giovani palestinesi d'italia manifestazione a bologna

“IL 7 OTTOBRE E’ UN GIORNO GLORIOSO. LA PIU’ GRANDE AZIONE DI RESISTENZA CONTRO L’OCCUPAZIONE SIONISTA” - DIVENTA UN CASO POLITICO L'INTIFADA AL RAGU' DEI GIOVANI PALESTINESI D'ITALIA CHE HANNO CONVOCATO DOMANI A BOLOGNA UNA MANIFESTAZIONE PER CELEBRARE LA STRAGE DEI CIVILI ISRAELIANI – “LA PALESTINA NON È SOLO IL SIMBOLO DELLA RESISTENZA CONTRO IL SIONISMO: È POLITICAMENTE IL PUNTO PIÙ AVANZATO DELLO SCONTRO CONTRO L’IMPERIALISMO OCCIDENTALE” (CHIAMATE LA CROCE VERDE!) - NEI PROPRI CANALI GLI ATTIVISTI SI DEFINISCONO PARTE DELLA "RESISTENZA PALESTINESE" E VANTANO UN RAPPORTO ORGANICO CON IL PALESTINIAN YOUTH MOVEMENT (PYM). MA NON RISULTANO BILANCI PUBBLICI…

 

giovani palestinesi d'italia manifestazione a bologna

Estratti da adnkronos.com

 

I Giovani Palestinesi Italia (Gpi) sono un collettivo politico-attivista diffuso in varie città - tra cui Bologna, Milano, Torino, Roma - molto presente sui social con un account nazionale da oltre 155 mila follower su Instagram.

 

Nei propri canali si definiscono parte della "Resistenza palestinese", con parole d'ordine anticoloniali e antisioniste, rivendicando la formula "dal fiume al mare", slogan che presuppone (nell'uso che se ne fa nelle manifestazioni di queste settimane) uno Stato palestinese che vada dal fiume Giordano fino al Mediterraneo, di fatto cancellando lo Stato di Israele. Il profilo Instagram nazionale e quello bolognese mostrano una rete di capitoli locali, presidi, cortei e campagne coordinate.

 

Diversi materiali social riconducono Gpi a un rapporto organico con il Palestinian Youth Movement (Pym), movimento transnazionale della diaspora giovanile palestinese attivo in Nord America ed Europa: in un post si definiscono esplicitamente "capitolo italiano" del Pym; i documenti "about" del Pym ne precisano impostazione, obiettivi e genealogia politica. In realtà, il fatto di essere il "capitolo italiano" è un'auto-attribuzione su Instagram perché non esiste un registro pubblico che certifichi formalmente l'affiliazione.

 

 

manifestazione pro pal per gaza

(...) Nel 2024-2025 i GPI diventano centrali negli “accampamenti” universitari e nelle mobilitazioni contro accordi accademici con Israele, con prime tende a Bologna e poi in altre sedi. Testimonianze e cronache di testate locali e internazionali descrivono il ruolo dei Gpi nell’“intifada studentesca” italiana.

 

 

 

La comunicazione del collettivo sostiene la “resistenza con ogni mezzo”, celebra i “martiri” e in più occasioni hanno definito il 7 ottobre 2023 una “rivoluzione” o “dura sconfitta del sionismo”, posizione che ha generato forti reazioni politiche e istituzionali.

 

manifestazione pro pal per gaza

Sul loro blog, già ad aprile scorso, scrivevano: “(…) la storia chiama a schierarsi senza ambiguità: o con la resistenza o con gli oppressori. Ogni esitazione equivale a un tradimento” e che “non basta limitarsi alla denuncia, serve un salto di qualità nella lotta!” Il manifesto è chiaro ed esplicito: “Ogni fucile imbracciato dai combattenti di Gaza, ogni pietra lanciata dai giovani di Jenin, ogni sciopero, ogni blocco popolare e ogni appello che arriva dalla Palestina ci indica la strada da seguire. La Palestina non è solo il simbolo della resistenza contro il sionismo: è politicamente il punto più avanzato dello scontro contro l’imperialismo occidentale, la linea del fronte da cui si irradia la lotta che dobbiamo portare anche qui”.

 

Come si finanziano

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PRO PALESTINA DI ROMA - FOTO LAPRESSE

Non risultano bilanci pubblici riconducibili a “Giovani Palestinesi d’Italia”; i capitoli appaiono come collettivi informali che attivano crowdfunding e donazioni dirette per spese legali, logistiche ed eventi, spesso tramite PayPal/Iban indicati nei post o piattaforme come Chuffed per sostenere le spese legali o per finanziare iniziative come la “Global Sumud Flotilla”.

 

 

Gpi Bologna

Il capitolo bolognese replica la linea nazionale: presidi, accampate universitarie, adesione a campagne contro “complicità accademiche” e alla Flotilla. I canali social locali rilanciano il frame “al fianco della Resistenza palestinese” e hanno promosso la manifestazione del 7 ottobre, che – scrivono nel post – è l’anniversario di un “momento glorioso”, considerato “la più grande azione di resistenza degli ultimi decenni contro l’occupazione coloniale sionista”.

7 OTTOBRE MOVIMENTO PER LA RESISTENZA - STRISCIONE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PRO PALESTINA DI ROMA giovani palestinesi d'italia

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...