valeria golino

L’EUFORIA SVANITA DI VALERIA - LA GOLINO SI RACCONTA: “SCAMARCIO? LA DELUSIONE SENTIMENTALE È STATA FORTISSIMA, LA PIÙ GRANDE DELLA MIA VITA. D’ALTRA PARTE PIÙ C’È AMORE E PIÙ SI SOFFRE" - “QUANDO HO UN RAPPORTO INTIMO CON UN UOMO, COMPROMETTO SEMPRE UNA PARTE DI ME STESSA. A ME È SEMPRE VENUTO NATURALE LASCIARE PIÙ SPAZIO AL MIO UOMO. SOLO SE MI SMINUISCI INTELLETTUALMENTE O MI PROPINI IDIOZIE, MI RIBELLO”

Sara Faillaci per "F"

 

Riccardo Scamarcio Valeria Golino e Valerio Mastandrea

Ho incontrato per la prima volta Valeria Golino tanti anni fa. Era già molto famosa eppure in quel parco dove avevamo appuntamento non l’ho quasi riconosciuta: era seduta su una panchina vestita come una ragazza qualunque, struccata, normale. Quando le arrivai davanti, io in piedi e lei seduta, alzò i suoi occhi verso di me folgorandomi con il suo sguardo. Languido, peccaminoso, curioso, selvaggio. Restammo ore su quella panchina, intorno Roma turbinava ma tutta l’energia la catalizzava lei, la ragazza con la voce strana di Rain Man.

golino valeria bruni tedeschi

 

Una ragazza capace di conquistare tutti gli uomini che voleva: da Benicio Del Toro a Riccardo Scamarcio. Ma anche le donne, per un’istintiva empatia e solidarietà femminile. Sono passati più di dieci anni da allora e ancora Valeria mi sorprende.

 

La voce è la stessa, la bellezza appena più matura, ma è lo sguardo a essere diverso: meno di sfida, più accogliente. Segno che qualcosa in lei è cambiato. Quell’energia, che da attrice ha sempre utilizzato per rendere all’ennesima potenza sentimenti e reazioni istintuali, oggi è un fascio di luce che usa per stimolare altri attori, un intero racconto.

 

A quello di Euforia, suo secondo film da regista, teneva particolarmente. Protagonisti della storia sono due fratelli, interpretati da Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea, molto diversi tra loro: il primo è un imprenditore vizioso che vive sopra le righe e soffre di un delirio di onnipotenza, il secondo un professore rimasto ad abitare nel paese d’origine, senza ambizioni né sogni. Si riavvicineranno sorprendentemente a causa della malattia di uno di loro.

valeria golino mastandrea

 

Nel film temi pesanti come morte e malattia sono trattati con profondità e leggerezza insieme. Sarebbero potute essere due donne le protagoniste?

«Sicuramente. Sono maschi perché questa è una storia vera, che mi ha raccontato un amico. Ma sono soprattutto figli del loro tempo: quello interpretato da Riccardo è spregiudicato, non gli interessa nulla di quello che succede nel mondo, salta una mendicante inginocchiata e subito dopo lo vediamo nella realtà virtuale di un videogame. Si sente onnipotente e vuole tutto.

Valeria Golino, Alba Rowvacher e Roberto D'Antonio

 

Il fratello, al contrario, non desidera nulla, perché ha travestito la sua paura con la cautela e il distacco. Sono personaggi speculari, il loro sesso è irrilevante. Anche perché temi come malattia, morte e famiglia riguardano tutti; uomini e donne sono diversi nel viverli solo in superficie, non nella sostanza».

 

Che rapporto ha con le donne?

«È cambiato negli anni. Da giovane, intendo dai 18 ai 30 anni, preferivo le amicizie maschili. Forse perché le donne mi percepivano come troppo seduttiva, c’era sempre questa cosa con loro da superare. Non è un caso che, nel corso della mia vita, le mie amiche sono poi sempre state donne bellissime, come Greta Scacchi, Isabella Ferrari, Salma Hayek, Patricia Arquette. Le ho scelte una a una per non dovermi sempre rimpicciolire accanto a loro».

 

E il suo rapporto con gli uomini?

«Degli uomini cercavo l’approvazione, dovevo sempre conquistarli. Dalle donne invece ero cercata».

Che amica pensa di essere stata?

valeria golino e jasmine trinca

«Fedele ma discontinua, ero sempre in movimento. Sapevo ascoltare e i miei amici e le mie amiche erano persone che avevano bisogno di confidarsi, ero il recipiente, il filtro dei loro racconti. Al contrario, io non ho mai amato parlare di me stessa, ho sempre avuto un certo pudore. La verità è che non mi diverte, anche se con il mio mestiere ho imparato a farlo».

 

Forse la percepivano come una persona forte.

«Forse sì. Anche se poi le amiche più intime conoscono bene la mia parte fragile e le cose di cui non vado fiera e che non racconterei agli altri. Crescendo, infatti, l’interazione con le donne è diventata più facile che con gli uomini. L’uomo lo amo e continuo ad adorarlo, ma un rapporto di intesa intellettuale e sentimentale lo sto avendo soprattutto con le donne. Quest’estate, per esempio, ero in vacanza con Valeria Bruni Tedeschi, in Grecia, e la mattina andavamo al mare sotto casa.

 

valeria golino dirige euforia

Lei fa bagni molto più lunghi dei miei; diciamo che io sto in acqua per piacere e lei invece per nuotare, si allena ogni giorno. Ma visto che a maggio mi ero fatta molto male alla caviglia, Valeria tutte le volte mi aspettava per aiutarmi. Mi diceva “adesso” quando l’onda si ritirava e io, mentre le prendevo la mano, ho sentito che mi fidavo di lei: sapevo che non mi avrebbe mai mollato, a costo di cadere anche lei in mare».

 

Negli anni è cambiato anche il suo rapporto con gli uomini?

valeria golino e jasmine trinca

«Sì. Sarà anche perché oggi sono meno attraente di quando avevo 25 anni, riesco ad arrivare agli uomini in una maniera diversa, più simile a come piace a me.

 

Mi spiego. Mi attira la conversazione a due spregiudicata e divertente con l’uomo, mi piace provocare una reazione e nello stesso tempo essere provocata. Quando ero più giovane per questo gioco ero definita un’ allumeuse, ma in realtà era la sfida di testa a interessarmi».

 

Ancora oggi?

«Adesso, quando mi capita di passare alcuni giorni solo tra donne, per esempio quando lavoro con le mie due sceneggiatrici, trovo sia paradisiaco e penso che vorrei invecchiare così. Senza dover fare i conti con l’ego maschile che ci vuole sempre sovrastare». 

 

valeria golino

È affaticata dagli uomini?

«Sì. Sarà che io, quando ho un rapporto intimo con un uomo, comprometto sempre una parte di me stessa. Lo faccio anche volentieri, ma è indubbio che devi comprimerti per permettere all’altro di esistere, di sentirsi forte, importante».

 

Alle donne è richiesto questo passo indietro nei rapporti di coppia?

«Fa parte del gioco. Infatti la coppia smette di durare quando uno dei due smette di farlo. Devo ammettere che a me è sempre venuto naturale lasciare più spazio al mio uomo, sono capace di grande docilità e dolcezza. Solo se mi sminuisci intellettualmente o mi propini idiozie, mi ribello. Ma per il resto, eros compreso, mi affido. Mi piace affidarmi».

 

La coppia formata da lei e Riccardo Scamarcio è durata 11 anni. Ha sofferto molto quando è finita?

VALERIA GOLINO TOM CRUISE E DUSTIN HOFFMAN

«La delusione sentimentale è stata fortissima, la più grande della mia vita. D’altra parte più c’è amore e più si soffre. Tutti diamo il peggio di noi stessi, in certe circostanze. Una cosa che ho imparato nella vita è che spesso si prendono decisioni in base allo stato d’animo che però poi cambia, e quindi anche le decisioni che sembrano definitive evaporano.

 

Se vuoi bene a una persona, poi ti riconcili. Abbiamo passato anni bellissimi insieme e le rispettive famiglie fanno parte della nostra vita. Noi, non solo non ci portiamo rancore, ma abbiamo addirittura fatto un film. Riccardo è sempre stato un bravo attore, ma oggi lo è ancora di più: il mio personaggio aveva bisogno della sua hybris, quella tracotanza baldanzosa, e della sua parte infantile».

 

valeria golino

Non si soffre a rivedersi sul set quando una storia è finita?

«In effetti, ho anche temuto che fosse così ma il tempo aiuta. Poi, sul set,

il lavoro artistico diventa la priorità, sentiamo tutti una grande responsabilità, e la vita privata si mette tra parentesi. Lui voleva aiutare me e io volevo aiutare lui: c’era una reciproca voglia di darsi una mano. Da donna, però, la ferita resta. E con quella il disincanto verso l’amore».

 

Non è rimasta sola a lungo però.

valeria golino

«No, sola non sono mai stata. C’è una persona nella mia vita (l’avvocato Fabio Palombi, ndr) da circa un anno, ma non è una relazione come le precedenti, non abitiamo insieme, cosa che per me è una novità. Forse sono cambiata, forse ho solo molta paura di rimettermi in gioco».

 

In compenso dal lavoro arrivano solo successi e gratificazioni.

«Sì, anche se i premi e i riconoscimenti hanno valore nel momento in cui vedo che rendo felici i miei cari, le persone a cui tengo. Io non sono mai fiera di me stessa. E non credo succeda perché non mi voglio bene, piuttosto avverto uno scollamento tra me e quello che mi succede. Di Euforia, per esempio, sono felice per come è nato, per come è venuto, per l’esperienza che ho vissuto con gli altri nel realizzarlo».

valeria golino e riccardo scamarcio

 

Se si guarda indietro, alla sua vita finora, di che cosa allora è più fiera?

«La sensazione più forte che ho nel guardarmi indietro è che la mia vita sia una serie di non eventi. Quando hai fatto così tanto e sei piena di luoghi, persone, avvenimenti, quando tenti di fare un bilancio nelle mani non stringi niente.

 

valeria golino e riccardo scamarcio a cannes

Un po’ fa parte della mia natura: ho sempre vissuto il presente, senza rivangare il passato, lascio andare tutto. Tutto tranne le persone. Che però, quando decido di lasciarle andare, è per sempre. Non torno sui miei passi, mai». 

valeria golino e riccardo scamarcio 5valeria golino e riccardo scamarcio valeria golino valeria golino cannes 2016 gettyvaleria golino cannes 2016 serata inaugurale abito valentinovaleria golinovaleria golino (2)valeria golinoVALERIA GOLINOla scollatura di valeria golinovaleria golino Valeria Golino nuda in nome di Greenpeace Valeria Golino nuda in nome di Greenpeace Valeria Golino nuda in nome di Greenpeace Valeria Golino (Greenpeace)-2valeria golino 3valeria golino e riccardo scamarcio 4valeria golino e riccardo scamarcio 3valeria golino e riccardo scamarcio 6

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