIVI NAZIONALI DEGLI USA, HANNO RESO DISPONIBILI ONLINE LE LISTE COMPLETE DEI TEDESCHI TESSERATI NSDAP, IL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA – DOPO LA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI, MOLTI GIOVANI TEDESCHI SI SONO RESI CONTO DI AVERE IL NONNO O BISNONNO NAZISTA (NEL 1945, UN TEDESCO ADULTO SU CINQUE ERA TESSERATO AL PARTITO HITLERIANO) – MA COME MAI I FILE SONO STATI PUBBLICATI DAGLI AMERICANI E NON DAI TEDESCHI? TUTTO MERITO DI…
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
«Mio nonno era nazista?». Centinaia di migliaia di tedeschi sono tornati, in queste settimane, a porsi la madre di tutte le domande. […] Per la prima volta i National Archives, gli archivi nazionali degli Usa, hanno infatti reso disponibili online le liste complete dei tesserati alla Nsdap, il partito nazionalsocialista, con la possibilità per ognuno di consultarli senza registrazione. Sono più di 16 milioni di oggetti scansionati, comprese fotografie, schede anagrafiche e questionari di ammissione, contenuti in 5 mila microfilm digitalizzati.
heinrich himmler e adolf hitler
Perché in America e non in Germania? […] Perché paradosso vuole che la severissima normativa sulla protezione della privacy in Germania, frutto proprio dello scempio che ne fece il regime nazista, prevede che tali dati possano essere resi pubblici solo un secolo dopo la nascita di una persona. E poiché i membri più giovani del Nsdap presenti nei fascicoli sono nati nel 1928, una pubblicazione è possibile solo tra due anni.
Nel 1945, un tedesco adulto su cinque era tesserato al partito hitleriano, per un totale di 8,5 milioni di membri. Se l’esercito americano riuscì a confiscare gli elenchi fu merito di Hans Huber, coraggioso dirigente di una cartiera di Monaco, dov’era la centrale della Nsdap, il quale disobbedendo all’ordine di distruggerli impartito da Himmler, li spacciò per carta straccia tra i rifiuti (pesavano 65 tonnellate) e poi li consegnò ai liberatori. […]



