vaccino tradimento

ITALIA IN LUNA DI FIALE – RAGGIUNTE LE 500MILA DOSI AL GIORNO. REGGEREMO CON QUESTO RITMO? IL NODO RESTA ASTRAZENECA DI CUI SONO ATTESE 7 MILIONI DI FIALE IN DUE MESI. A FINE GIUGNO TOCCA AI 40-50ENNI .L’IMMUNITÀ DI GREGGE AL 60% È PREVISTA A FINE LUGLIO E ALL’80% A SETTEMBRE…

Fabio Savelli per corriere.it

 

vaccino anti covid

Un percorso a tappe condizionato da un’unica incognita: la consegna delle dosi nei tempi e nei quantitativi previsti. A maggio sono destinate all’Italia 17 milioni di fiale, a giugno altre 30. Ora che la macchina è appena andata a regime rispettando alla lettera il programma del commissario Figliuolo — 500mila somministrazioni al giorno (508.158 il 29 aprile, ieri poco meno secondo le stime) — non resta che sperare che le forniture arrivino puntuali, da «orologio svizzero» descrivendo quello che è diventato il modello Pfizer.

 

Dosi regolari, a cadenza settimanale, consegnate negli hub vaccinali secondo la propria rete logistica: una modalità che permette di ridurre di almeno 24 ore l’utilizzo delle fiale da parte delle regioni che altrimenti si perdono nel transito da Pratica di Mare, punto di arrivo degli altri sieri.

vaccino covid

 

I dubbi riguardano AstraZeneca di cui sono attese 7 milioni di fiale in due mesi. Necessarie anche per i richiami da effettuare ad un milione e mezzo di italiani, prevalentemente personale scolastico e militare. Ieri Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, ha confermato che «nulla è cambiato»: i richiami verranno effettuati col siero Vaxzevria, anche per gli under 60 di cui l’Ema ne ha solo raccomandato l’uso per quelli oltre questa soglia non vietandolo per gli altri.

 

vaccino astrazeneca

 

La tempistica per età

Se questa velocità di crociera dovesse essere rispettata senza pesanti riduzioni nelle forniture ci potremmo trovare di fronte all’avvio della campagna massiva a partire tra il 15 e il 20 maggio. Il condizionale è d’obbligo, ma le proiezioni della struttura commissariale — confermate da quasi tutte le regioni — segnalano che una volta messi in sicurezza la gran parte degli over 65 si aprirà la «fase in parallelo» pensata dal commissario Figliuolo.

 

Si comincerà con la campagna di vaccinazione aziendale perché i lavoratori devono avere una corsia preferenziale per far ripartire il Paese. Si aggiungeranno almeno 732 punti vaccinali all’attuale rete coinvolgendo tutte le grandi aziende che hanno già contattato la struttura commissariale e le regioni, di cui una gran parte aderisce a Confindustria che ne ha stilato il programma. Alcune — le più equipaggiate — potranno persino diventare dei centri asl per vaccinare non solo i propri addetti ma anche la comunità territoriale. In quegli stessi giorni verranno vaccinati la gran parte degli over 60 rimasti e prenderà l’avvio la copertura della fascia 55-59 anni di cui molte regioni stanno aprendo in questi giorni le prenotazioni.

 

VACCINO COVID

La copertura dei fragili

Saranno i giorni decisivi per «coprire» soprattutto tutti gli italiani in categoria 4 secondo le raccomandazioni dell’istituto superiore di Sanità: cioè i fragili under 60 di cui sono appena partite le prenotazioni in gran parte delle regioni. Le adesioni per la fascia 50-54 anni si apriranno invece realisticamente attorno al 17 maggio, segnalano alcune regioni come Veneto, Piemonte e Lombardia. Di solito lo scostamento tra prenotazione poi somministrazione è quantificabile nell’ordine di 20-25 giorni. Uno scarto temporale che permette di dare una proiezione puntuale della curva vaccinale ove non dovessero verificarsi punti di rottura, cioè consegne mancate o sospensione precauzionale di qualche vaccino. A scalare con l’età avverranno le prenotazioni successive.

 

A fine maggio, registrano gran parte delle regioni, si avvieranno le adesioni per la fascia 45-49 anni che quindi andrà a puntura attorno al 20 giugno.

 

vaccino astrazeneca

La fascia 40-44 anni slitterà di una decina di giorni e dovrebbe essere coperta entro la prima decina di luglio.

 

L’immunità di gregge al 60% è prevista a fine luglio e all’80% a settembre. In linea col piano.

 

È chiaro che però occorre procedere a tappeto in questi giorni con la fascia 60-69 anni e 70-79, quelle maggiormente a rischio per la letalità Covid.

 

Quasi coperta la fascia over 80, al netto dei diffidenti e gli irraggiungibili che in Sicilia toccano vette elevate (hanno ricevuto la prima dose solo il 69,1% dei siciliani) anche per le resistenze nei confronti di AstraZeneca.

 

Per gli over 70 sono i giorni centrali della campagna e la spinta delle 500mila punture tocca soprattutto loro. Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna al 29 aprile sono ancora sotto il 50% in prima dose. Sugli over 60 — che entrano nel vivo tra qualche giorno — Toscana, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia ne hanno coperti solo uno su cinque. Pochi, ancora pochi, con questo numero di contagi.

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