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PINELLI, UN CSM A MISURA DI RENZI - “LA VERITÀ” SGANCIA UN SILURO CONTRO L’AVVOCATO LEGHISTA E FILO-RENZIANO FABIO PINELLI, VICEPRESIDENTE DEL CSM: “IN UNA SITUAZIONE DI GUERRA PERMANENTE TRA MAGISTRATURA E GOVERNO È IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, RAPPRESENTANTE DEL QUIRINALE, DEVE ESSERE CREDIBILE COME SOGGETTO TERZO E PONTE TRA I DUE POTERI. MA IL 57ENNE PINELLI HA LA POSTURA GIUSTA PER QUELLA POLTRONA?” - L’ASSIST A RENZI NELLA SCELTA DEL PROCURATORE CAPO DI FIRENZE, LA DIFESA DI ALBERTO BIANCHI NEL PROCESSO "OPEN" E I RICCHI INCARICHI OTTENUTI IN VENETO SU CUI I MAGISTRATI VOGLIONO VEDERCI CHIARO…

Estratto dell’articolo di Giacomo Amadori per “la Verità”

 

FABIO PINELLI, VICEPRESIDENTE DEL CSM, E CARLO NORDIO

In una situazione di guerra permanente tra magistratura e governo è fondamentale che il vicepresidente del Csm, rappresentante del Quirinale, sia del tutto credibile come soggetto terzo e istituzionale, ponte tra i due poteri. Ma il cinquantasettenne avvocato Fabio Pinelli ha la postura giusta per quella poltrona? Qualche dubbio lo abbiamo e non è solo per il fatto che dopo mesi di astensioni e posizioni super partes abbia deciso di assegnare il voto decisivo nella delicatissima corsa a procuratore di Firenze, città feudo di quel che resta del potere renziano.

salvini renzi

 

Qui il fu Rottamatore sta combattendo tutte le sue sfide più importanti. E che la guerra ai pm sia il suo principale interesse lo dimostra il suo trasferimento in commissione Giustizia al Senato. Da questa postazione e muovendo le sue pedine dentro al Csm spera di spegnere gli ardori dei pm fiorentini che stanno cercando di mandare a giudizio e far condannare lui e i suoi genitori.

 

In quest’ottica, per il senatore semplice, era importante disarticolare la catena di comando della Procura di Firenze, tutta della stessa area ideologica, portando dalla propria parte anche il centro-destra, scottato dai procedimenti contro Silvio Berlusconi, istruiti sempre in riva all’Arno.

FABIO PINELLI E SERGIO MATTARELLA

 

E per riuscire nell’impresa è servito un passaggio: mercoledì scorso, per il nuovo procuratore, Filippo Spiezia, considerato vicino alla corrente moderata di Magistratura indipendente, hanno votato il vicepresidente Pinelli, il procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato e si è astenuta la prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano. Solo così poteva vincere la corsa il candidato meno titolato, almeno a livello di incarichi direttivi contro Ettore Squillace Greco, procuratore di Livorno.

alberto bianchi

 

I magistrati di Mi hanno difeso la loro scelta definendo Spiezia «magistrato di grande valore umano e professionale». Peccato che gli stessi membri del Csm avessero ritenuto Spiezia non all’altezza per il posto di procuratore generale di Bologna non più tardi di un mese e mezzo fa e gli avessero preferito Paolo Fortuna, ex procuratore di Aosta per la sua precedente «esperienza direttiva», come sottolineò la relatrice della proposta Fortuna, la laica in quota Fdi Daniela Bianchini. Mentre il renziano Ernesto Carbone aveva sostenuto Lucia Musti, bocciata dall’ala destra del Consiglio per le sue chat con Luca Palamara.

 

ernesto carbone

Ai primi di luglio Spiezia è diventato il procuratore perfetto. Sino a poche ore prima dell’elezione, Pinelli, a chi glielo chiedeva, aveva garantito che si sarebbe astenuto, salvo, con un colpo di teatro, annunciare all’ultimo il suo voto, determinante. Il vicepresidente di Palazzo dei marescialli è uomo di mondo ed è nota la sua rete di conoscenze e sponsor molto trasversale, che va dalla Lega all’ex presidente della Camera in quota Ds Luciano Violante.

 

Una capacità di tessere rapporti e muoversi dentro ai palazzi del potere che noi avevano già intuito il 17 gennaio del 2023 alla vigilia del voto per il vicepresidente. I giornali ipotizzavano una corsa a due tra lo stesso Pinelli e il favorito Giuseppe Valentino, avvocato vicino a Fratelli d’Italia. […]

 

FABIO PINELLI,VICEPRESIDENTE DEL CSM

Con il vincitore […] si schierarono la quasi totalità dei laici (espressione della politica) e gli esponenti della corrente moderata di Magistratura indipendente. «L’avvocato Fabio Pinelli è il nuovo vicepresidente del Csm. Davvero un’ottima scelta: serio, autorevole, credibile. Complimenti e buon lavoro» esultò immediatamente Renzi, mettendo la sua bandierina sul candidato. Probabilmente mercoledì scorso, Pinelli ha reso felice il suo celebre estimatore decidendo la nomina alla Procura di Firenze.

 

FILIPPO SPIEZIA

Un’ammirazione che viene da lontano. Nel 2022, il legale è stato designato dal Senato della Repubblica per predisporre il ricorso introduttivo e il successivo patrocinio davanti alla Corte costituzionale, in un conflitto di attribuzione tra Palazzo Madama e la Procura di Firenze, accusata di aver indebitamente acquisito, senza previa autorizzazione dell’Assemblea di appartenenza, corrispondenza informatica e cartacea di Renzi nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Open.

 

Pinelli è stato anche difensore, sempre nel medesimo fascicolo, di uno dei principali indagati, il presidente della fondazione Alberto Bianchi. Addirittura, il 27 gennaio, due giorni dopo la nomina di Pinelli a vicepresidente del Csm, l’avvocato Alberto Berardi, dello studio Pinelli, ha presentato al gip fiorentino Sara Farini una memoria difensiva pro Bianchi su carta intestata «Pinelli avvocati». Un possibile conflitto di interessi che non ha sconsigliato il vicepresidente dallo schierarsi nella battaglia per Firenze.

FABIO PINELLI SERGIO MATTARELLA

 

[…] Pinelli appena nominato vicepresidente aveva dichiarato: «Cerchiamo di essere credibili, trasparenti, mai obliqui nell’interesse del Paese». […] è stato avvocato di diversi esponenti della Lega, ma anche membro del comitato scientifico della Fondazione Leonardo (di cui è presidente Violante) e, sempre con l’ex parlamentare comunista, socio di Italiadecide, associazione «per la qualità delle politiche pubbliche».

 

luca zaia prosecco

Ha assistito Luca Morisi, l’ex guru social della Lega, e Armando Siri, che da sottosegretario nel governo Conte 1 fu costretto a dimettersi per un’indagine di corruzione. Ha difeso pure la Regione Veneto di Luca Zaia nel maxi processo sull’inquinamento da pfas nelle province di Vicenza, Verona e Padova. Proprio in un’inchiesta sulla Regione è stato indagato e archiviato, perché da parte sua sarebbe mancato il dolo.

 

FABIO PINELLI SERGIO MATTARELLA

Nel fascicolo sui bandi per le mense degli ospedali in Veneto il gip di Padova Domenica Gambardella nei mesi scorsi ha, invece, chiesto nuove indagini per chi gli aveva affidato ricchi incarichi: l’ex direttore generale dell’assessorato alla Sanità del Veneto, Domenico Mantoan (oggi dg dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari nazionali, Agenas) e dell’ex dg di Azienda zero (ente di governance della sanità regionale) Patrizia Simionato, indagati (anche se le accuse sono quasi prescritte) per induzione a dare o promettere utilità e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, in relazione all’affidamento delle consulenze legali a Pinelli.

 

matteo renzi armando siri scuola di formazione politica della lega

La Simionato, formalizzava gli incarichi a Pinelli e alla professoressa Chiara Cacciavillani, in due delibere del 9 aprile 2020, «giustificando la procedura nell’ambito della situazione emergenziale Covid-19 […] per un importo complessivo di 35.000,00 euro per ogni professionista». Il 12 giugno 2020 la Simionato «inseriva anche un incarico di “servizio di supporto legale” allo studio “Pinelli avvocati” per un importo complessivo di 82.215,58 euro». A febbraio l’Espresso ha rivelato che la Guardia di finanza avrebbe contato 21 parcelle deliberate da Azienda zero «con affidamento diretto» a Pinelli (in alcuni casi in coppia con un collega) prima della fuga di notizie del 2020, di importi compresi tra 3.000 euro e 35.000 euro, a cui andrebbero aggiunte due fatture del settembre 2019 da 95.000 e 47.000 euro.

 

fabio pinelli

[…] La Procura, però, pur chiedendo l’archiviazione per Pinelli, ha trasmesso gli atti alla Corte dei conti ed al Consiglio dell’ordine degli avvocati di Padova in quanto al vicepresidente del Csm sarebbe stato affidato anche un recupero crediti di accise indebitamente versate, con il pagamento di un fisso e di una quota pari al 15 per cento di quanto recuperato (parcella massima finale 465.000 euro), una pratica, quella della «quota lite», che sarebbe vietata dalla legge forense.

 

In un’intercettazione dell’8 aprile 2020 Mantoan commenta con la Cacciavillani l’incarico affidato alla donna e al collega: «Lo so cosa pensa di Fabio Pinelli, ma questo adesso va di moda. Non so cosa dirle». Nei brogliacci si legge che lo stesso giorno Mantoan dice alla Simionato di «prendere due numeri di protocollo per fare due delibere» e «di tenerle sui 35.000 euro così non le giustifica».

 

Mantoan dice che «per quanto riguarda Pinelli ha detto che passerà in Azienda zero e la aiuterà a scrivere le motivazioni (Patrizia conferma)». Nel riassunto sembra che i due indagati abbiano dei dubbi sulle delibere, ma li scacciano subito: «Poi sul perché diamo questa qua […] legata all’emergenza Covid… abbiamo speso talmente tanti soldi, 30.000 euro cosa vuoi che sono» esclama Mantoan e la Simionato avrebbe risposto: «Niente! Facciano 35, va bene, ok, va benissimo».

 

LUCA PALAMARA - OLTRE IL SISTEMA

Sempre l’8 aprile Mantoan spiega a Pinelli di aver «convinto il Principe, Zaia, a dargli un incarico perché tuteli la Regione e la Sanità sotto l’aspetto giuridico » e che l’incarico gli verrà dato ufficialmente da Azienda zero. Quindi lo invita a «mettere sotto i 40.000 euro, così non avranno problemi con l’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione, ndr)». Le intercettazioni raccontano in tempo reale come venga messa a punto la delibera. Il 9 aprile, per esempio, i carabinieri annotano che Pinelli «da parte sua, corregge e implementa il contenuto della delibera» di nomina «quale legale di Azienda zero per l’emergenza Covid». C’è chi si preoccupa per questi provvedimenti «così in urgenza».

 

fabio pinelli

Il direttore amministrativo Michela Barbiero parla con l’avvocato dell’area legale Roberto Pomiato e i due lamentano per «la mancanza di una vera giustificazione, nonché per il mancato rispetto del principio di rotazione espresso dal Codice degli appalti». A loro giudizio «tali incarichi rientravano nell’ambito delle attività d’ufficio dell’area legale e tali affidamenti non rientravano nelle procedure d’urgenza».

 

In una telefonata la Barbiero esclama: «Non è che può obbligarti (la Simionato, ndr) a fare schifezze e dopo stare sempre zitti […] si prenda le sue responsabilità, perché lei è a libro paga di qualcuno, noi no […] è già tanto che firmiamo e che proponiamo e che si accontenti che è anche troppo». In un’altra conversazione insiste: «Un altro incarico a questo Pinelli… adesso, oggi, hanno pensato a un altro incarico ancora… insomma continuano a dare incarichi a questo qua e, per carità, c’è anche Zaia… perché è un uomo di fiducia anche di quello, però… ma tutti a questo, tutti a questo…».

matteo renzi

 

 E invoca l’intervento del collegio sindacale dell’azienda: «Chiedete qualche chiarimento perché io le delibere sono costretta a firmarle perché quest’altra se no mi fa impazzire… però cazzo… un minimo di chiarimenti li devi dare… non è possibile una roba del genere… veramente uno schifo allucinante». Il 22 aprile 2020 il quotidiano Il Mattino di Padova pubblica un articolo dal quale si rilevava che alcuni legali dell’associazione «Civica difesa» mettevano in risalto che l’incarico affidato a Pinelli «è l’attivita tipica dell’ufficio legale di Azienda zero e, pertanto, poteva essere assolto dal predetto ufficio, con conseguente risparmio di risorse economiche».

 

Fabio Pinelli

Gli investigatori annotano: «Letto l’articolo, l’avvocato Pinelli si attivava con Azienda zero per dare una sollecita risposta, a mezzo degli stessi mass-media, facendo pubblicare il giorno successivo una replica alle contestazioni mosse dall’associazione Civica difesa». È lo stesso vicepresidente del Csm a preparare il comunicato, ma vuole che a firmarlo sia l’ente regionale. Pinelli «dice che una cosa che gli fa spingere per l’opportunità di farlo è anche il fatto che viene dimenticata (nell’articolo, ndr) la Cacciavillani» e che «ciò è antipatico».

 

matteo renzi nuovo direttore del riformista

Il senso del comunicato dovrebbe essere questo: «La situazione è talmente complessa e ha delle questioni giuridiche così articolate che abbiamo ritenuto di incaricare la professoressa Cacciavillani e l’avvocato Pinelli e l’ufficio interno è impossibilitato a gestire questa cosa». Alla fine la nota esce e ha lo stesso senso, contiene anche il nome della Cacciavillani. Ora Pinelli dovrà fare l’arbitro nella partita tra toghe e politica. Riuscirà a far digerire la riforma Nordio e a convincere i magistrati che non sia un atto punitivo nei confronti di molti di loro? Forse in questo arduo compito non lo aiuteranno il voto per Firenze e le altre cose che abbiamo raccontato in questo articolo.

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