stefano tronelli francesco dattola corruzione

SI RICOMINCIA! SONO IN CORSO PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E NELLE SEDI DI VARIE SOCIETÀ PUBBLICHE: TIM, TERNA E RETE FERROVIARIA ITALIANA – LA PROCURA DI ROMA INDAGA PER CORRUZIONE, RICICLAGGIO E AUTORICICLAGGIO, IN MERITO AD ALCUNI APPALTI DELLA SOGEI – COMPLESSIVAMENTE GLI INDAGATI SONO 26, TRA CUI GENERALI DELLA DIFESA, DIRIGENTI DI IMPRESE PUBBLICHE E IMPRENDITORI – AL CENTRO DELL’INCHIESTA C’È L’IMPRENDITORE FRANCESCO DATTOLA, RITENUTO DAGLI INQUIRENTI AMMINISTRATORE DI FATTO DELLA NSR S.R.L., AFFIANCATO – TRA GLI ALTRI – DA STEFANO TRONELLI, TITOLARE DELLA TRON GROUP HOLDING S.R.L. (È PADRE DI CAROLINE, FIAMMA ESTIVA DI STEFANO DE MARTINO)

CORRUZIONE, IN CORSO PERQUISIZIONI ALLA DIFESA, TERNA E RFI

CORRUZIONE

(ANSA) - Sono in corso perquisizioni da parte della Gdf al ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo Strategico Nazionale nell'ambito di una indagine della Procura di Roma, sviluppo di quella su Sogei, in cui si ipotizzano i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio oltre alla turbativa d'asta e al traffico di influenze illecite.

 

Al centro dell'indagine, coordinata dal sostituto Lorenzo Del Giudice, presunte irregolarità negli appalti informatici. Complessivamente 26 gli indagati. Fra le persone perquisite anche generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori.

 

CORRUZIONE, PERQUISIZIONI FINANZA AL MINISTERO DELLA DIFESA, A TERNA E FERROVIE: 26 GLI INDAGATI

Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it

 

corruzione

Un sistema fondato su fondi neri, gare pilotate che tocca grandi aziende pubbliche come Tim, Terna e Rete Ferroviaria Italiana, e su una rete di relazioni costruite per orientare appalti e forniture. È questo il quadro che emerge dalle carte dell’indagine della procura di Roma, che ipotizza – a vario titolo – reati di corruzione, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti e riciclaggio..

 

Al centro dell’inchiesta c’è l’imprenditore Francesco Dattola, ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto della NSR s.r.l., affiancato – tra gli altri – da Stefano Tronelli, titolare della Tron Group Holding s.r.l., e dall’intermediario Antonio Spalletta.

 

Francesco Dattola

Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe costruito un sistema capace di generare liquidità in nero attraverso fatture per operazioni inesistenti e successive operazioni di riciclaggio, trasformando i bonifici in denaro contante da destinare a pagamenti corruttivi.

 

Le carte descrivono un meccanismo strutturato: le società riconducibili a Tronelli emettevano fatture fittizie nei confronti della NSR, incassavano i bonifici e li “monetizzavano” attraverso operazioni commerciali – come l’acquisto e la rivendita di orologi di lusso – restituendo poi il contante a Dattola.

 

Una provvista che, secondo gli investigatori, sarebbe stata utilizzata per alimentare rapporti corruttivi e favorire le aziende del gruppo.

 

stefano tronelli

Nel sistema compaiono anche rapporti con grandi player industriali. Tra questi Red Hat, con il coinvolgimento del country manager per l’Italia Rodolfo Falcone, accusato di aver favorito le società di Dattola presso clienti istituzionali in cambio di utilità economiche. Le forniture avrebbero riguardato, tra gli altri, TIM s.p.a. 

 

Il nodo centrale resta quello delle gare. Secondo gli atti, il gruppo sarebbe stato in grado di incidere sulle procedure di selezione, anche attraverso la conoscenza anticipata dei capitolati o la loro modifica.

 

È il caso, tra gli altri, delle commesse verso Terna s.p.a., dove si ipotizza un’interferenza sugli uffici acquisti, e della maxi gara da 400 milioni di euro di Rete Ferroviaria Italiana, che sarebbe stata “preparata” grazie all’accesso a informazioni riservate.

 

corruzione roma

 

Particolarmente delicato il capitolo relativo al Ministero della Difesa. Qui entrano in scena ufficiali di alto livello, tra cui il generale Francesco Modesto, con cui – secondo l’accusa – Dattola avrebbe collaborato già nella fase di definizione dei requisiti tecnici, prima dell’avvio formale delle procedure. In questo contesto, il ruolo di Antonio Spalletta sarebbe stato quello di facilitatore, capace di muoversi tra ambienti istituzionali e favorire contatti e decisioni.

 

corruzione 2

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