accademia svedese scandalo

C’È DEL MARCIO IN SVEZIA – DIMISSIONI, ACCUSE, MOLESTIE, MA COME SI È RIDOTTA L’ACCADEMIA SVEDESE CHE ASSEGNA IL NOBEl? – SI DIMETTONO LA SEGRETARIA PERMANENTE E KATARINA FROSTENSON, MOGLIE DI JEAN CLAUD ARNAULT, ACCUSATO DA 18 DONNE DI MOLESTIE - LA BATTAGLIA TRA I 18 MEMBRI DELL'ACCADEMIA È ORMAI UN TUTTI CONTRO TUTTI E IL RE VUOLE FARE UN REPULISTI…

 

DAGONEWS

 

accademia svedese

Dimissioni, accuse pubbliche, scandali sessuali. Ma come si è ridotto il premio Nobel? Fra i membri dell’Accademia svedese ormai è guerra aperta: tutti contro tutti. Il quotidiano britannico Guardian ha fatto un resoconto dettagliato di tutti i guai della prestigiosa istituzione.

 

Quello a cui stiamo assistendo in queste ore – racconta il Guardian – è il peggiore scandalo della storia del Nobel, e mette insieme tutto: sessismo, denaro, privilegi, insieme a un livello di cattiveria e infantilismo “degno di un asilo”.

 

JEAN CLAUDE ARNAULT

Tre dei 18 membri dell’Accademia si sono dimessi la scorsa settimana, come forma di protesta rispetto alla decisione di non escludere Katarina Frostenson dall’ente. Frostenson, che fa parte dell’accademia dal 1992, è sposata con il fotografo Jean-Claude Arnault. Lo scandalo comincia proprio con Arnault, che a novembre è stato accusato di aggressione e molestie da 18 donne. A ruota, hanno deciso di ritirarsi dai lavori dell’Accademia, ma solo dopo una riunione al veleno durata più di tre ore, la Frostenson e il segretario permanente dell’Accademia, Sara Danius.

 

sara danius

Il vaso di Pandora si è scoperchiato, e con esso tutte le faide interne a un’istituzione in cui solo in apparenza sembra regnare la tranquillità, il silenzio e la cultura. Lo scrittore e giornalista Per Wästberg, ha descritto la situazione così: “Sembrava una trattativa da commercio di cavalli, in cui alla fine sono state sacrificate due donne, una contro l’altra. È una macchia nella reputazione dell’Accademia, che non potrà mai essere lavata via – e tutto questo a causa di un predatore sessuale”.

 

La risposta più ovvia sarebbe stata, secondo tutti gli osservatori – le dimissioni collettive del board dell’Accademia. Solo che – in teoria, e prima di questa settimana – dall’Accademia svedese non ci si può dimettere. A stabilirlo è lo statuto che la regola, risalente al 1786. I membri sono eletti a vita, fino alla loro morte, quello che si può fare è smettere di partecipare ai lavori dell’assemblea. Inoltre, dopo gli addii di questa settimana, non c’è nemmeno più il quorum necessario per eleggere nuovi membri. Un cambiamento allo statuto di più di 230 anni si è pertanto reso improrogabile per superare lo stallo.

 

CARLO GUSTAVO DI SVEZIA

L’Accademia, scrive il Guardian, è un’oligarchia che si auto alimenta: i suoi membri sono ricchi e prestigiosi, e le loro attività sono praticamente segrete. L’Accademia svedese è l’organo che ogni anno dal 1901 assegna il premio Nobel per la letteratura (gli altri premi sono assegnati invece da organismi differenti) e tra i suoi componenti rimane una forte dominanza maschile. Sara Danius è non a caso il primo segretario permanente donna della storia dell’istituzione.

 

Uno dei pochi altri membri donna è Katarina Frostenson, che possiede e gestisce Forum, un esclusivissimo club per artisti, finanziato dalla stessa Accademia, insieme al marito. Le prime accuse a Jean Claude Arnault risalgono al 1996, quando una giovane artista, Anna-Karin Bylund, scrisse all’allora segretario dell’Accademia Sture Allén per denunciare di stupro il marito di Frostenson.

 

La lettera venne però insabbiata, fino all’emergere del #MeToo e delle accuse a Harvey Weinstein. Il giornale svedese Dagens Nyheter a quel punto raccolse altre 17 accuse nei confronti di Arnault, che ha sempre negato. E’ venuto fuori anche che l’uomo avrebbe diffuso i nomi di 7 vincitori del Nobel anzitempo, creando una rete di scommesse clandestina.

 

katarina frostenson con jean claude arnault

Con il caso Arnault, il castello di carte dell’Accademia è venuto giù. Sara Danius stava cercando di modernizzare l’ente, ma ha trovato una forte resistenza da parte dei suoi predecessori e dall’ala conservatrice del board.

 

I contrasti si sono acuiti con la richiesta dell’opinione pubblica di espellere Frostenson: i grandi vecchi erano contrari, sostenendo che non si può colpire. La battaglia è ormai un tutti contro tutti, e ha coinvolto persino il re. Un membro ha detto che ha deciso di votare a favore dell’espulsione di Frostenson e Danius dopo aver parlato con il monarca svedese. Ma il re ha detto che questa non era la sua idea, e che non approva la scelta. “L’Accademia svedese, che una volta stava rappresentava il vertice della cultura occidentale, ormai è solo un baluardo del patriarcato e del privilegio”, conclude il Guardian.

katarina frostensonPREMIO NOBELNOBEL CERIMONIAjean claude arnaultPATTI SMITH AL NOBEL

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